Intanto,clamorosamente il corriere de trigoria da ragione a Lotito,forse la prima volta in questi anni
Petkovic, che figura: coppa italia e tifosi andavano onorati (Corriere dello Sport)
di Fabrizio Patania
In punta di diritto, stabiliranno un giudice ordinario e forse la Fifa se la giusta causa invocata da Lotito per motivare il licenziamento di Petkovic è fondata o meno. Da osservatori neutrali, senza entrare nel merito giuridico, ci permettiamo di sostenere la scelta della società, soprattutto per il comportamento tenuto da Petkovic. Pessima figura. Non ha solo mancato di rispetto ai suoi dirigenti, negando più volte l'esistenza di una trattativa con la Svizzera, ma non ha calcolato la stima dei tifosi che l'hanno sostenuto dal primo giorno e che lo ricorderanno come il mister della Coppa Italia. Quel successo andava gestito, protetto e onorato in altro modo.
A Lotito non abbiamo mai fatto sconti, oggi come in passato, criticandolo per lo smodato ricorso ai tribunali e l'eccessiva facilità nel mettere fuori rosa i suoi giocatori. Questa volta gli possiamo rimproverare ben poco, solo il ritardo nel cacciare Petkovic, che meritava l'esonero (per risultati e conduzione) già un paio di mesi fa. Il tecnico di Sarajevo, dopo il 26 maggio, non è stato più lo stesso. In estate, dicono, aveva ricevuto le offerte di Napoli e Schalke 04, ma era rimasto per il debito di riconoscenza nei confronti della Lazio. Se non se la sentiva di andare avanti, se pensava di meritare un altro palcoscenico o voleva acquisti migliori (ma non lo ha mai dichiarato), si sarebbe dovuto fare da parte dopo la Coppa Italia e sarebbe uscito da trionfatore. E' rimasto. Sgonfio, senza l'umiltà dell'anno scorso e con la protervia di chi si sente arrivato pur avendo fatto la gavetta al Bellinzona: «Ora io e la Lazio siamo pari» disse arrogante a luglio.
Eravamo a Marassi il 24 novembre quando Blick pubblicava in prima pagina la notizia di Petkovic ct. Vlado negava tutto. Falsità, diceva, non solo alla stampa, ma anche ai suoi dirigenti. Pensava di resistere sino a maggio? Impossibile. E non si può ritenere di avvertire la società cinque minuti prima che esca un comunicato ufficiale, come è successo il 23 dicembre. Una roba enorme. Inaccettabile. Come se oggi l'Equipe annunciasse Garcia sulla panchina della Francia dopo il Mondiale oppure il Real Madrid a novembre sul suo sito avesse ufficializzato l'acquisto di Pirlo a parametro zero. Cosa succederebbe? Se Petkovic voleva andar via a scadenza, poteva almeno dirlo alla società. Un altro, al suo posto, avrebbe parlato con i dirigenti. «Ho questa proposta, cosa facciamo?». Invece no. E' andato avanti, raccontando bugie, pensando di resistere o forse solo aspettando l'esonero, così avrebbe difeso lo stipendio. Ricordiamo la lealtà di Rossi dopo la Coppa Italia nel 2009, era a scadenza e Lotito lo stava facendo aspettare. «Prima di ascoltare altre società, devo parlare con la Lazio». Persino Ballardini ha ingoiato l'esonero e se n'è andato senza litigare. La tempra di Lotito, che si è sentito tradito e preso in giro, non può sorprendere. Ci sorprende il modo in cui Petkovic è riuscito a farsi licenziare. Causa non giusta. Giustissima.