ESCLUSIVA Radiosei - Marcel Vulpis: "Ci vorrebbero nuovi soci, ma a Lotito sta bene questa dimensione per la Lazio"
15.05.2014 22:40 di Manuel Gavini
Fonte: Manuel Gavini -
Lalaziosiamonoi.it© foto di Federico Gaetano
A stagione ormai conclusa, tra gli oggetti di discussione in casa Lazio c'è anche l'esame del bilancio trimestrale pubblicato nelle scorse ore dalla Consob. Per saperne di più su un tema così delicato, la redazione di Radiosei ha contattato in esclusiva il giornalista ed economista Marcel Vulpis, direttore responsabile di
sporteconomy.it. Prima di addentarsi nel discorso relativo al club di Lotito, una rapida panoramica globale sui rapporti tra poteri forti e calcio: "I conti spesso non tornano in questo sport - ha premesso -. Le società di calcio sono aziende atipiche: un conto è ammortizzare un frigorifero, un conto un calciatore. E' un passaggio non da poco. Nel momento in cui le società sportive sono diventate s.p.a. sono sorti i primi problemi. Questo per via di una legge che - insieme allo spalma-debiti e al disastro del decreto Melandri sui diritti tv - ha confermato una volta in più il nesso tra politica e calcio. Ci si aspetta sempre che la politica intervenga in favore del calcio, chissà che un giorno non arrivi anche un decreto salva-fatturati...". Il discorso scivola poi sulla legge negli stadi, su cui c'è poca chiarezza: "Il disegno di legge in merito fu presentato da Dario Nardella del PD, ex braccio destro di Renzi, oggi a sua volta candidato a sindaco di Firenze. Si trattava di un documento abbastanza complesso e articolato, ma con un iter ben definito: se fosse stato portato avanti normalmente, sarebbero passati almeno due anni, ma nella la legge di stabilità dell'ex governo Letta furono inseriti alcuni emendamenti, tra cui un testo molto vicino a quello di Nardella. Questo significa che già oggi si possono costruire nuovi impianti, ma mancano quelle clausole residenziali che tutti i presidenti, nessuno escluso, vorrebbero: la possibilità di edificare attorno. Quello che avrebbe voluto fare Lotito sulla Tiberina, zona a rischio esondazione, e problemi idrogeologici riguardano anche il progetto della Roma a Tor di Valle. Il problema di molti presidenti è che lo stadio diventa la scusa per edificare, per generare una speculazione edilizia. Tra l'altro lo stadio è un asset, un'opportunità, non la panacea di tutti i mali sportivi".
BILANCIO LAZIO - Marcel Vulpis è quindi entrato nel dettaglio del bilancio trimestrale biancoceleste: "I dati sicuramente non sono brillantissimi, bisogna essere onesti. Intanto c'è da dire che, in sette stagioni su nove, Lotito ha presentato un utile. Tuttavia, ci troviamo quasi sempre di fronte a flussi contabili che avvengono su base di plusvalenze, quindi non flussi di cassa veri e propri". Con la cessione di Hernanes a gennaio la Lazio sembra aver risanato in parte i conti, ma mostra un deficit di otto milioni: "Nel calcio attuale ci può stare, non parliamo di una cifra devastante. I flussi con la Salernitana? Li ho notati. Ormai tutte le società di calcio fanno parte di gruppi aziendali, ad esempio il bilancio del Milan è ripianato da Fininvest, che tecnicamente fa tutt'altro, ma questo rientra nell'ottica dei rapporti intra-gruppo e non è un qualcosa di illecito. E' chiaro, d'altro canto, che tutto ciò ponga una serie di quesiti nei confronti della società. Oggi Lotito dovrebbe presentarsi in conferenza stampa e spiegare qual è il piano industriale, illustrando il progetto sportivo, quello dello stadio - come fece per il progetto dello 'Stadio delle aquile', che non ebbe un seguito -, il calciomercato, facendo un'analisi sulle aree di criticità e di forza. Questo spesso i nostri presidenti di calcio non lo fanno perché non è nelle corde italiane...". Il dubbio, tra gli addetti ai lavori, è che si debbano favorire le condizioni per un aumento di capitale: "Ci vorrebbero nuovi soci stranieri e un Lotito più aperto a livello di mentalità, mentre in questo momento vedo solo chiusura da parte sua. Credo che lui voglia rimanere in questa dimensione, restando in Serie A anche senza vincere nulla. Quando l'ho incontrato sono stato molto onesto con lui: deve dire la verità ai suoi tifosi, è giusto far capir loro che per alcuni anni non vivranno una dimensione di grandissimo splendore. Gli americani di Pallotta, invece, hanno ambizioni nettamente superiori, anche perché il rapporto con la tifoseria è tutt'altra cosa. A tal proposito, vedere quasi 70.000 persone lunedì allo stadio dovrebbe indurre un presidente intelligente come Lotito a porsi delle domande e a trovare delle risposte".