Nell'ordinanza di scarcercazione, il gip Salvini scrive che la versione di Mauri riguardo il possesso di una scheda intestata ad altra persona che doveva servire per scommettere su partite di basket americano è "scarsamente plausibile" e "almeno allo stato appare costruita a posteriori". Il giudice rileva che "non vi è alcun divieto per un giocatore di calcio a scommettere su competizioni in attività sportive diverse" e che "non vi è traccia che egli, né in precedenza né in seguito abbia coltivato un interesse del genere". "Al contrario - annota il Gip - il periodo in cui viene utilizzata tale scheda, da considerarsi una vera e propria scheda 'dedicata', e cioè il 13-28 maggio 2011 (come riconosciuto dallo stesso Mauri) si sovrappone perfettamente con i giorni in cui sono avvenute le due partite più importanti toccate dall'indagine e cioè Lazio-Genoa e Lecce-Lazio". Il gip scarcera comunque il giocatore biancoceleste, disponendo per lui i domiciliari in quanto le esigenze cautelari si sono "considerevolmente
attenuate" con gli interrogatori di garanzia. E' escluso, inoltre, il periodo di allontanamento degli indagati, perché, tra le altre cose "l'indagato Stefano Mauri si è di fatto costituito spontaneamente"
Il nocciolo della questione è la parte in neretto.
A quanto dice il giudice la scheda è stata utilizzata solo nelle settimane di quelle due partite, e Mauri non ha MAI scommesso nè prima, nè dopo quelle due settimane.
Quindi se l'ha scarcerato non è perchè gli ha creduto, manco pe niente. E' solo perchè le esigenze cautelari sono venute meno.
Avoja ancora regà, la guerra è ancora lunghissima