Citazione di: Aquila1954 il 26 Ott 2016, 10:28
Per gli eredi Nervi si parla di proprietà intellettuale e diritti morali, il proprietario è il comune di Roma.
Infatti lo comune paga le scope.
I cocci glieli regala.
La proprietà intellettuale applicata a delle strutture architettoniche con una funziona precisa é una abominio. Soprattutto se sono un blocco a ogni possibile ristrutturazione e a ogni possibile lavoro di miglioria.
La nuda proprietà di quel rudere é oggi, per il comune di Roma, un costo assurdo e uno spreco. Invocare l'intervento finanziario da parte del Comune solo per rifare, ma non di più, una struttura ormai antiquata e inservibile é un'assurdità che non puo' che suscitare un profondo e immarcescibile "machittesencula" diretto a ogni discendente Nervi da qui al 2049.
A margine andrebbe notato che la proprietà intellettuale del Flaminio é la proprietà intellettuale più difesa nella storia del nostro paese. Ci sono decine di migliaia di professionisti, artisti, grafici, che si vedono ogni rubare, profanare la idee, i progetti ogni giorno senza che un vero quadro normativo possa difenderli adeguatamente.
Pero' guai a toccare le "linee architettoniche disegnate da nonnino" come ci ricordano gli eredi Nervi.
Quindi, se permetti, il chivvesencula ci sta tutto.
Ma che dovevo pure pagà per questa merda ?