Io ho grande paura non tanto del politico che magari ci ha messo un po' di tempo a capire, ma dei cretini che sono sempre in giro e continuano a ripetere imperterriti – e molti purtroppo sono biologi e medici – che il virus è stato sopravvalutato
Ohh, intanto finalmente possiamo mettere in chiaro questo, per tutti i forumisti consapevoli o no, presenti o assenti.
Sulle morti come unico indicatore utile del famoso picco non sono d'accordo. È evidente che i numeri dei nuovi contagi dipendono dal numero di tamponi. Ma è facile normalizzare quei dati (basta ogni volta dividere per il numero di tamponi). Le morti invece non solo arrivano con un ovvio ritardo dal contagio (teoricamente potrebbero esserci morti per due o tre settimane dopo la sparizione del virus là fuori), non solo sono dati poco attendibili come ormai si è capito, ma la mortalità da virus è legata a una letalità che deve necessariamente approfittare di tanti altri fattori, in aggiunta a patologie preesistenti. Insomma diciamolo, perché si muoia di covid-19 ancora mica si è capito bene. Sono morti molti giovani, sono morti giovani adulti e persone di mezza età che stavano benissimo. Ci sono tassi di letalità, se anche togliamo il fattore dati inattendibili, che variano troppo da un posto all'altro. Io della letalità non mi fido, non per seguire il decorso del contagio. Mi fido dei nuovi contagi, con tutti i problemi, ma soprattutto se faremo come dovremmo testing and tracing massiccio allora il denominatore, cioè il numero di tamponi, verrà sempre di più normalizzato ed il dato sarà attendibile, almeno se lo prendiamo zona per zona, come nel Veneto.
Su metà maggio io sono d'accordo, il rallentamento dei nuovi contagi avanza a grandissima fatica malgrado gli sforzi che stiamo facendo tutti. Questo virus è un gran bast@rd0, un po' come un'influenza (cit.)