facciamolo ralphmalph il confronto tra la Lazio e l'udinese
questo ad esempio è il tabellino (da Laziowiki) di udinese-Lazio del maggio 2011
UDINESE: Handanovic, Benatia, Zapata, Angella, Isla, Badu, Pinzi, Asamoah, Armero (92' Pasquale), Sanchez (69' Ekstrand), Di Natale (71' Corradi). A disposizione: Belardi, Abdi, Cuadrado, Denis. Allenatore: Guidolin.
LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Biava, Dias, Garrido (46' Scaloni), Brocchi, Matuzalem, Gonzalez, Hernanes (66' Rocchi), Floccari (66' Kozak), Zarate. A disposizione: Berni, Scaloni, Del Nero, Bresciano, Sculli, Kozak, Rocchi. Allenatore: Reja.
a guardare le squadre in campo a me vengono in mente subito due considerazioni: 1. quelli dell'udinese sono proprio bravi a cercare i giocatori; 2. viste le formazioni, quello bravo è reja, altro che guidolin, arrivare a pari punti giocando con floccari e zarate contro chi può schierare sanchez e di natale (e quadrado e denis in panchina) non deve essere così facile
ma queste sono le riflessioni più elementari. andando a fondo emergono questioni più complesse. la Lazio e l'udinese sono due realtà completamente diverse. partecipano allo stesso campionato ma hanno finalità, strategie, contesti difficilmente comparabili. il campionato per l'udinese è la vetrina buona per mettere in mostra la merce, migliore il piazzamento più alto il prezzo della merce, non esistono altri obiettivi, nessun trofeo da conquistare. il mercato è insieme il fine e la strategia. e il contesto - pubblico, stampa, operatori, gli stessi giocatori - sono ingranaggi perfetti per tenere in movimento il meccanismo. ogni anno via i pezzi che garantiscono moggiore profitto, decine di milioni messi a bilancio, dentro i nuovi prospetti più interessanti, brutte figure nelle fasi inziali delle coppe tanto va bene così non frega niente a nessuno. e la ruota gira, se non sempre, quasi sempre
la Lazio gioca, deve giocare, un'altra partita. per la Lazio il bilancio - stringente al pari dei friulani - non puoi mai diventare il fine, per noi il fine sono i risultati. quindi cambiano completamente la gestione dei giocatori migliori, la politica degli ingaggi, la gestione del patrimonio tecnico. sulla differenza del contesto e sul peso differente che esso esercita credo non sia necessario soffermarsi
diventare il serbatoio dei club dal buon portafoglio, se si è bravi, è una buona scelta per puntare a piazzamenti importanti. dubito che una scelta del genere troverebbe consenso tra i tifosi della Lazio. e allora, se punti alla competitività con i club che possono permettersi di acquistare dall'udinese, tutto diventa estremamente più complicato. noi perà, ogni tanto, qualche soddisfazione riusciamo a togliercela. persino in mano a claudio lotito