Citazione di: cuchillo il 30 Ago 2013, 10:34
E Serge Reggiani, pure, lo consideri italiano? Yves Montand?
Dai, ma che Italiani sono?
Calcola che io Kristin Scott Thomas la considero francese.
Sò 40 anni che ha scelto la Francia, che me frega dove è nata?
Glielo leggi negli occhi che è (diventata) francese.
Serge Reggiani anche non ha mai rinunciato alla nazionalità italiana.
D'altronde ha anche cantato il suo essere "Italien".
Il che non impedisce a Ventura e a Reggiani di essere alla stessa maniera "anche" francesi.
Per capire la differenza, io credo, bisogna conoscere la Francia in maniera molto più profonda.
Per capire che su questa antinomia é costruita, in fondo, la Francia stessa.
C'é tutta una letteratura e una cinematografia che la raccontano questa debolezza, ma allo stesso tempo forza, della Francia.
E' lo stesso fenomeno che, oggi, tocca le giovani generazioni d'origine maghrebine. A cui malgrado tutto, resta attaccato tutto il bagaglio culturale, come un epifenomeno, dei loro avi. Anche se in nordafrica non c'hanno mai messo piede.
Aziz, nato e cresciuto in banlieu parigina deve preferi' il cous cous al camembert...senno' cade tutto il castello logico.
I Reggiani di sessant'anni fa sono gli Aziz di oggi.
E per tutta la vita, anche se avevano l'attico a Place de Vosges, Serge Reggiani e Lino Ventura sono restati "Ritals" fino alle unghie dei piedi. Non solo per il passaporto cui non hanno mai rinunciato.
Yves Montand, invece, é un po diverso. Le "cicatrici" di una storia familiare complessa le ha sempre nascoste. Il ricordo di Monsummano é stato molto più opaco, nella sua storia artistica. Nella sua storia privata un po meno, ma ti invito a leggere la sua biografia scritta da Patrick Rotman (ne ha fatto anche un bel documentario in tv).
Il più bel epitaffio, alla sua morte lo fece Libération che fece una delle prime pagine più memorabili della storia. In un momento in cui, all'assemblea nazionale si discuteva della riforma Pasqua per rendere più chiuse le frontiere dell'esagono.