Condivido sostanzialmente la lettura: la Champions è un'ossessione che annebbia tutti, necessaria per la società per motivi economici e necessità indotta per il tifoso, per il quale diventa un obiettivo nella speranza che dalla qualificazione passi la possibilità di una crescita ulteriore.
L'unica parte nella quale non condivido il discorso di RG è quella per cui saremmo bloccati "a causa" dell'ossessione Champions, perché il blocco mi sembra piuttosto frutto del modus operandi della società e della timidezza nell'adottare scelte in qualche misura rischiose. Ragion per cui mi sembra improbabile una rifondazione, al di là dei dubbi di tutti sulle capacità di reinvestire bene, ma proprio perché la gestione del "buon padre di famiglia" non vuol mettere a repentaglio il livello conseguito - e il valore dell'asset Lazio - esponendosi a rischi di intraprendere una strada nuova, dal punto di vista sia tecnico che economico.
In questo senso siamo bloccati, ma si tratta di un modo di interpretare il capitalismo (sic!) riducendo al massimo il margine di rischio. Il problema è che, nel frattempo, l'asset invecchia e altri competitori si fanno più forti.