Sommessamente: Lazzari non è mai stato considerato un predestinato. Nano da giardino, tecnica rivedibile, ottima corsa.
Giocatore buono per una piccola, da inserire nelle alternative per una media, da non prendere in considerazione per una grande.
Di Palestra si parlava già da un anno, non è roba da scouting aggressivo, lo conoscevano anche nei bar sport di provincia.
Fisico, tecnico, atletico: adatto ad una grande e infatti lo cerca l'Inter.
È il famoso paragone tra la cioccolata ed il suo surrogato, per dirla con maggiore eleganza.
Il mercato estivo della Lazio sarà in linea con il budget.
Budget miserabile porterà ad un mercato miserabile.
Qualcuno lo chiamerà "mercato delle idee", o "mercato responsabile", per rimanere in linea con il mood comunicativo della società.
Dobbiamo partire dalla considerazione che la Lazio aveva, all'inizio della stagione, il sesto monte ingaggi.
Non essendo, è di tutta evidenza, la sesta forza del campionato (Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma, Atalanta, Como nettamente superiori, Bologna pure ma meno) c'è da limare questo gap: se devo arrivare ottavo non posso arrivarci con il sesto monte ingaggi.
Quindi la prima operazione responsabile che verrà fatta sarà quella di tagliare gli stipendi più onerosi, cedendo (Romagnoli, come fatto con Guendouzi e Castellanos) o non rinnovando (Pedro, -ringraziando lo stallone- Basic, Hysaj e non so chi altri).
Poi cederemo quelli che non vogliono rinnovare, come Gila.
Li avremo la claque pronta ad applaudire festante la promozione di Provstgaard, con gente che si dà di gomito dicendo "come ha trovato il danese, il Condor di Cerveteri ne troverà un altro".
Compreremo forse un Taylor, se ci dice bene, e poi qualche giovane carneade, nel nostro magico giorno della marmotta in cui un tommasino (per dire) obietterà "ma anche Luis Alberto..." quando ci accorgeremo dell'inutilità alla causa del pedatore uzbeko di turno.
Cercando di dimenticare che per 1 Luis Alberto sono passati per Formello 74/75 Leitner, Morrison, Berisha etc etc etc.
Ci attesteremo responsabilmente tra l'ottavo e il decimo posto, ma, ovviamente, il prossimo sarà solo il terzo anno zero di un nuovo progetto triennale che ripartirà , ça va sans dire, l'anno dopo ancora.