Io solitamente, da amante dell'arte e dell'architettura, sono una persona che preferirebbe sempre conservare e adibire a nuovo uso non solo le architetture di pregio artistico che ormai hanno esaurito la parte "funzionale", ma anche alcune tipologie di architettura industriale. Ad esempio, piuttosto che l'obbrobrio della Hadid (peraltro realizzato solo al 30% del progetto originario e che non è certo un capolavoro come il Guggenehim di Wright), avrei preferito per il Maxxi un intervento architettonico più conservativo delle vecchie caserme, un po' come accaduto per il Mattatoio. Però, quando si decise l'abbattimento della "teca" che racchiudeva l'ara pacis, non ebbi dubbi che, pur non entusiasmandomi il progetto di Meier (che trovo eccessivamente grande, anche se il volume eccessivo è in parte dovuto alle richieste del committente), il nuovo edificio avrebbe valorizzato l'opera contenuta al suo interno. Quindi secondo me ogni caso di riutilizzo e/o demolizione andrebbe valutato singolarmente.
In Giappone ad esempio, per loro cultura condizionata anche dalle caratteristiche geologiche, non si sono mai vergognati ad abbattere manufatti antichi, anche di pregio, come accadde col bellissimo Hotel Imperial, da lui realizzato a Tokyo nel 1923 e abbattuto nel 1968.
Nel caso del Flaminio tuttavia, pur essendo d'accordo con l'ipotesi WBB, ossia quella di "restaurarlo" e dedicarlo alla fruizione di concerti, spettacoli e manifestazioni sportive minori, magari aggiungendo una copertura smontabile per la fruizione anche in inverno, non vedrei male, qualora la Lazio trovasse un'intesa col comune per farci il proprio stadio, la soluzione "demolizione e ricostruzione" mantenendo le caratteristiche di pregio del progetto originario ma ingrandendo leggermente la scala per aumentarne la capienza, adattarlo alle normative di sicurezza odierne e magari applicare una copertura alle tribune attualmente scoperte. Secondo me sarebbe una valida soluzione di compromesso. Ma c'è da dire che, se avessi il potere di farlo, io ricostruirei, sulla base del progetto originario, pure quella che forse è l'opera (imho) migliore costruita da Nervi, ossia le aviorimesse per l'idroscalo di Orbetello (oggi parzialmente abbandonato), distrutte dai tedeschi in ritirata durante la guerra. Del resto se pure la cattedrale barocca di Dresda è stata ricostruita, per degli edifici di cemento armato e privi di affreschi, l'operazione sarebbe ancora più facile: basterebbe scrivere all'ingresso che si tratta di una ricostruzione e non degli hangar originari. E pure al Flaminio si potrebbe mettere la stessa targhetta