Partita importantissima a livello psicologico.
La squadra aveva bisogno di una vittoria, indipendentemente dal gioco o non gioco.
Un roboante 4-0 fuori casa non può che rappresentare una spinta enorme per il prosieguo.
Era evidente come, nel primo tempo, fossero tutti in bambola.
Poi è arrivato l'episodio (stavolte favorevole) e da lì si è sbloccata la Lazio, che, pur rimanendo non brillante, è entrata in partita.
Condivido, però, anche le preoccupazioni sollevate da Cuchillo.
Una Lazio così, a livello di gioco, non va più vista. Nel primo tempo siamo stati soverchiati da un buon Palermo. Noi eravamo completamente fuori dalla sfida e le colpe di Pioli sono evidenti.
Paradossalmente, la partita ieri si staglia nettamente per l'inversione di tendenza rispetto alle prime prove dell'allenatore. E ciò non è molto rassicurante.
Fino al goal di Djordjevic, ho provato le sensazioni che provavo all'inizio dello scorso campionato con la Lazio petkoviana. Nessuna logica, soprattutto in mezzo al campo e nei collegamenti con il fronte offensivo.
Una battuta su Candreva.
E' vero che non potrà giocare sempre, ma la Lazio senza di lui è un'altra squadra. Anche ieri è stato decisivo. Oltre al fatto che mi sembra il vero leader in mezzo al campo. Tutte le azioni e tutti i compagni convergono su di lui perchè sanno di potersi fidare. Anche se a volte si lascia andare a qualche giocata inopportuna.
In conclusione, sento una grande gioia per la partita di ieri e per gli episodi che hanno girato a nostro favore (imprecisioni avversarie, goal alla prima occasione, arbitro gentile ecc.), ma, allo stesso tempo, sono un po' preoccupato perchè non vedo una via chiara e decisa intrapresa dalla squadra.
A Pioli il compito di dissipare queste mie preoccupazioni.