Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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ProLazioMea

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scusatemi, ma a parte il fatto che ci si veda bene la partita, che cazzo ha di bello esteticamente sto flaminio di merda? è un catafalco ormai pericolante, ok è stato bello a suo tempo, ma non è che parliamo del Guggenheim o di un tempio greco. parliamo di uno stadio che sta in condizioni di pericolosità attualmente e che impicca mezzo quadrante di una città inutilmente. sbracassero sto catafalco e o ci facessero un parco archeologico, o un altro stadio o altri cazzi, ma lo sbracassero perché così è un costo, un rischio, una schifezza, una vergogna e pure un freno a mano tirato

purple zack

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Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2021, 16:42
EDIT: tu poco più su. Hai affermato che la concezione anglosassone sia tutta volta alla funzione.



scusa, eh, poi la chiudo qui perché non mi va di discutere troppo di sta faccenda surreale, ma una visione che mette al centro la funzione in quale lingua equivale a "buttano giù tutto"?

ma perché devi mettere in bocca agli altri cose che non dicono per dimostrare le cose che dici te?

FatDanny

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oddio PZ era un modo di dire.
Allora per essere corretti alla lettera: non è vero che nel mondo anglosassone l'unico criterio sia quello funzionale come dimostra chiaramente l'esempio di NYC che è stracolma di eccezioni.

Allo stesso modo lo stesso esempio di Wembley qui apportato molteplici volte non racconta come l'ente preposto alla conservazione in Inghilterra non sia stato affatto d'accordo, anzi fece di tutto per bloccare i lavori.
Segno che anche quel caso non dimostra un diverso approccio culturale alla questione, ma semplicemente un caso in cui l'interesse economico ha prevalso.
Fine.

purple zack

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Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2021, 16:53
oddio PZ era un modo di dire.
Allora per essere corretti alla lettera: non è vero che nel mondo anglosassone l'unico criterio sia quello funzionale come dimostra chiaramente l'esempio di NYC che è stracolma di eccezioni.

Allo stesso modo lo stesso esempio di Wembley qui apportato molteplici volte non racconta come l'ente preposto alla conservazione in Inghilterra non sia stato affatto d'accordo, anzi fece di tutto per bloccare i lavori.
Segno che anche quel caso non dimostra un diverso approccio culturale alla questione, ma semplicemente un caso in cui l'interesse economico ha prevalso.
Fine.

va bene. era un modo di dire.

ovvero era un modo di far dire all'altro una cosa diversa da quella che aveva detto per portare acqua alla propria tesi, che tra l'altro nessuno metteva in discussione.

dai su, sei troppo intelligente per crederla anche te sta cosa.

comunque la biblioteca di nyc sta proprio lì a dimostrare quello che dico io.

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Quintino

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Scusate se intervengo. La scuola italiana di Restauro e Conservazione è apprezzata in tutto il mondo. E' uno dei pochi campi del fare umano in cui siamo un'eccellenza. Tutto ciò che regola il Restauro è presente nella Carta di Venezia che fu scritta con il quasi totale contributo italiano (Longhi, Gazzola, Pacini, Ceschi e altri). E' tanto vero questo che l'UNESCO ha voluto fosse creato a Roma nel 1971 l'ICCROM, Istituto che si occupa di Restauro, Tutela, Conservazione e Innovazione controllata dei monumenti e dei Centri Storici. Ogni anno architetti di tutto il mondo vengono a perfezionarsi all'ICCROM.
Secondo me il Flaminio non va abbattuto perché è testimonianza purissima dell'espressione architettonica di un'epoca. Ampliarlo senza modificarne l'integrità è opera progettualmente già presente in almeno quattro studi di architettura romani di grande importanza. Le difficoltà d'attuazione sono dovute soltanto a motivazioni politiche ed economiche.

DajeLazioMia

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:11
Scusate se intervengo. La scuola italiana di Restauro e Conservazione è apprezzata in tutto il mondo. E' uno dei pochi campi del fare umano in cui siamo un'eccellenza. Tutto ciò che regola il Restauro è presente nella Carta di Venezia che fu scritta con il quasi totale contributo italiano (Longhi, Gazzola, Pacini, Ceschi e altri). E' tanto vero questo che l'UNESCO ha voluto fosse creato a Roma nel 1971 l'ICCROM, Istituto che si occupa di Restauro, Tutela, Conservazione e Innovazione controllata dei monumenti e dei Centri Storici. Ogni anno architetti di tutto il mondo vengono a perfezionarsi all'ICCROM.
Secondo me il Flaminio non va abbattuto perché è testimonianza purissima dell'espressione architettonica di un'epoca. Ampliarlo senza modificarne l'integrità è opera progettualmente già presente in almeno quattro studi di architettura romani di grande importanza. Le difficoltà d'attuazione sono dovute soltanto a motivazioni politiche ed economiche.
Hai avuto modo di vederli? Ne sai qualcosa in più?

Quintino

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Un paio sì, per lavoro. Ognuno ha un limite: non si conosce l'estensione della Necropoli  Flaminia ma tutto è superabile con la tecnica attuale. Non ho letto tutti gli interventi ma qualcuno ha paventato il problema dei plinti di fondazione. Usando la platea di fondazione i plinti te li stoppi.

DajeLazioMia

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:24
Un paio sì, per lavoro. Ognuno ha un limite: non si conosce l'estensione della Necropoli  Flaminia ma tutto è superabile con la tecnica attuale. Non ho letto tutti gli interventi ma qualcuno ha paventato il problema dei plinti di fondazione. Usando la platea di fondazione i plinti te li stoppi.
Molto interessante.

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Warp

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:11
Le difficoltà d'attuazione sono dovute soltanto a motivazioni politiche ed economiche.
Però scusa permettimi un appunto a quanto scrivi. Perchè non è per te ma questa cosa delle "motivazioni politiche" comincia a stuccare seriamente. Alla pari di quelli che all'improvviso si palesano millantando informazioni "inside",
Tu dici che ci sono studi che ci stanno lavorando. A quanto letto (quindi non so se corrisponde a verità) lo stadio non si può alzare per non intaccare l'effetto ondulato, il campo non si può abbassare per millanta motivi. Mi spiegi su quali direttrici (ammesso che tu lo sappia) si stanno muovendo questi fantomatici studi ? La Necropoli non mi pare un problema insuperabile onestamente visto quanto fatto a S.Giovanni con la Metro C, una soluzione li la si trova.
E soprattutto cosa c'entra la politica? nel progetto degli "studi" si richiedono cambiamenti normativi? amministrativi che qualcuno nega ? Ci sono mire speculative?

DajeLazioMia

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Non è vero che lo stadio non si può alzare però.
Nervi ha detto che il progettiata dovrebbe mantenere l'effetto e che per lui e difficile da fare.
Ma non ha detto che non si può fare.

FatDanny

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:11
Scusate se intervengo. La scuola italiana di Restauro e Conservazione è apprezzata in tutto il mondo. E' uno dei pochi campi del fare umano in cui siamo un'eccellenza. Tutto ciò che regola il Restauro è presente nella Carta di Venezia che fu scritta con il quasi totale contributo italiano (Longhi, Gazzola, Pacini, Ceschi e altri). E' tanto vero questo che l'UNESCO ha voluto fosse creato a Roma nel 1971 l'ICCROM, Istituto che si occupa di Restauro, Tutela, Conservazione e Innovazione controllata dei monumenti e dei Centri Storici. Ogni anno architetti di tutto il mondo vengono a perfezionarsi all'ICCROM.
Secondo me il Flaminio non va abbattuto perché è testimonianza purissima dell'espressione architettonica di un'epoca. Ampliarlo senza modificarne l'integrità è opera progettualmente già presente in almeno quattro studi di architettura romani di grande importanza. Le difficoltà d'attuazione sono dovute soltanto a motivazioni politiche ed economiche.


grazie grazie grazie.
Per questo e per gli altri post.
Interventi come il tuo sono preziosi.

purple zack

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:11
Scusate se intervengo. La scuola italiana di Restauro e Conservazione è apprezzata in tutto il mondo. E' uno dei pochi campi del fare umano in cui siamo un'eccellenza. Tutto ciò che regola il Restauro è presente nella Carta di Venezia che fu scritta con il quasi totale contributo italiano (Longhi, Gazzola, Pacini, Ceschi e altri). E' tanto vero questo che l'UNESCO ha voluto fosse creato a Roma nel 1971 l'ICCROM, Istituto che si occupa di Restauro, Tutela, Conservazione e Innovazione controllata dei monumenti e dei Centri Storici. Ogni anno architetti di tutto il mondo vengono a perfezionarsi all'ICCROM.

La scuola Italiana di (appunto) CONSERVAZIONE E RESTAURO era la più apprezzata. negli anni '70.
mentre sulle tecniche di restauro e conservazione non ci sta proprio nulla da dire, indubbiamente l'Italia ma ancora più Roma è un'eccellenza, su tutto il tema del ripristino e del contemporaneo siamo rimasti indietro ancorati su posizioni che altre scuole non condividono affatto. senza scomodare i cinesi che vabbé, stanno proprio su un'altra concezione della Storia.

Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 17:11
Secondo me il Flaminio non va abbattuto perché è testimonianza purissima dell'espressione architettonica di un'epoca. Ampliarlo senza modificarne l'integrità è opera progettualmente già presente in almeno quattro studi di architettura romani di grande importanza. Le difficoltà d'attuazione sono dovute soltanto a motivazioni politiche ed economiche.

questa chiaramente sarebbe la soluzione di buon senso. non sono in grado si comprendere l'efficacia degli studi che citi, anche se ebbi modo di vederne un paio. forse nella stessa occasione tua?

ma come è chiaro che non vada abbattuto, è altrettanto chiaro che andrebbe ripristinato.

la condizione attuale, in cui guardacaso versa moltissimo patrimonio recente italiano, è inaccettabile. surreale.

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syrinx

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PZ, l'approccio anglosassone è molto meno pragmatico di come lo descrivi tu.

Per dire, a Londra ( so se sia così pure altrove) non si possono cambiare le finestre delle case a schiera vittoriane che sono un disastro totale in termini a spifferi e risparmio energetico, oltre che brutte in culo, perché sono protette da vincoli strettissimi.

Warp

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Citazione di: DajeLazioMia il 30 Lug 2021, 17:30
Nervi ha detto che il progettiata dovrebbe mantenere l'effetto e che per lui e difficile da fare.
Ma non ha detto che non si può fare.

«Scavare nell'area degli spettatori è quasi impossibile, una cosa molto complicata da realizzare. Andare in altezza allo stesso tempo rovinerebbe il profilo ondeggiante dello stadio. Il progettista dovrebbe avere una sensibilità estrema, che gli permetta di lavorare con quel materiale e sia in grado di lasciare chiaramente riconoscibile la sagoma ideata da Nervi, pur aumentando il numero delle sedute. Personalmente la vedo una cosa molto difficile sapendo quali siano le esigenze del club. Per ogni cosa ci sono mille soluzioni, ma sempre partendo dal rispetto dell'opera».

Mah mi pare una supercazzola.
Ricordiamo sempre che gli stadi vanno omologati e devono rispondere a precise caratteristiche stabilite dalla UEFA oltre che dalle normative attualmente vigenti non da Nervi o da architetti

Quintino

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Discorso cazzutissimo. Gli giri intorno al minimo dell'impatto visivo e compositivo con strutture leggere e agili senza toccarlo e facendo percepire la curvatura, che è l'elemento più interessante e geniale (il profilo curvilineo dello stadio è dato dalla media delle curvature della collina Parioli). Quando dico politico intendo che il costo dell'intervento è elevatissimo e  destinare tanti soldi per realizzarlo deve avere necessariamente un grande riscontro in termini di consensi. Se vai a vedere i nomi di chi abita nei palazzi dei Parioli e di Viale Tiziano antistanti il Flaminio non troverai che lamentele su qualsiasi previsione di intervento.
I cambiamenti normativi sarebbero minimi. Certo, se domani gli archeologi scoprissero un qualcosa così importante da divenire intangibile, le cose muterebbero. Apposta dicevo del problema "area archeologica". Ad oggi sembrerebbe che sia stato scavato il 4-5% della necropoli, almeno dalle foto all'infrarosso. I soldi per continuare lo scavo non ci sono e infatti quel poco trovato è stato subito interrato. Non dimentichiamo che se l'estensione dell'area archeologica venisse confermata, ci troveremmo di fronte alla più estesa necropoli esistente.
Per taluni aspetti è vero ciò che dice Purple, ma non si tratta di arretratezza nostra rispetto ai canoni internazionali del restauro e della conservazione. E' che abbiamo una concezione ideologica diversa dagli anglosassoni nel campo della tutela (e personalmente dico "fortunatamente"). Noi possediamo un bagaglio storico-culturale, spesso solo teorico, che altri paesi non hanno. abbiamo il 62% di tutti i beni artistici dell'intero mondo. Guarda che in America (nord e sud) la conservazione è tenuta in gran conto. Gli stessi svizzeri che hanno sconvolto il tessuto urbano di Zurigo e se ne fregano altamente di conservare ciò che ostacola lo sviluppo moderno destinandolo al fine economico, quando hanno scoperto l'anfiteatro romano ad Augst, hanno istituito una fascia di protezione amplissima intorno al manufatto. Che poi per vederlo ti chiedono 35 franchi a persona è un altro discorso!
Scusate la lunghezza dell'intervento.

purple zack

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Citazione di: Quintino il 30 Lug 2021, 18:13
Discorso cazzutissimo. Gli giri intorno al minimo dell'impatto visivo e compositivo con strutture leggere e agili senza toccarlo e facendo percepire la curvatura, che è l'elemento più interessante e geniale (il profilo curvilineo dello stadio è dato dalla media delle curvature della collina Parioli). Quando dico politico intendo che il costo dell'intervento è elevatissimo e  destinare tanti soldi per realizzarlo deve avere necessariamente un grande riscontro in termini di consensi. Se vai a vedere i nomi di chi abita nei palazzi dei Parioli e di Viale Tiziano antistanti il Flaminio non troverai che lamentele su qualsiasi previsione di intervento.
I cambiamenti normativi sarebbero minimi. Certo, se domani gli archeologi scoprissero un qualcosa così importante da divenire intangibile, le cose muterebbero. Apposta dicevo del problema "area archeologica". Ad oggi sembrerebbe che sia stato scavato il 4-5% della necropoli, almeno dalle foto all'infrarosso. I soldi per continuare lo scavo non ci sono e infatti quel poco trovato è stato subito interrato. Non dimentichiamo che se l'estensione dell'area archeologica venisse confermata, ci troveremmo di fronte alla più estesa necropoli esistente.
Per taluni aspetti è vero ciò che dice Purple, ma non si tratta di arretratezza nostra rispetto ai canoni internazionali del restauro e della conservazione. E' che abbiamo una concezione ideologica diversa dagli anglosassoni nel campo della tutela (e personalmente dico "fortunatamente"). Noi possediamo un bagaglio storico-culturale, spesso solo teorico, che altri paesi non hanno. abbiamo il 62% di tutti i beni artistici dell'intero mondo. Guarda che in America (nord e sud) la conservazione è tenuta in gran conto. Gli stessi svizzeri che hanno sconvolto il tessuto urbano di Zurigo e se ne fregano altamente di conservare ciò che ostacola lo sviluppo moderno destinandolo al fine economico, quando hanno scoperto l'anfiteatro romano ad Augst, hanno istituito una fascia di protezione amplissima intorno al manufatto. Che poi per vederlo ti chiedono 35 franchi a persona è un altro discorso!
Scusate la lunghezza dell'intervento.

se leggi gli altri interventi dico esattamente questo, non è questione di arretratezza ma di posizioni diverse di pensiero.

te dici fortunatamente, io meno.
però è chiaro che di fronte ad alcune cose in tutto il mondo si tiene una cura e un'attenzione che spesso richiedono l'intervento italiano

rispetto allo stadio, una visione più anglosassone o tedesca spingerebbe tutti gli attori a fare, ma non da oggi bensì dagli anni '90, le migliorie e gli interventi necessari, con modifiche opportune, per renderlo fruibile e conservato anche a scapito di alcuni elementi. la differenza poi sta tutta lì.

paolo71

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Tutti molto competenti ma stiamo parlando delle stesse argomentazioni dal giorno dell'apertura del topic.
Non si vedono passi in avanti se non che Lotito sia interessato, ed è l'unico aspetto che mi dà un minimo filo di speranza di avere lo stadio nostro al centro di Roma
Non ci resta che aspettare, ma se conosciamo un pò i soggetti in primo il nostro...avoja a sognà

mazzok

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(la tour eiffel è anche una torre per le telecomunicazioni, funzione che in origine non aveva e che ha acquisito con lo sviluppo delle stesse)

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AquiladiMare

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Citazione di: Warp il 30 Lug 2021, 18:09
«Scavare nell'area degli spettatori è quasi impossibile, una cosa molto complicata da realizzare. Andare in altezza allo stesso tempo rovinerebbe il profilo ondeggiante dello stadio. Il progettista dovrebbe avere una sensibilità estrema, che gli permetta di lavorare con quel materiale e sia in grado di lasciare chiaramente riconoscibile la sagoma ideata da Nervi, pur aumentando il numero delle sedute. Personalmente la vedo una cosa molto difficile sapendo quali siano le esigenze del club. Per ogni cosa ci sono mille soluzioni, ma sempre partendo dal rispetto dell'opera».

Mah mi pare una supercazzola.
Ricordiamo sempre che gli stadi vanno omologati e devono rispondere a precise caratteristiche stabilite dalla UEFA oltre che dalle normative attualmente vigenti non da Nervi o da architetti

Mi sembra come il tris del film Wargame..


Lo devi ristrutturare ma i vincoli bloccano la ristrutturazione. Quindi la struttura si degrada ed andrebbe ristrutturata....

Tutti discorsi corretti ma imho si scontrano con la realtà delle cose

Achab77

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Fat, il tuo ragionamento è condivisibile sotto molti aspetti.
Quello che però inceppa la mia comprensione non è la questione conservazione/funzionalità: seguendo il tuo ragionamento, già svariati anni fa, invece che adattarsi a fare svolgere manifestazioni sportive in un contesto che sembrava sulla via della decadenza, sarebbe stato molto meno costoso e problematico stoppare tutto, dargli una "romanella" e lasciarlo lì intonso con un po' di cartelli esplicativi e didascalici che ne raccontavano l'unicità architettonica e artistica. Sarebbe stato meno ipocrita avvertire tutti che un'opera del genere non poteva essere depauperata per farla calcare da sportivi e tifosi, addirittura ampliandolo con delle strutture appiccicaticce tubolari, appellandosi al fatto che i tempi sono cambiati e che la destinazione d'uso pensata al momento della costruzione oggi non è più accettabile. Quante cose erano permesse a Roma in termini di sfruttamento, viabilità, utilizzo a vari livelli che poi in tempi moderni sono state modificate o addirittura vietate?

Per me il nodo è tutto lì: adesso hai di fronte una situazione difficilmente riqualificabile e che in ogni caso ti costerà una marea di soldi anche solo per rispolverarlo e metterlo in sicurezza senza farci nulla (dubito che possa diventare un'attrazione museale o una specie di elemento decorativo urbano di mera estetica). A tal proposito, mi sembra che uno dei primissimi progetti presentati parlasse di una generica risistemata per collocarci dentro la sede della federazione paralimpica gestita da Pancalli, che fu rifiutata proprio perché veniva a mancare l'utilizzazione della struttura per la sua peculiarità principale, ovvero le manifestazioni sportive.

È chiaro che il corto circuito ormai sia irreparabile: le istituzioni e l'amministrazione comunale pensavano di poterlo sfruttare ancora a spese altrui, gli investitori erano interessati ad accaparrarsi la gestione per monetizzare, e alla fine è diventato un controsenso strutturale che tutti si augurano possa crollare da solo o che arrivi un Deus ex machina in grado di stravolgere leggi e vincoli per togliere le castagne dal fuoco. Ma sarai d'accordo con me che quella non può essere la soluzione.

Quindi a me qualsiasi discorso anche sensato, documentato e motivato sull'importanza della conservazione mi rimane di difficile comprensione, perché al netto del valore storico, delle belle forme avveniristiche per l'epoca e dell'egida comunque significativa dei Nervi, il Flaminio se non viene comunque trasformato in qualcosa o rimesso a posto (sempre ammesso che non diventi un pisciatoio per barboni e per passanti più curato e a 5 stelle) dandogli una qualsiasi collocazione urbanistica e sociale, rimarrà uno dei tanti, inspiegabili ecomostri italiani di cui inevitabilmente verrà anche dimenticata la sua storia e di cui verranno ignorate le giustificazioni che oggi ancora reggono (poco) sulle motivazioni del degrado e dell'incuria in cui versa.

(E aggiungo che la sua anticamera ideale oggi è pure quell'altro scempio del palazzetto, che sorge tra un nuovissimo parco giochi per bambini e quella che dovrebbe essere l'opera più "moderna" della nostra città, ovvero il parco della musica).

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