Stamattina leggevo un articolo online di Repubblica dove si proponeva un decalogo delle terapie intensive nel quale i medici giudicavano chi dovesse essere ricoverato. Loro, cioè, decidono in base a quanti anni dovresti vivere, se ti salvano la vita, se mandarti in terapia intensiva o no. Quindi gli ottantenni, ma anche settantenni, se c'è bisogno di letti, vengono abbandonati a loro stessi. (E hanno fatto il giuramento di Ippocrate sti maledetti). Se dunque disgraziatamente una persona anziana è positiva al coronavirus e rientra in quel 10% che va in terapia intensiva, possiamo quasi dirle addio. Alla luce di ciò un padre di famiglia, o anche un nonno, deve rischiare la vita per una pisciasotto, tipo la tal Nicole, perché non può smettere i vivere? Fossi suo padre la farei io smettere di vivere.
Tornando al discorso dei medici, fossi lo stato comincerei a requisire le cliniche private per aumentare i posti a disposizione nelle terapie intensive, no che all'ospedale dici "mi dispiace ma non c'è niente da fare" e poi magari a pagamento ricoveri la gente nella tua clinica privata e coi soldi vai a sciare