Vabbè regà, se volete continuare a negare l'evidenza fate pure.
Corriere della Sera:
CREMONA - Ci sono state partite di serie A entrate nell' orbita dei maneggi condotti dalla banda degli zingari in collaborazione con i finanziatori che stavano a Singapore? La ricerca della verità comincerà ufficialmente oggi quando di fronte al pm Roberto Di Martino si siederà Andrea Masiello, calciatore attualmente in forza all' Atalanta. Masiello è però chiamato in causa dalle confessioni di Carlo Gervasoni e in particolare per la partita Palermo-Bari dello scorso campionato. Masiello militava tra i pugliesi che avrebbero dovuto perdere con due gol di scarto, ma l' accordo saltò perché il Palermo sbagliò un rigore all' ultimo minuto... È stato Masiello a chiedere di essere ascoltato dal magistrato e tutto fa pensare che oggi smentirà il suo coinvolgimento nell' affare. Il pm, dal canto suo, ha attualmente in mano solo le parole di Gervasoni, che a sua volta racconta di informazioni avute dallo «zingaro» Almir Gegic, latitante. Con l' interrogatorio dell' ex giocatore del Bari l' inchiesta affronta comunque una nuova fase. Di Martino ieri ha finalmente iscritto nel registro degli indagati altri 41 personaggi: sono tutti quelli citati nella confessione di Gervasoni e si tratta di un atto dovuto, atteso da tempo. Dell' elenco fanno parte tra gli altri l' ex genoano Milanetto (attualmente al Padova) e il centrocampista della Lazio Stefano Mauri. Ieri, per quattro ore, ha risposto invece alle domande del magistrato Filippo Carobbio, giocatore già in forza ad Albinoleffe, Grosseto, Siena e Spezia. Carobbio ha aggiunto un nuovo incontro di serie A che a suo dire sarebbe stato truccato (ma non è stato svelato quale) e per il resto ha confermato il contenuto dell' interrogatorio già sostenuto il 2o dicembre scorso davanti al gip Guido Salvini. Carobbio è reo confesso riguardo alle combine di una serie di incontri di serie B. «Il mio coinvolgimento nella vicenda inizia con la partita Mantova-Grosseto - ha detto - attraverso Gervasoni. Fu sempre lui a presentarmi alcuni slavi prima dell' incontro Ancona-Grosseto: vennero in albergo e ci diedero 20 mila euro». Quei soldi, poche settimane dopo, sarebbero tornati nelle tasche di Gegic e compari perché andò a monte la combine tra Grosseto e Reggina. Carobbio svela l' imbroglio anche di un altro incontro della serie cadetta inizialmente non citato dai giudici, si tratta di Grosseto-Empoli. «Ma - precisa il giocatore - l' Empoli era già in intesa con noi per un 2 a 2. Gli slavi contavano di scommettere ma le quote erano troppo basse. Non fui io a prendere accordi con l' Empoli, mi limitai a passare le informazione agli slavi». Carobbio infine parla del pareggio pilotato tra Siena e Novara in Coppa Italia «ma le scommesse non c' entrano, furono le squadre sul campo a raggiungere il patto». Sempre ieri, infine, sono terminati gli arresti domiciliari per Cristiano Doni: all' ex bomber dell' Atalanta rimane solo l' obbligo di firma. Si fa sempre più probabile, a questo punto, una risoluzione del contratto tra lui e l' Atalanta, magari in forma concordata. Ma questo avverrà solo dopo il pronunciamento definitivo della giustizia sportiva. Claudio Del Frate RIPRODUZIONE RISERVATA **** 120Le persone iscritte al registro degli indagati per il calcioscommesse di Cremona
Del Frate Claudio