Forza cippolo e orchetto.
Lo so che il senso di "tradimento" in situazioni come quelle è forte, è che
1) è in situazioni come questa pandemia che si vede di cosa veramente sono fatte le persone, anche quelle che si crede di conoscere molto bene (il loro egoismo, se sono ****sotto o coraggiosi, ecc.)
2) la mente umana fa strani scherzi. Il timore dello stigma sociale, il pensiero di essere additati come untori immondi, la vergogna di non essersi saputo proteggere, il pensiero che tanto non sarai positivo... chissà cosa scatta nella testa del sospetto positivo e lo spinge a non avvisare altri.
E' deprimente ma è così, c'è poco da fare adesso. A bocce ferme quando tutto sarà passato potrete parlarne con i diretti interessati, cercare di capire perchè non hanno avvisato. Adesso ormai è successo, potete solo attendere. Coraggio.
Per tutti, visto che non si può contare sul senso civico e sull'amicizia degli altri, neppure di chi si pensava fosse affidabile, il mio suggerimento è di adottare tutte le precauzioni possibili. Non è corretto dire come fa cippolo "avrei usato più precauzioni ancora". Bisogna mettersi in sicurezza alpunto che sia indifferente il fatto che chi hai accanto ti avvisi o no. Tu devi aver già fatto tutto quello che potevi per non infettarti. Così se anche il tuo collega è positivo e non te lo dice, non ti cambia nulla.
In questa fase, fino a prova contraria chiunque abbiamo accanto va considerato un positivo. Soprattutto a Milano e zone rosse, ma anche nelle regioni gialle la prudenza paga.
Concludo con una domanda: qualcuno conosce di persona falco67 e può sentire come sta? Non si fa vivo da giorni e sono un pò preoccupata.