Mi permetto di ri-uppare questo topic perché l'argomento pare essere tornato in voga, vista la cessione di Candreva ed il caso Keita.
Alcuni comunicatori del mondo Lazio ne parlano sempre in maniera ambigua: dicono cose che lasciano intravedere una conoscenza delle dinamiche interne al gruppo, chissà quanto veritiera o millantata.
Riassumo quello che distrattamente ho raccolto:
Cessione Candreva: si torna inevitabilmente a parlare di quanto successo durante lo scorso ritiro. La questione "fascia di capitano", che ormai pare sia andata più o meno così: Candreva si era candidato. I compagni non hanno appoggiato la sua candidatura. Da qui l'inesorabile sofferenza del buon Antonio che ha portato all'addio.
Un giornalista ( non ricordo chi) ha addirittura insinuato come, durante questo periodo estivo, sia in atto un tentativo di smantellamento del 'grumo di potere' (cit.) che alloggiava dentro Formello. I nomi fatti e ipotizzati sono quelli di Mauri, Klose, Candreva e Marchetti ( che infatti si sta provando a cedere).
La conseguenza diretta sarebbe un cambio di gerarchie che però nessun comunicatore si azzarda a definire. C'è chi parla di Radu e Lulic, chi pure di Biglia e Parolo, in qualità di nuovi senatori. Tutte illazioni, ci mancherebbe, però certe dinamiche sono all'ordine del giorno in qualsiasi gruppo, sportivo o di lavoro che dir si voglia.
Insomma questo nuovo gruppo di senatori si è fatto subito sentire col piccolo Keita ( spalla manco troppo nascosta di Candreva, cose che si vedono benissimo anche in campo). Oltre al famoso episodio con Lulic, si dice che addirittura Biglia, appena rientrato dalle vacanze, abbia preso di petto e redarguito il ragazzino.
C'è poi la storia dei serbi che sembrano stare sempre per conto loro.
E poi c'è l'incognita Inzaghi.
L'allenatore, vero e proprio leader del gruppo, ha un ruolo molto delicato rispetto a certe cose. Pioli fu sovrastato e schiacciato dall'esplosione di conflitti all'interno del gruppo. Ricordiamo tutti le parole di Onazi dopo una delle prime partite con Inzaghi in panchina ( una cosa tipo: finalmente gioca chi si allena.).
Lo stesso Onazi che, tra le righe, al momento della cessione lascia intendere qualcosa sempre in termine di dinamiche di gruppo che non vanno.
Riuscirà Inzaghi a gestire questo vespaio? Questo secondo me è il suo vero banco di prova.
Mi fa ben sperare il fatto che è un ex calciatore, che si è fatto le ossa in una Lazio dove non mancavano teste calde e clan. Sarà sufficiente? Qui entrano in ballo aspetti legati alla personalità dell'uomo Inzaghi che non conosciamo.
Da questo punto di vista Bielsa mi ispirava maggiore serenità, anche solo per il fatto che me lo immaginavo talmente capace di spostare l'attenzione sul compito (tattica) da lasciar evaporare gli aspetti relazionali e umani.
Se invece ci vai dentro e cerchi di risolverli, cosa che secondo me ha fatto erroneamente Pioli, rischi di colludere inconsapevolmente, di partecipare all'esplosione vera e propria, soprattutto se non ti viene riconosciuto un certo peso umano.
In quest'ottica mi spiego l'inserimento di Peruzzi. Mossa che potrebbe essere davvero utile qualora Angelone si dimostrasse capace a mediare e dosare bastone e carota.
Speriamo bene.
Forza Simone.