MI03 Ivano Fossati o Fabrizio De Andrè

Aperto da V., 22 Mar 2014, 17:22

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V.

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ma le donne, le donne de andrè le ha cantate, le donne viste dagli uomini?
le incazzature dell'uomo, anche un po' di misoginia, le ferite delle donne, i rancori maschili, il compagno de andrèli ha cantati? penso a Nel letto di Lucia di Rino Gaetano, a M'ennamoro de te di Califano, al Fossati di Vola.

eagles monte mario

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Citazione di: V. il 28 Mar 2014, 22:13
ma le donne, le donne de andrè le ha cantate, le donne viste dagli uomini?
le incazzature dell'uomo, anche un po' di misoginia, le ferite delle donne, i rancori maschili, il compagno de andrèli ha cantati? penso a Nel letto di Lucia di Rino Gaetano, a M'ennamoro de te di Califano, al Fossati di Vola.

Caro V.,
qui stai sbagliando, e di grosso.
Evidentemente, la nostra comune passionaccia (nel senso più profondo e caro del termine) per Ivano ti rende schiavo dell'iperbole.

E davvero, non si può fare il paragone, ha ragione Nanni.
Non si può fare tra di loro, né tantomeno per noi, per i quali Fossati ha disegnato troppe nostre parabole, emozioni, esistenze, vite (l'orologio americano certe volte ancora mi toglie il sonno).
Comunque, un abbraccio.

P.S.: quando sono andato all'ultimo concerto all'auditorium conciliazione a Roma non avrei mai voluto che andasse via...

V.

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caro chube, ma infatti è un paragone improprio in partenza, era per sapere cosa suscitavano i due...
è che crescendo ho trovato questo crinale virile ma scoperto dall'immaginario tradizionale, e attraversato solo da pochi, da battisti fino a califano. "ma sapere dove andare è come sapere cosa dire, come sapere dove mettere le mani" mi torna in mente ogni volta che ricomincio.

Scialoja

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Citazione di: balivox il 22 Mar 2014, 19:33
De André. (Ma io amo Rino)


Filava filava....filava balivox...

si potrebbe fare un coro a Minala su queste note...


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Drieu

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Citazione di: V. il 28 Mar 2014, 22:13
ma le donne, le donne de andrè le ha cantate, le donne viste dagli uomini?
le incazzature dell'uomo, anche un po' di misoginia, le ferite delle donne, i rancori maschili, il compagno de andrèli ha cantati? penso a Nel letto di Lucia di Rino Gaetano, a M'ennamoro de te di Califano, al Fossati di Vola.

La ballata dell' amore cieco.
Verranno a chiederti del nostro amore.

e poi compagno de andrè nun se pò sentì  ;)

De Andrè è fuori concorso comunque, per quanto Fossati sia bravo. Il solo accostamento dei nomi mi sconcerta.

italicbold

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Ve sconfortate con poco.
Due grandi e immensi artisti e poeti.
E la pista nella jungla, quando uno ha ascoltato Brassens o Brel, si accorge che era, in fondo, già aperta.
Anche in Italia.
Da un certo Luigi Tenco, a cui la musica italiana degli ultimi 47 anni deve quasi tutto.

Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare.


Nessuno ha ancora saputo dirlo meglio.

Drieu

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Citazione di: italicbold il 31 Mar 2014, 16:00
Ve sconfortate con poco.
Due grandi e immensi artisti e poeti.
E la pista nella jungla, quando uno ha ascoltato Brassens o Brel, si accorge che era, in fondo, già aperta.
Anche in Italia.
Da un certo Luigi Tenco, a cui la musica italiana degli ultimi 47 anni deve quasi tutto.

Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare.


Nessuno ha ancora saputo dirlo meglio.

Personalmente ritengo che De Andrè non abbia inventato nulla.
Anzi, per certi versi l' ho sempre trovato molto paraculo, sia nel comporre che nell' attingere da altri prima di lui.
Ma fa parte della sua grandezza.

De Andrè insegna, nutre lo spirito e la mente, e lo fa con una leggerezza ed un' abilità poetica fuori dal comune. E probabilmente senza De Andrè non avrei mai saputo (colpa mia, per carità) dell' esistenza di Brassens o di Telemann.

italicbold

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Credo ci sia anche sul tubo, una bellissima intervista di Paolo Villaggio che é stato amico fin da piccolo con De André e che ne ha smitizzato la figura.

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NandoViola

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De Andrè, da timido perso, si è circondato sempre di Artisti con la A maiuscola (Piovani, Villaggio, De Gregori, PFM, Bubola, Pagani e appunto Fossati), forse questa è stata la sua fortuna: crescere insieme e vicino a chi fa il tuo stesso mestiere, ma lo fa in modo diverso, ti da una statura che viceversa non avresti mai acquisito.
vedo che il discorso sperimentazione su i generi e sul linguaggio, non fa presa, e si riduce un pò il tutto a chi ce l'ha più lungo, delusion...

V.

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ma no, che delusion. con la perdita di de andrè se n'è andato uno che dava lavoro e opportunità a molti musicisti...

kelly slater

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Citazione di: V. il 22 Mar 2014, 17:22
(senza sondaggio)

per me Fossati, perché poi preferisco Battisti e Gaetano, cioè l'essere virili nel parlar di donne.

Rino Gaetano "virile"?
ma l'hai ascoltato bene?

Sledgehammer

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V.

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Citazione di: kelly slater il 09 Apr 2014, 12:38
Rino Gaetano "virile"?
ma l'hai ascoltato bene?

nel letto di lucia, ahi maria, etc...
se poi ti sembra affine a biagio antonacci...

balivox

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Citazione di: V. il 09 Apr 2014, 17:31
nel letto di lucia, ahi maria, etc...
se poi ti sembra affine a biagio antonacci...
Rosita ; )

kelly slater

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Citazione di: V. il 09 Apr 2014, 17:31
nel letto di lucia, ahi maria, etc...
se poi ti sembra affine a biagio antonacci...
no, aspetta, lascia perdere antonacci.
Rino Gaetano incarna la reazione inadeguata e smarrita del maschio degli anni 70
giovane e piu o meno contiguo al movimento, di fronte al femminismo e al ribaltamento dei ruoli post-68.
Da una parte c'è il sano revanscismo di Ahii maria, dall'altra c'è una canzone estremamente femminista come Gianna.
Ma più in generale la poetica è quella dello spaesamento, della mancanza di certezze e contemporaneamente del bisogno di liberarsi di quelle vecchie.
In Resta vile maschio dove vai, per esempio di fronte all'ipotesi di un menage a trois con due donne alla fine è lui ad avere paura e a voler scendere dal treno.
Oppure Berta, che filava con mario e con gino ma alla fine rimaneva incinta ma non di mario e nemmeno di gino.
E non è la virilitá ma la liberazione sessuale il tema di Nel letto di lucia, che tu citavi.
Se la bocca di rosa di de andré era un attacco moralista al moralismo benpensante dei vecchi valori, una critica lanciata da un piedistallo poetico e aulico, la vena di Gaetano è quella di chi si trova invece dentro al mutamento, ne è travolto ma anche anarchicamente se lo gode.
Un altro moralista da niente era Bennato. La fata è un inno femminista o meglio un inno al senso di colpa maschile, mentre Così non va veronica, è la tirata ribelle di un maschio stanco dell'isteria femminista il cui unico desiderio è scappare via lontano, il più lontano possibile: in Giamaica.
D'altra parte era il 1980 e i tempi stavano per cambiare. Di li a qualche anno avrebbe fatto il videoclip di Italia, con protagonista una modella tettona in calze nere da urlo.
Lo stesso Battiato, perso nel caleidoscopio delle citazioni e delle suggestioni multiculturali, è difficilmente catalogabile come "virile".
Le sue donne sono figure mitiche o antropologiche, l'amore e il sesso sono idealizzati ma anche un po freddini e distanti. Stento a ricordare una canzone di battiato che mi rimandi quel senso di incazzatura o anche di passione verso l'altro sesso che tu invochi.
Ecco forse Battisti, anzi Mogol sarebbe meglio dire.
Battisti è carne sangue, passione bruciante, ma anche quasi sempre sconfitta.
Batosta su batosta, delusione su delusione il decennio mogoliano si chiude con la donna per amico, guarda caso, o ancora oltre, la donna su misura ordinata per posta di Con il nastro rosa.
Mogol parla di valori tradizonali nel decennio del cambiamento: la sconfitta è la logica conseguenza.
E allora chi rimane? Dalla lo lascerei da parte per ovvi motivi, il giallorosso di campobasso con la sua estetica da sfigati pure ( che poi la sfiga te l'attacca pure ).
Ah giâ: il Califfo.
Si, il califfo era virile, il califfo se ne fotteva di tutto e di tutte.
Il suo anarchismo di destra lo rendeva un ribelle all'interno della tradizione, il che è sempre stato un posto
super privilegiato.
Bello, sfrontato, affascinante, dotato musicalmente.
Il califfo dava sempre la sensazione di avere sempre sotto controllo la situazione, con le donne, anche
se parlava di amori perduti e tradimenti. Alla fine ci cascavano sempre tutte.
Anche perchè nel periodo in cui sembrava dovesse scoppiare una rivoluzione da un momento all'altro
farsi un giro nella spider del figo elegante col soldo in tasca e la botta giá acchittata sul cruscotto doveva essere
una gran bella cosa per una fanciulla in cerca di avventure.

Warp

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Citazione di: kelly slater il 10 Apr 2014, 01:09
Si, il califfo era virile, il califfo se ne fotteva di tutto e di tutte.
Il suo anarchismo di destra lo rendeva un ribelle all'interno della tradizione, il che è sempre stato un posto
super privilegiato.
Bello, sfrontato, affascinante, dotato musicalmente.
Il califfo dava sempre la sensazione di avere sempre sotto controllo la situazione, con le donne, anche
se parlava di amori perduti e tradimenti. Alla fine ci cascavano sempre tutte.
Anche perchè nel periodo in cui sembrava dovesse scoppiare una rivoluzione da un momento all'altro
farsi un giro nella spider del figo elegante col soldo in tasca e la botta giá acchittata sul cruscotto doveva essere una gran bella cosa per una fanciulla in cerca di avventure.

quoto tutto l'intervento, ma questa parte finale la apprezzo particolarmente perchè finalmente si sta (giustamente) rivalutando un artista che ha pagato la sua non contiguità con certi ambienti politico-disco-mediatici, e che ha trasfigurato la sua vita nella sua arte. Come Gainsbourg, Cobain, Barrett e altri
Complimenti Kelly

italicbold

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Bell'intervento Kelly.
Mi hai fatto pensare a una canzone di Battisti che per anni ho scorticato, analizzandone i testi.
Dio mío no.

Io sto già tremando d'amore
Lei viene qui questa sera,
é solo una questione di ore
spero di non morire vedendola entrare
potremo restare soli...

Dio mío no.

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 10 Apr 2014, 09:17
Bell'intervento Kelly.
Mi hai fatto pensare a una canzone di Battisti che per anni ho scorticato, analizzandone i testi.
Dio mío no.

Io sto già tremando d'amore
Lei viene qui questa sera,
é solo una questione di ore
spero di non morire vedendola entrare
potremo restare soli...

Dio mío no.

" ma un dubbio solo mi assale:
lei verrá o non verrá? "

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kelly slater

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Comunque vedi il genio musicale di battisti:
Dio mio no è un'odissea voodoo funk di 7:25 che sembra uscita direttamente dalla Atlantic
o dalla Stax.
Ma tutto Amore e non amore è un disco incentrato sul groove black, con session man eccezionali come Di Cioccio
e Dario Baldan: strumentali dai titoli lunghissimi e improbabili e digressioni avanguardiste non da poco.
L'incipit di 7 agosto... è praticamente Post Rock !
Battisti neanche suona la chitarra: lascia il compito a Radius e Mussida e li panna uno a destra e uno a sinistra.
Lui si limita a comporre arrangiare e a dirigere l'orchestra.
Se la mia pelle vuoi è rock'n'roll coi controcazzi.
Davanti a un distributore... inizia come un outtake di Abbey road e muore cosi, subito.
Supermarket altro groove r'n'b tutto diviso tra l'ossessione per la commessa del supermercato
e doppisensi sulle banane.
La voce di battisti sembra sempre sul punto di collassare tra un tono sardonico amaro e un senso di disperazione latente.
Il disco si chiude con Una poltrona, un bicchiere di cognac... che deve non poco al George Harrison di quegli anni.
E pensare che Battisti aveva appena fatto il botto commerciale vero e se ne uscì con un disco così anti-commerciale
e così esterofilo.
Massimo rispetto.

porgascogne

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