Su una cosa siamo d'accordo, che al momento in assenza di dettagli più completi le congetture sono tante. Anche le tue non solo le mie. Ma alcune seguono una logica e altre meno. O meglio, cercano di unire i puntini per vedere se esiste una logica più plausibile (il rasoio di Occam appunto).
Il proprietario del bene, al momento, è il comune di Roma. Se nel progetto si parla di 438 milioni di cui si fa carico, direttamente o indirettamente, la Lazio è evidente che un terzo soggetto non c'è.
O la Lazio o il Comune.
Quindi sto canone ci sono fortissime possibilità che la Lazio lo versi al comune di Roma.
E a quel punto la domanda è "perché versa un canone al comune ?"
Se questo puntino nero lo unisci all'altro puntino nero della concessione (di cosa ?) della durata di 99 anni, una spiegazione semplice è che questo canone sia riferito alla concessione del diritto di superficie (diritto che spesso, in altri ambiti, è di 99 anni). Anche perché da nessuna parte si parla di acquisto del suolo o dei terreni su cui sorge il Flaminio (che invece è una delle voci più importanti e dei capitoli più complessi delle varie ricostruzione sugli iter degli stadi delle merde, da Parnasi alla Neep Holding).
Non è difficile immaginare che se la Lazio avesse voluto la proprietà completa dello stadio Flaminio l'acquisto del suolo su cui sorge avrebbe avuto una voce importante nella presentazione del business plan.
Questa concessione non ha nessun impatto sulla proprietà dello stadio, che resta della Lazio (visto che è la Lazio che si fa carico, sempre secondo tutte le fonti, del finanziamento diretto o indiretto) ma in diritto di superficie. Ovvero il suolo resta al comune di Roma. Che dopo 99 anni, se non viene rinnovata la concessione, si riprende tutto. Ma dopo 99 anni.