Citazione di: italicbold il Ieri alle 14:22Io personalmente ho l'impressione che, in questo momento, ci sia una gara a chi grida più forte "il progetto è zompato", spesso sulla base di fonti che definire indirette è un eufemismo.
Questa, però, resta una Conferenza dei Servizi preliminare, prevista dalla legge sugli stadi. Non mi risulta esista una categoria giuridica chiamata "Conferenza perentoria". Perentori possono essere i termini assegnati, non la natura della Conferenza.
La legge dice testualmente:A me sembra piuttosto chiaro che la funzione di questa fase sia proprio far emergere criticità, prescrizioni e condizioni da soddisfare.
Che le questioni più delicate riguardassero la pensilina, i vincoli e il tentativo di portare uno stadio da circa 21 mila a 50 mila posti lo sapevamo da anni. Sarebbe quasi più sorprendente il contrario.
Quello che invece oggi non sappiamo è la natura e la portata delle osservazioni formulate. Perché tra "serve una modifica", "serve un approfondimento" e "questa cosa non si può fare" passa una differenza enorme.
E infatti, ad oggi, nessuna fonte ufficiale ci ha detto che siamo arrivati al terzo caso.
Al momento stiamo discutendo di indiscrezioni, ricostruzioni giornalistiche, interpretazioni, retroscena e racconti di terza mano. Tutte cose interessanti, per carità, ma ancora piuttosto lontane da un parere ufficiale che ci dica se siamo davanti a una criticità superabile, a una modifica richiesta o a un ostacolo insormontabile.
Aggiungo una cosa. Qui dentro la nota dell'Ordine degli Architetti di Roma è stata liquidata come una supercazzola. Eppure conteneva un passaggio che, per chi ritiene il progetto impossibile in partenza, non è affatto irrilevante:Che tradotto dal burocratese significa una cosa abbastanza semplice: non è vero che sul Flaminio non si possa toccare nulla. Anzi, il principio affermato è esattamente l'opposto. La discussione, semmai, è come intervenire. E non è una differenza da poco.
E aggiungo un ultimo elemento che trovo curioso. Da mesi le dichiarazioni pubbliche del Sindaco e dell'Assessore allo Sport sul progetto sono state complessivamente positive. Nessuno ha mai garantito che sarebbe stato approvato, ma neppure abbiamo sentito parlare di un progetto campato in aria, irricevibile o incompatibile in partenza. Anzi, è stato descritto più volte come un progetto serio, strutturato e meritevole di essere valutato.
Anche per questo faccio fatica a passare, nel giro di quarantotto ore, da quel quadro a una narrazione in cui il progetto sarebbe improvvisamente morto e sepolto sulla base di indiscrezioni che nessuno, al momento, è in grado di verificare ufficialmente.
Ma io concordo su tutto, i dubbi mi vengono partendo da un altro presupposto, ovvero che le criticità che pare che siano emerse riguardano i problemi atavici già affrontati da altri sul Flaminio, ovvero l'aumento della capienza unito alla famosa pensilina.
Ora, partendo dal presupposto che se non è stata individuata un'altra modalità di intervento rispetto a quelle che si sapeva avrebbero suscitato perplessità, deduco che il tema è provare a forzare in quella direzione superando i vincoli.
A quel punto mi vengono in mente due cose: riduci la capienza, spostando lateralmente l'aggiunta del secondo anello in modo che non salga troppo e quindi riducendo il numero di spettatori, utilizzando soluzioni più "nude" (non voglio tornare ai tubi innocenti messi per ampliare la capienza per il rugby ma di fatto esistono strutture più leggere che non incidono sulla modifica dell'assetto strutturale dello stadio) e mantieni la pensilina, cercando una soluzione per svilupparci intorno la copertura. Questo non va a interferire pesantemente sul prodotto finale immaginato dai render? Perché ok l'interesse pubblico (la gente ci deve vedere le partite, non farci shopping), ok farci praticamente un cartonato intorno e lasciare che la struttura sia quella attuale, ma alla fine questo progetto deve avere anche un minimo di appeal marketing ed estetico, non foss'altro per i famosi sponsor da coinvolgere. Se diventa l'Unipol Arena con però tante belle forme sinuose che al tramonto valorizzano la vista sul quartiere, poi il problema paradossalmente diventerebbe della Lazio e del suo ritorno economico e d'immagine.
Per quanto riguarda l'OdA, anche io ho notato quel passaggio, ma sembrava più un barlume di raziocinio in mezzo a una specie di tentativo di ottenere anch'esso un ruolo in questa storia. Come per dire "coinvolgetemi e vi dò una mano io", ma attraverso modalità e posizionamenti per me abbastanza risibili (il concorso). Quindi prenderei con le molle le frasi scritte in un comunicato che hanno senso in una visione generale, ma che credo che debbano essere fatte proprie da chi, oggi, ha il potere di far passare o meno questo progetto. E sono abbastanza sicuro che le SOP venderanno cara la pelle, soprattutto se all'interno qualcuno ha conti aperti o questioni di posizionamento rispetto alle loro controparti politiche e del Comune.
Vero anche che la politica finora è sempre stata benevola verso il progetto, ma continuo a chiedermi se avesse un qualche senso che Gualtieri e Onorato, già inebriati dal colpo grosso sempre difficile ma molto meno complicato del merdodromo, si facessero vedere scettici o troppo cauti su un percorso che comunque non dipenderà da loro, almeno non fino all'accettazione della CdS per vidimare il pubblico interesse.
In sostanza, quello che scrivi è tutto vero, ma ho la sensazione che proprio perché è un momento in cui il Flaminio potrebbe avverarsi come mai accaduto fino ad ora, alla fine l'eventuale doccia gelata sul progetto possa rivelarsi ancora più fastidiosa rispetto a quelle già avute in passato.