Citazione di: 12.maggio.74 il 18 Apr 2020, 14:02
Da diverso tempo avevo iniziato a pensare di scindere i numeri del nord, di 4\5 regioni in particolare da quelli di tutto il resto d'italia.
Da qualche giorno sono coordinatore unita di crisi per covid19 in una asl di roma per la determinazione delle uscar regione lazio. Per questo motivo, tra una video conferenza e l'altra, con i sommi capi nazionali, sono riempito di numeri da valutare per capire come e dove agire nel mio territorio di competenza.
Sono giunto alla conclusione la prima impressione che avevo avuto è giusta, in lombardia (e di conseguenza nelle regioni limitrofe) sono successe una serie di cose, qualcuna per colpa nostra, qualcuna perche' è stata la prima regione colpita (ben prima di quei casi di febbraio) che hanno fatto sviluppare la pandemia a livelli che non si registrano quasi in nessuna altra parte del mondo. Il resto d'italia ha numeri, abbastanza, simili alla germania ed a altre nazioni meno colpite. Nel lazio, in particolare, i nuovi casi sono ormai, quasi tutti provenienti da strutture sanitarie e familiari, poiche' circa il 40% delle persone lavorano e l'altro 60 gira e rigira nei supermercati, nelle ferramenta etcetc... questo fa pensare che con le adeguate accortezze, mascherina in primis, una eventuale riapertura non provocherebbe il disastro che tanti annunciano.
Il grande problema, a mio parere e non solo, sono i mezzi pubblici, non tanto i luoghi di lavoro dove con mascherine e distanze rispettate il virus di certo non sparira' ma sara molto, molto, limitato. Molta attenzione si dovra fare sui sanitari, sperando che siano dotato di adeguati DPI, perche' il problema lombardo è nato in massima parte negli ospedali e nelle case di riposo.
Per quanto riguarda le riaperture sembra ormai che si vada (finalmente) per zone e non per il liberatutti generale.
Pienamente d'accordo specie sulla parte evidenziata del messaggio.
Sul resto, posso dire che a Roma avete un vantaggio gigantesco rispetto al resto d'Italia: una quantità di impiegati statali enorme. Quelli possono quasi tutti lavorare da casa o comunque scaglionati (oggi in ufficio io, domani tu, dopodomani lui...). Tra l'altro moltissimi uffici pubblici a Roma sono in palazzi storici con stanzette piccole che facilitano la separazione delle persone. Questo ridurrà tantissimo il traffico e l'uso dei mezzi pubblici. Turisti, ancora per un pò, ce ne saranno pochi e anche questo ridurrà la pressione sulla metro e i bus. Se le scuole restano chiuse, il problema mezzi è ulteriormente ridimensionato. Se infine adottassero un'apertura scaglionata degli uffici in modo che non ci sia una ora di punta clamorosamente affollata, sarebeb fatta. Ma questo potevano farlo anche prima quindi se non lo fanno si vede che è difficile.
Dove ci sono fabbriche e fabbrichette, ossia praticamente tutto il martoriato nord, la situazione è molto più complicata. Se poi pensi che gli uffici spesso sono ricavati in capannoni o sono opera di architetti che hanno fatto del maledetto open space un must, il rischio esiste anche solo ad avere in ufficio 3 persone.
Quindi predico che il ritorno di fiamma ci sarà al nord, il centrosud rischia molto meno, almeno fino a quando i lavoratori del sud tornati al nord a lavorare non riscenderanno al sud per le vacanze, Lì sarà il vero rischio. Perchè l'estate NON salta. Scommettiamo?
Su quello che leggevo prima, del perchè molte aziende non han mai voluto applicare lo smartworking, secondo me i timori sono essenzialmente 3:
1) la sicurezza. Adesso è passato tutto in cavalleria per forza dicose, ma il timore che qualche segreto industriale possa essere rubato da un pc poco protetto è molto sentito, e visto il numero di attacchi hacker che subiscono le imprese italiane, tutt'altro che remoto
2) i costi. Per ridurre il rischio 1), il lavoratore non dovrebbe usare il suo pc, che potrebbe essere infettato dai peggiori virus ma un pc blindato fornito dalla ditta. Ma alle imprese nessuno lo regala. E manutenere un numero doppio di pezzi hw costa di più.
3) un pò la volontà di controllare direttamente i lavoratori, un pò la voglia di sfruttare le opportunità creative del team di lavoro. Stare da soli è più alienante e lo vediamo, lavorare gomito a gomito aiuta la creatività e fa competere tra loro le persone.