Io però pongo l'attenzione su alcuni effetti nefasti che sta roba sta portando tra le persone.
Vedo persone trasformate in poliziotti, che guardano con sospetto chiunque scenda di casa chiedendosi cosa ci fa in giro (e magari semplicemente sta andando a lavorare come dice CdL).
Persone denunciate e messe alla gogna mezzo social senza minimamente sapere chi, cosa, come e perché.
Come dice Tarallo è un momento difficile, sicuramente ad ognun@ di noi è richiesto uno sforzo di responsabilità sociale. Ma trasformarci in uno stato di polizia non ci renderà migliori.
Attenzione, per stato di polizia non mi riferisco agli obblighi o al fatto che ci siano controlli (anche se mi sono state riferite certe scene e sanzioni a roma che sinceramente mi perplimono).
Il punto è assumere psicologicamente lo stato di polizia, iniziare a farne parte.
Questo può diventare molto pericoloso.
Responsabilità sociale è una cosa, promuovere comportamenti virtuosi è una cosa, facilitarli anche, fare il processo a vista a chiunque incrociamo o vediamo per strada è tutt'altra cosa.
Esento coldilana da questo discorso perché la situazione a Bergamo è davvero drammatica e chiedere di mantenere la lucidità al fronte è una pretesa un po' troppo altezzosa quando ci si trova lontani centinaia di chilometri.
Ma a maggior ragione tutti gli altri dovrebbero avere una dose aumentata di lucidità o davvero qui non è che non ne usciamo, ma ne usciamo molto ma molto peggio, oltre che inevitabilmente feriti.