Silenzio generale

Aperto da RubinCarter, 26 Ott 2017, 11:19

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MisterFaro

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Citazione di: FatDanny il 04 Nov 2019, 23:45
Beh sì in effetti i romani hanno dietro di loro secoli di vessazioni e discriminazioni.
:lol:

Sempre più convinto che il problema non è capire il termine "territoriale" o "razziale" ma "discriminazione", che è un qualcosa non astratto né verbale, ma attinente alla realtà concreta passata o presente.

Con altre parole ma esattamente la stessa critica all'articolo che stavo scrivendo io.

Peccato perché gran parte di ciò che scrive è condivisibile e rischia di essere svilito dalla toppa sostanziale

Salohcin

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Citazione di: FatDanny il 04 Nov 2019, 23:45
Beh sì in effetti i romani hanno dietro di loro secoli di vessazioni e discriminazioni.
:lol:

Non ho capito...

MisterFaro

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* 17.996
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Citazione di: Salohcin il 05 Nov 2019, 08:37
Non ho capito...

Bisogna distinguere tra discriminazione e offesa.
Se chi viene "offeso" viene offeso in quanto appartenente a gruppi di popolazione che subisce o ha subito nel recente passato vessazioni/discriminazioni allora siamo in presenza appunto di "discriminazione". Solo in questo caso, altrimenti si rimane nell'ambito dell'offesa.

E di appartenenti non affittati a napoletani in quanto tali, idem per posti di lavoro, io ne ho sentiti. Non ho mai sentito la stessa cosa per romani in quanto romani.

FatDanny

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Proprio come dice MF.
La discriminazione non è una questione verbale ma materiale. Ha un riscontro nella realta, altrimenti parliamo di semplice insulto.

Ed è questa realtà ad essere negata/rimossa dai razzisti e dai loro amici (tra cui metterei quei giornalisti che fanno il loro gioco con articoli che la buttano in caciara).
Discriminazione territoriale non significa aggiungere una caratteristica territoriale ad un insulto, come quella razziale non è aggiungere una caratteristica fenotipica.
"Caucasico di merda" non è razzismo perché non ho mai sentito di un bianco discriminato nella realtà da cui le parole prendono senso.
Eppure se negli stadi belgi ci fosse un coro anti italiano rivolto ai tifosi dell'hellas sarebbe discriminatorio eccome.

I razzisti e i loro amici spostano il discorso su un piano puramente verbale, così che tutto vale tutto e si rimuove la cosa più importante: la discriminazione reale, quella concreta contro neri, minoranze religiose, soggetti LGBTI, donne, meridionali nel caso italiano.
Discriminazione fatta di penalizzazioni reali e non insulti verbali. Le discriminazioni verbali sono l'evocazione simbolica della discriminazione reale, senza la quale resta solo l'insulto.
Se l'articolo avesse posto il problema sul piano del sessismo sarebbe stato più credibile, ma il fatto che non lo citi proprio e provi a sottolineare una ridicola componente territoriale dimostra come il suo scrivente non ci abbia capito una mazza.

Dobbiamo combattere come primo avversario chi riduce le discriminazioni a questioni di educazione linguistica confondendole con gli insulti. È un crimine grave e per nulla ingenuo, viene fatto consapevolmente da questi balordi.

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MisterFaro

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Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 10:03
Proprio come dice MF.
La discriminazione non è una questione verbale ma materiale. Ha un riscontro nella realta, altrimenti parliamo di semplice insulto.

Ed è questa realtà ad essere negata/rimossa dai razzisti e dai loro amici (tra cui metterei quei giornalisti che fanno il loro gioco con articoli che la buttano in caciara).
Discriminazione territoriale non significa aggiungere una caratteristica territoriale ad un insulto, come quella razziale non è aggiungere una caratteristica fenotipica.
"Caucasico di merda" non è razzismo perché non ho mai sentito di un bianco discriminato nella realtà da cui le parole prendono senso.
Eppure se negli stadi belgi ci fosse un coro anti italiano rivolto ai tifosi dell'hellas sarebbe discriminatorio eccome.

I razzisti e i loro amici spostano il discorso su un piano puramente verbale, così che tutto vale tutto e si rimuove la cosa più importante: la discriminazione reale, quella concreta contro neri, minoranze religiose, soggetti LGBTI, donne, meridionali nel caso italiano.
Discriminazione fatta di penalizzazioni reali e non insulti verbali. Le discriminazioni verbali sono l'evocazione simbolica della discriminazione reale, senza la quale resta solo l'insulto.
Se l'articolo avesse posto il problema sul piano del sessismo sarebbe stato più credibile, ma il fatto che non lo citi proprio e provi a sottolineare una ridicola componente territoriale dimostra come il suo scrivente non ci abbia capito una mazza.

Dobbiamo combattere come primo avversario chi riduce le discriminazioni a questioni di educazione linguistica confondendole con gli insulti. È un crimine grave e per nulla ingenuo, viene fatto consapevolmente da questi balordi.

Condivido al 99,99%

Il restante di disaccordo è sul fatto che invece secondo me c'è anche chi lo fa in buona fede. E a questi va spiegato, per evitare che poi si schierino con i criminali da combattere.

Gio

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Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 10:03
Proprio come dice MF.
La discriminazione non è una questione verbale ma materiale. Ha un riscontro nella realta, altrimenti parliamo di semplice insulto.

Ed è questa realtà ad essere negata/rimossa dai razzisti e dai loro amici (tra cui metterei quei giornalisti che fanno il loro gioco con articoli che la buttano in caciara).
Discriminazione territoriale non significa aggiungere una caratteristica territoriale ad un insulto, come quella razziale non è aggiungere una caratteristica fenotipica.
"Caucasico di merda" non è razzismo perché non ho mai sentito di un bianco discriminato nella realtà da cui le parole prendono senso.
Eppure se negli stadi belgi ci fosse un coro anti italiano rivolto ai tifosi dell'hellas sarebbe discriminatorio eccome.

I razzisti e i loro amici spostano il discorso su un piano puramente verbale, così che tutto vale tutto e si rimuove la cosa più importante: la discriminazione reale, quella concreta contro neri, minoranze religiose, soggetti LGBTI, donne, meridionali nel caso italiano.
Discriminazione fatta di penalizzazioni reali e non insulti verbali. Le discriminazioni verbali sono l'evocazione simbolica della discriminazione reale, senza la quale resta solo l'insulto.
Se l'articolo avesse posto il problema sul piano del sessismo sarebbe stato più credibile, ma il fatto che non lo citi proprio e provi a sottolineare una ridicola componente territoriale dimostra come il suo scrivente non ci abbia capito una mazza.

Dobbiamo combattere come primo avversario chi riduce le discriminazioni a questioni di educazione linguistica confondendole con gli insulti. È un crimine grave e per nulla ingenuo, viene fatto consapevolmente da questi balordi.
Peró scusa, secondo questo ragionamento, gli insulti a Balotelli, che é un caso esemplare di integrazione ed é un privilegiato, non certo un discriminato, non sono razzisti. O non ho capito qualcosa?

carib

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(chiedo scusa, ma integrazione de che? Mario Balotelli è nato a Palermo)

ssl_1900

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Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 10:03


la discriminazione reale, quella concreta contro neri, minoranze religiose, soggetti LGBTI, donne, meridionali nel caso italiano.


ma definire le donne romane (o milanesi, o argentine o marziane) puttane a mo' di insulto, non è discriminazione?


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gentlemen

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In ogni caso stiamo raggiungendo, in Italia, livelli di ridicolaggine senza fine....siamo nel 2019, la tecnologia permette tranquillamente di individuare chi fa azioni illegali allo stadio, il problema è che si vuole "coprire" le negligenze e certe incapacità con la retorica costante, invocando condanne esemplari, squalifiche e sanzioni.
Il prodotto calcio al tifoso costa, costa molto, lo stadio come le TV, ed il tifoso perbene ha il diritto ad essere tutelato, a vedere tutelato il suo diritto a fruire, nella maniera più completa e appagante, dello spettacolo per cui paga in maniera salata; e visto che il 99% delle volte il tifoso è anche un contribuente, ho il diritto di pretendere che gli organi di polizia mettano in campo tutte le necessarie tecnologie per individuare chi commette azioni illegali e tutelare il regolare svolgimento e godimento dello spettacolo sportivo.
Io spettatore voglio vedere la curva cantare, colorata e passionale. ho diritto di vedere la mia passione tutelata, per cui voglio che la mia squadra del cuore non sia influenzata da una squalifica di un settore, o peggio ancora giocare in un altro stadio.Io tifoso perbene pretendo che se Mario Rossi fa un verso razzista venga individuato e multato, e non che altri tifosi perbene paghino per coprire le deficienze che ci sono per individuarlo....perché, se non si fosse capito, la strada più comoda e meno dispendiosa per l'organizzazione della pubblica sicurezza è sicuramente quella delle squalifiche generiche, dei settori, le partite a porte chiuse....meno costoso e più retorico.
Scritto ciò ritengo che le offese razziste siano ben delimitate, urlare cornuto o imbecille o altre offese penso rientrino in un discorso di educazione o meno.

MisterFaro

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Citazione di: ssl_1900 il 05 Nov 2019, 11:39
ma definire le donne romane (o milanesi, o argentine o marziane) puttane a mo' di insulto, non è discriminazione?

Certo!
Come aveva spiegato in maniera corretta FD nel criticare il taglio dell'articolo:
Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 10:03
Proprio come dice MF.
La discriminazione non è una questione verbale ma materiale. Ha un riscontro nella realta, altrimenti parliamo di semplice insulto.

Ed è questa realtà ad essere negata/rimossa dai razzisti e dai loro amici (tra cui metterei quei giornalisti che fanno il loro gioco con articoli che la buttano in caciara).
Discriminazione territoriale non significa aggiungere una caratteristica territoriale ad un insulto, come quella razziale non è aggiungere una caratteristica fenotipica.
"Caucasico di merda" non è razzismo perché non ho mai sentito di un bianco discriminato nella realtà da cui le parole prendono senso.
Eppure se negli stadi belgi ci fosse un coro anti italiano rivolto ai tifosi dell'hellas sarebbe discriminatorio eccome.

I razzisti e i loro amici spostano il discorso su un piano puramente verbale, così che tutto vale tutto e si rimuove la cosa più importante: la discriminazione reale, quella concreta contro neri, minoranze religiose, soggetti LGBTI, donne, meridionali nel caso italiano.
Discriminazione fatta di penalizzazioni reali e non insulti verbali. Le discriminazioni verbali sono l'evocazione simbolica della discriminazione reale, senza la quale resta solo l'insulto.
Se l'articolo avesse posto il problema sul piano del sessismo sarebbe stato più credibile, ma il fatto che non lo citi proprio e provi a sottolineare una ridicola componente territoriale dimostra come il suo scrivente non ci abbia capito una mazza.

Dobbiamo combattere come primo avversario chi riduce le discriminazioni a questioni di educazione linguistica confondendole con gli insulti. È un crimine grave e per nulla ingenuo, viene fatto consapevolmente da questi balordi.

ssl_1900

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* 7.156
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Citazione di: MisterFaro il 05 Nov 2019, 11:48
Certo!
Come aveva spiegato in maniera corretta FD nel criticare il taglio dell'articolo:

si, giustissimo.

FatDanny

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* 41.060
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Citazione di: ssl_1900 il 05 Nov 2019, 11:39
ma definire le donne romane (o milanesi, o argentine o marziane) puttane a mo' di insulto, non è discriminazione?

si, infatti scrivo:

Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 10:03
Se l'articolo avesse posto il problema sul piano del sessismo sarebbe stato più credibile, ma il fatto che non lo citi proprio e provi a sottolineare una ridicola componente territoriale dimostra come il suo scrivente non ci abbia capito una mazza.

invece riguardo a cosa dice Gio:

Citazione di: Gio il 05 Nov 2019, 11:13
Peró scusa, secondo questo ragionamento, gli insulti a Balotelli, che é un caso esemplare di integrazione ed é un privilegiato, non certo un discriminato, non sono razzisti. O non ho capito qualcosa?

la discriminazione non dipende da cosa concretamente ha subito Balotelli, ma cosa ha subito la categoria evocata.
Sicuramente ci sono napoletani agiati che personalmente non hanno subito alcun problema legato alla loro condizione di meridionali, ma comunque sarebbe discriminatorio nei loro confronti usare "colerosi, terremotati, vesuvio lavali col foco".

comunque è facile delineare il perimetro della discriminazione:
ci deve essere un soggetto discriminato e un rapporto discriminante nella realtà, non semplicemente a livello verbale.
Quindi "bergamasco polentone" NON E' discriminatorio, "napoletano coleroso" si.
"maschio [...]" NON E' discriminatorio "donna puttana" si.
"Bianco di merda" NON E' discriminatorio "negro di merda" si.

"italiano di merda" se usato in italia non è discriminatorio, in altri contesti può esserlo.

E' la realtà a dare senso alle parole, se partiamo da questo concetto tutto risulterà molto chiaro e ben poco cervellotico.
Cervellotico lo diventa seguendo le argomentazioni  degli amici dei razzisti, che, come Azzeccagarbugli, complicano le questioni per fare un favore ai propri compari.

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paolo71

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Il problema in Italia, legato a 20 imbecilli che ancora si espongono facendo cori, ululati o braccia tese, con la connivente silenziosa dei capi delle curve, di altri "ultras" e, soprattutto delle FDO, si allarga alla società perchè l' Italia ha una grossa fetta di humus razzista, in ogni latitudine.
Basterebbe poco, la tecnologia ti permetterebbe in un amen di individuare ed eliminare dallo stadio per sempre chi si espone.
Ma ancora non ci siamo arrivati, il perchè è scritto sopra.

Gio

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Citazione di: FatDanny il 05 Nov 2019, 11:54
si, infatti scrivo:

invece riguardo a cosa dice Gio:

la discriminazione non dipende da cosa concretamente ha subito Balotelli, ma cosa ha subito la categoria evocata.
Sicuramente ci sono napoletani agiati che personalmente non hanno subito alcun problema legato alla loro condizione di meridionali, ma comunque sarebbe discriminatorio nei loro confronti usare "colerosi, terremotati, vesuvio lavali col foco".

comunque è facile delineare il perimetro della discriminazione:
ci deve essere un soggetto discriminato e un rapporto discriminante nella realtà, non semplicemente a livello verbale.
Quindi "bergamasco polentone" NON E' discriminatorio, "napoletano coleroso" si.
"maschio [...]" NON E' discriminatorio "donna puttana" si.
"Bianco di merda" NON E' discriminatorio "negro di merda" si.

"italiano di merda" se usato in italia non è discriminatorio, in altri contesti può esserlo.

E' la realtà a dare senso alle parole, se partiamo da questo concetto tutto risulterà molto chiaro e ben poco cervellotico.
Cervellotico lo diventa seguendo le argomentazioni  degli amici dei razzisti, che, come Azzeccagarbugli, complicano le questioni per fare un favore ai propri compari.
Io concordo con il concetto generale che esprimi. Meno sulla applicazione concreta che ne fai (se ne fa).
Per me, proprio per quello che tu dici e su cui concordo (é la realtá a dare senso alle parole) parlare di razzismo nei confronti di privilegiati come i calciatori lascia abbastanza perplessi. Tenendo anche in considerazione del contesto stadio che ha le sue dinamiche.
Allo stesso modo per cui, sempre per me e per fare un esempio su cui si é meno sensibili,  dare del coleroso al conte (o quello che é) Caracciolo non é la stessa cosa che darlo ad un poveretto del rione sanitá.

Io a Balotelli, che ha avuto tutte le possibilità che il mondo concede alle persone di talento, ed a quelli come lui, chiederei di parlare, continuamente, di come in questo paese cosí razzista e di merxa, (come pare dalle cronache), sia riuscito ad ottenere tutto quello che ha ottenuto senza alcuna discriminazione.  Sarebbe molto piú utile alla causa, che a parole si sostiene, rispetto ad atteggiamenti isterici che, alla fine, danno visibilità a personaggi che non dovrebbero averla (a cui la visibilitá é data per questioni che con la lotta al razzismo non hanno nulla a che fare).

MisterFaro

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Balotelli è riuscito ad ottenere tutto quello che ha ottenuto nonostante aver subito discriminazione

carib

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Già il solo fatto di aver dovuto aspettare la maggiore età per acquisire la cittadinanza pur essendo nato a Palermo e cresciuto, studiato etc a Brescia, implica tutta una serie di disagi e DISCRIMINAZIONI odiose che lo rendono identico a tutti i 2G nati meno dotati di lui dal punto di vista sportivo.

FatDanny

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Citazione di: carib il 05 Nov 2019, 13:10
Già il solo fatto di aver dovuto aspettare la maggiore età per acquisire la cittadinanza pur essendo nato a Palermo e cresciuto, studiato etc a Brescia, implica tutta una serie di disagi e DISCRIMINAZIONI odiose che lo rendono identico a tutti i 2G nati meno dotati di lui dal punto di vista sportivo.

per altro.
giusta e verissima puntualizzazione.

A.Nesta (c)

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Nel frattempo tramite il loro account ufficiale twitter le merde si schierano apertamente dalla parte di Balotelli e contro il razzismo.

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FatDanny

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Hanno ritwittato una serie di società minori (Pescara, carrarese, pro Vercelli quelle che ho visto).

Ci piaccia o no queste sono iniziative mediatiche azzeccate su cui le merde si stanno caratterizzando.
Sarebbe troppo chiederlo ai nostri visti chi dirige la comunicazione.

UnDodicesimo

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scriverlo sulla maglia in una partita ufficiale non fa piu' moda ormai.

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