"quando si confondono il rischio più alto e le attività a rischio più basso, diciamo alle persone che non importa cosa fanno"
Preso dall'articolo, questa cosa è fondamentale e fa il paio, dal mio punto di vista, dal passaggio dalla divisione del territorio italiano tra zone rosse, arancioni e bianche a tutto arancione scuro.
I sistemi politico-economici, praticamente tutti (Cina compresa - su Cuba e Vietnam andrebbero fatti discorsi a parte ma sono realtà molto particolari), che governano il mondo, sono incapaci di dare risposte complesse, articolate e di alto profilo su questioni che riguardano la tutela della salute pubblica, intendendo per salute l'aspetto generale dell'individuo, quindi non solo salute fisica ma anche mentale, in maniera equilibrata, sapendo dosare e compenetrare i diversi aspetti, sia sull'individuo che sulle comunità. E non sono in grado perché sostanzialmente sono sistemi che devono veicolare le energie verso altri obbiettivi, spesso contrapposti a quelli della salute pubblica. E la scienza non è neutra, la scienza viene messa al servizio del sistema. L'anti-scientismo (come il complottismo) dilagante è lo scoppio della contraddizione a destra, in senso reazionario. Con il duplice scopo di Spuntare le armi contro il sistema e di gettare discredito a qualunque visione alternativa al sistema, bollandola come irrazionale, isterica, antiscientifica.