Carissimo Genesis
Sì, è un evergreen e a me piacciono molto gli evergreen, non è un caso che mi scende sempre la lacrima di fronte a un pezzo di Fred Buongusto.
Per tornare al topic ricordo anche i commenti di IB sul "modello Lione", come anche il fatto che qualche pagina dietro mi ricordavi cosa avessero detto gli esperti sulle "mie" tabelle dei bilanci di 28 squadre di mezza Europa. Attendo con pazienza anche un tuo contributo personale, senza fretta.
Per tornare al mio contributo – che in realtà non è mio, ma di un certo Simon Kuper che ha scritto bei libri di calcio, con un capitolo dedicato anche al nostro Gazza – volevo soltanto e semplicemente proporre la lettura di una esperienza, di chi ha fatto molto con poco, una esperienza proprio coerente con il più puro spirito lotitiano: la moralizzazione del calcio, uno spirito condivisibile, ma che diventa un errore quando porta a una sterile e vuota austerità che ti fa perdere le mille occasioni che si presentano.
Pertanto, non si può scambiare questo contributo come la proposta di un modello vincente perché non è questo il senso. E d'altra parte non colgono nel segno le osservazioni di chi ci ricorda che il Lione sta retrocedendo, che ha i nostri stessi punti nostri in un campionato più scarso, impantanato nella famosa mediocrità, alla pari di squadroni come Evian e Bastia, perché poi non si può dimenticare – come altri intelligentemente hanno fatto – che è cambiata qualcosa nella Ligue 1 dal 2002-2008 ad oggi e ci sarebbe una spiegazione del perché il Lione vinceva sempre e adesso galleggia nella mediocrita'. Io un nome e cognome ce l'ho: Al Thani, Qatar. Ma si tratta di un modello che a me non piace per niente, perché sono convinto che con idee e spirito diverso anche questa Lazio, anche la Lazio più profondamente lotitiana potrebbe arrivare se non a vincere a giocare al tavolo delle grandi, almeno in Italia.
Quindi, senza parlare di modelli che non mi interessano perché non esistono, della esperienza del Lione raccontata da Kuper (che ne racconta anche altri come il Nottingham Forest dei fine settanta) – dice bene il ralphmalph (che saluto ed abbraccio) il quale sottolinea come una organizzazione mirata fa ottenere risultati anche superiori alle possibilità economiche e quindi che "l'assioma lotitiano può essere vero se ti comporti in questo modo, con prima di tutto una organizzazione dedicata allo scopo. Viceversa scegliere di gestire una società di calcio come una erboristeriae affidare le chiavi all'unico commesso non ti porta lontano."
A Lotito piace l'organizzazione molto snella – lui e Tare – e va sul mercato rivolgendosi alle varie "agenzie" che ovviamente offrono i loro prodotti, ma non sembra essere ispirato da una idea di squadra visto che abbiamo una rosa non molto assortita, come un guardaroba dove ci sono 7 mutande, un paio di calzini e una canottiera lisa. Per restare nello specifico vale anche l'esempio Udinese che essendo una squadra provinciale con possibilità limitate cosa ti tira fuori per aumentare e diversificare la base dei suoi ricavi? Ti mette in piedi una organizzazione ramificata nei quattro angoli della terra che porta uno scatafascio di giocatori il che produce un contributo apprezzabile alla causa misurabile nell'ordine dei 40-50 milioni di euro annui (tutto ampiamente documentato).
Lo stesso ralphmalph individua addirittura il corto circuito della Lazio attuale nel dopo ballardini, quando Lotito sceglie la via dell'instant team per evitare la b, con dentro giocatori pronti ed esperti, dias, biava, floccari, ledesma e un minestraro che conosce il calcio. E l'instant team funziona, anche per le stagioni successive. Il problema è che l'instant team ha una scadenza".
Ecco, appunto, la scadenza, che già era in corso, è arrivata il 27 maggio e allora si è passati da Villa Arzilla a Largo ai giovanissimi, ancorché regionali, con una serie di giocatori molto, troppo giovani che dovremo necessariamente aspettare e molto. E il bello che leggo da molte parti che la società abbia "puntellato" la squadra inserendo dei giovani. Ora sul dizionario la voce "puntellare" significa "fermare, sostenere con uno o più puntelli: p. una casa pericolante". Per puntellare una squadra come la Lazio che aveva detto tutto nell'arco di un triennio servivano un paio di cosette: un centrale di esperienza e valore per il dopo Biava e un attaccante prolifico per il dopo Klose. Non si è fatto niente di tutto questo e si è fatto altro.
Per ItalicBold e Matador72
Quanto ho scritto è semplicemente copiato dal libro "Calcionomica", saggio del giornalista e scrittore Simon Kuper e dell'economista Stefan Szymanski.
Pubblicato in lingua inglese nel 2009, la prima edizione italiana è del 2010 a opera di Isbn Edizioni.