Il Corriere della Sera non ci nomina
Calcioscommesse, Doni ammette:
«Sul rigore ero d'accordo col portiere»
Il calciatore per tre ore davanti ai pm: «Ma non sono corrotto». Nel pomeriggio verrà ascoltato anche Santoni
MILANO - È durato quasi tre ore l'interrogatorio dell'ex capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni in Procura a Cremona. E davanti agli inquirenti l'ex attaccante fa altre ammissioni. In particolare conferma l'episodio del rigore calciato durante Atalanta-Piacenza: «Eravamo d'accordo che avrei tirato forte e centrale. Ma il patto non era con Gervasoni bensì con il portiere del Piacenza Cassano». Quest'ultimo è uno dei giocatori già citati nei verbali precedenti, ma non ancora iscritto sul registro degli indagati. La partita, per la cronaca, finì 3 a 0 per la squadra bergamasca.
LE AMMISSIONI - Davanti al procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, titolare dell'inchiesta sul calcioscommesse, il calciatore ha voluto ribadire di non essere un giocatore corrotto. «Ritiene di non avere mai fatto nulla contro la sua squadra, non è un giocatore corrotto, non è uno che si è venduto le partite, ma ha sempre giocato per vincere», ha detto il legale di Doni, l'avvocato Salvatore Pino. Il calciatore «ha confermato gran parte di quello detto al gip, ha espresso la sua intenzione di collaborare e lo ha fatto», ha riferito inoltre l'avvocato Pino, specificando anche che il «pm si è detto soddisfatto» e che «non ci sono ulteriori accordi per nuovi interrogatori». nel corso dell'interrogatorio, l'ex capitano nerazzurro avrebbe parlato in particolare dell'incontro Atalanta - Piacenza. «Lui - ha spiegato il legale - ha saputo che c'era la combine dopo che gli accordi in questo senso erano stati presi. Non l'ha organizzata lui». Ma il suo errore sarebbe stato quello di non aver «detto niente» e l'avrebbe fatto solo «per agevolare la vittoria dell'Atalanta. È stato il suo passo falso. L'Atalanta era il suo mondo e ora invece è calato il gelo».
GLI INTERROGATORI - Nel pomeriggio è atteso l'interrogatorio dell'ex preparatore dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, anch'egli arrestato il 19 dicembre scorso nell'ambito dell'inchiesta cremonese sulle partite truccate. Doni, da parte sua, nell'interrogatorio davanti al gip Guido Salvini, che ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari in Alto Adige, aveva ammesso la sua partecipazione alla 'combinè di almeno una delle partite che gli erano contestate: Atalanta-Piacenza, conclusasi con la vittoria della squadra orobica. Aveva però precisato di non aver tratto alcun vantaggio personale, ma di averlo fatto unicamente per favorire l'Atalanta.
Claudio Del Frate