Citazione di: aquilante il 06 Ago 2014, 18:19
ti ringrazio per l'idiozia e per l'ipocrita, sbracchiosauro. e per il razzista, naturalmente
che dirti, probabilmente la penso in maniera diversa da te, sullo scontro in atto nel calcio italiano, sul peso delle parole di tavecchio - io l'ho definito rutto osceno, carib le rimanda al manifesto sulla razza, la differenza è evidente -, sul razzismo delle curve (che sono espressione - quelle si - di un progetto politico, ideologico e culturale che va avanti da oltre mezzo secolo), forse sul rapporto tra calcio e società multietnica (nel senso del peso che il calcio e lo sport in generale giocano, soprattutto in Europa, nei processi di integrazione razziale). e chissà, su tante altre cose
la Lazio e la roma c'entrano, ma molto relativamente. si stanno confrontando due visioni del calcio - due visioni del calcio, non due concetti di civiltà: così la vedo io - e quella sostenuta dal duo agnelli-unicredit, per quanto imbellettata e infiocchettata dal fior fiore del pensiero progressista e democratico, altro non è che la concezione di un calcio ossessivamente piramidale, esclusivista e verticistico. vogliono un calcio italiano che concentri ricchezza, potere e comunicazione su cinque società e intorno a loro un gruppo, ristretto anche questo, di parvenu mendicanti le briciole
hanno spostato il confronto sul razzismo (tavecchio e chi lo sostiene) e antirazzismo (tutti quelli che si battono contro tavecchio), lo hanno fatto nella consapevolezza che questo rappresenti per loro il terreno più favorevole. io, nonostante il tuo disprezzo nei miei confronti (tuo e di tanti altri che scrivono sul nostro forum e la cosa, credimi, certo non mi fa piacere, perché almeno sul piano delle battagli civile il consenso tra noi sembrava abbastanza diffuso), questo terreno non glie lo voglio concedere. assolutamente no. il piano del confronto, per quanto mi riguarda, lo voglio decidere io
Innanzitutto vorrei che chi esagera si desse una regolata perché non si può dare del razzista ad Aquilante come a nessuno qui dentro, ne' dell'idiota e possibilmente nemmeno dell'ipocrita. Siamo tutti lontanissimi dal razzismo, sostanzialmente d'accordo sulle questioni civili come dice Aquilante. Capisco la foga, capisco tutto, ma il clima dentro Lazionet e' una cosa importante.
Nel merito, caro Aquilante, secondo me sbagli. Il terreno del razzismo l'ha scelto, magari a sua insaputa, quel genio di Tavecchio, con una battuta che purtroppo non era solo infelice. Tavecchio non sarà razzista ma quella battuta si', strizza l'occhio al razzismo e, specie se consideriamo il pulpito da cui è stata pronunciata, legittima il razzismo da stadio che ci fa tanto inca22are, a me, a te, a Sbracchiosauro e a tutti o quasi tutti qui dentro. Questo non va sottovalutato e de rossi, spiace ammetterlo, ha ragione da vendere. Mi frega poco dei secondi fini, che poi sono talmente espliciti da non meritare neppure l'appellativo di secondi fini. Mi importa invece sottolineare, ripetendomi, che anche chi fa buu allo stadio in genere non è razzista, certo non nel senso del Kkk. E non bisogna abbassare la guardia o ricordarselo solo quando ci chiudono lo stadio (a noi come ad altri, s'intende).
Noi qui discutiamo solo della posizione della Lazio, come ha detto FD. Se no davvero il topic starebbe meglio in Calcio. A me dispiace che la Lazio sostenga un candidato divenuto impresentabile per le ragioni di cui sopra, anche e soprattutto in sede europea.
Ora comunque il topic sta qui e quindi proseguo qui. Non mi convince la riduzione del confronto al modello democratico (o meno antidemocratico) di Dilettanti-Tavecchio-Lotito-Berlusconi contro il modello elitista di Fiat Unicredit e Della Valle che per forze di cose sarebbe il meno democratico di tutti. C'è uno scontro per il potere in FIGC, non la lotta dei buoni col candidato impresentabile contro i veri cattivi che però sanno stare a tavola.
Il modello che ruota attorno a poche società importanti rende il calcio inglese e quello spagnolo ben più interessanti di quello italiano; in Germania mi pare che la situazione sia un po' diversa, meno antidemocratica per dirla con Aquilante, ma non so di quanto. Questi sono i modelli, in Italia il problema e' riempire gli stadi e francamente conto più sui grandi club (cinque? Dieci? C'è pure la Fiorentina tra gli elitista, a occhio e croce c'è anche spazio per la Lazio no?) che sulle garanzie che Tavecchio dovrà dare a Dilettanti e Legapro. Senza contare che l'idea di azzerare il peso di calciatori e allenatori non mi sembra per niente democratica... Bisogna essere realistici: se nessuno fa soldi con il calcio, il calcio affonda perché nessuno investe.
Semmai il problema e' un altro. Puntando sul candidato che appariva vincente almeno finché Tavecchio non si è fatto lo sgambetto da solo (e forse vincerà comunque), Lotito mirava a rafforzare la posizione sua e della Lazio, con l'abilità che tutti (almeno io è ancora di più Aquilante) gli riconosciamo. Senz'altro la Lazio si troverà in una posizione meno forte se dovesse passare Albertini o chi per lui. L'argomento, benché meno difendibile di quelli democratici, ha una sua concretezza. Però secondo me si tratterebbe di un indebolimento relativo, Lotito sarà sempre li' con la cordata di riferimento, non credo che ci passeranno sopra con il Catepillar