Mah, che la lista non significhi che il Flaminio sarà uno degli stadi di Euro 2032 posso anche essere d'accordo. Ma da qui a dire che sia una lista "senza senso" ce ne passa.
Anzi, alla luce di quello che leggo qui dentro da due giorni, un senso ce l'ha eccome.
Perché nel frattempo un editoriale di Bisignani viene analizzato come se fosse un messaggio in codice dei servizi segreti. Si scompone ogni frase, si interpretano preposizioni, congiunzioni e punteggiatura e se ne ricava il messaggio inequivocabile che ormai i famosi poteri forti tengono Lotito per le palle, che il Flaminio è morto e che probabilmente non gli permetteranno neppure di cambiare il citofono a Villa San Sebastiano.
Che poi possa anche essere vero, per carità.
Però, se io fossi stato uno di questi fantomatici poteri forti e avessi voluto mandare un segnale chiaro e inequivocabile a chi sta proponendo la ristrutturazione del Flaminio, sinceramente avrei scelto qualcosa di più efficace che affidarmi all'esegesi di un editoriale.
Per esempio non avrei inserito il Flaminio nella lista del DPCM.
Perché, con tutto il rispetto per il Flaminio che amo profondamente, oggi non è che stiamo parlando di uno stadio pronto ad accogliere una semifinale degli Europei. Rispetto a Lecce, Verona, Udine, Bergamo o Torino, il Flaminio allo stato dell'arte non ha la capienza richiesta, non ha l'agibilità e, soprattutto, non è nemmeno utilizzabile. Per entrarci conviene ancora portarsi dietro il casco da cantiere e forse pure l'antirabbica.
Eppure nella lista ce l'hanno messo. A sto punto ce potevano mette il Colosseo se era solo per riempire una riga.
Questo non dimostra affatto che il progetto si farà, né che il Flaminio verrà scelto per Euro 2032. Però rende un po' meno convincente la tesi secondo cui esisterebbe una volontà politica di affossarlo a priori.
Perché se davvero il messaggio fosse stato "qui non dovete passare", la soluzione più semplice sarebbe stata lasciarlo fuori e mettere dentro uno dei tanti impianti già esistenti e funzionanti.