Citazione di: DajeLazioMia il 08 Ago 2014, 11:31
Quali minori vantagi avrebbe Lotito con la Lazio2?
Incassi domenicali, almeno gli avversari ci verranno no?
Gli itroiti tv non riguarderebbero anche le squadre b? Oppure Lazio2-Bari non la mandano in TV?
Chiedo perchè non lo so.
Scherzi a parte, nei due programmi si parla della necessità di ridurre l'area del professionismo anche se in maniera diversa.
Nel programma di
Tavecchio si evidenzia come sul tema della riforma dei campionati le "Leghe dovranno fare sistema, prendere esempio dai modelli degli altri paesi europei calcisticamente evoluti e individuare format con assetti finali che siano compatibili con la realtà geografica ed economica italiana. Gradualmente si dovrà proedere con decisione verso una riduzione dell'area professionistica.
Poi parla della necessità di riformare le norme sulla partecipazione di club in società satelliti che "potrebbero liberare nuove risorse e contribuire anche al progetto di riqualificazione tecnica del nostro calcio giovanile. La LND ha già affrontato questo tema da molti anni rendendo possibili le partecipazioni in altre società con specifiche normative di controllo"
Se le seconde squadre sono un concetto che deve essere ancora verificato e approfondito anche in una prospettiva di comparazione con altre realtà europee, le "seconde proprietà" possono offrire nuove risorse in termini di formazione dei giovani e spesso possono salvaguardare anche importanti realtà calcistiche territoriali altrimenti destinate a scomparire.
Nel programma di
Albertini non si avverte che non si vuole copiare esclusivamente percorsi già in essere, perché va creato un modello italiano, che promuova in particolare tre aspetti: valorizzazione degli investimenti dei club; ampliamento del bacino di reclutamento per le Nazionali; promozione del calcio come veicolo di socialità.
Tali obiettivi potranno tradursi, nel caso specifico del mondo professionistico, avviando una riflessione sull'introduzione delle seconde squadre come nuovo modello di crescita dei giovani, secondo diverse modalità, come avviene in gran parte dell'Europa. Tutte le esperienze e gli studi in materia confermano che una vera maturazione dei giovani avviene attraverso il confronto continuo con i calciatori più esperti, anche se dotati di minore talento, piuttosto che fra partite tra pari età, anche se dotati di maggiore talento.
Inoltre, fissa un tetto alle rose: "Altro passaggio è quello della revisione dei criteri di costituzione e composizione delle rose. In linea di continuità con i principali modelli internazionali, ad esempio UEFA, si potrebbe pensare di individuare un tetto alle rose di 25 giocatori, di cui 8/10 formati nei vivai nazionali."
Attenzione sul tema dei vivai laddove propone una destinazione di "una quota della crescita dei ricavi da diritti televisivi" per alimentare una strategia di investimento e sviluppo dei settori giovanili, nonché un "sistema di rating certificato dei settori giovanili dei club, tale da indirizzare le società a destinare più risorse ed energie alla cura dei loro vivai".
Inoltre, il documento di Albertini parla anch'esso di "una riduzione del numero complessivo di squadre professionistiche, che risulti funzionale alla competitività del campionato, alla compatibilità dell'investimento effettuato dalla società considerando comunque il clima economico attuale". Infatti, a livello mondiale, nel 2013-14 l'Italia occupa il secondo posto per numero di club partecipanti a campionati professionistici (ma presto verrà scavalcato dal campionato russo e brasiliano) e infatti ricorda in altri campionati il numero delel squadre professionistiche sia molto ridotto: dai 92 del calcio inglese ai 56 di quello tedesco, per poi scendere alle 42 società del calcio spagnolo e alle 40 di quello francese.