Citazione di: Splash il 15 Lug 2022, 10:33
Mannaggia pero` DJ posta articoli interessanti e offre pure la sua interpretazione (che a me sembra molto interessante, anche se a volte forse troppo russocentrica per i miei gusti, ma magari ha ragione lui) e poi si vede replicare con cavolate come questa oppure post in cui gli viene spiegato chi e` l`aggressore.
Se non si ha niente di intelligente da scrivere, si puo` pure evitare di rispondere, eh. (come avrei potuto fare pure io, non scrivendo questo post)
in questo 3d ci sono 250/300 miei post, se vuoi puoi andarne a rivedere qualcuno.
non a caso ho scritto a DJ "
come sai", perché ne abbiamo discusso a lungo, c'è un pregresso, per cui sarebbe stato pleonastico ripetere molti concetti che ci vedono d'accordo e tutti gli altri che invece ci dividono.
adesso sono in una fase di lavoro selvaggio, ma ti faccio un riassunto del francesco-pensiero, auspicando che tu non lo ritenga troppo scemo per i tuoi elevati standard.
la russia è una potenza regionale, con ambizioni da potenza globale.
questo la pone per forza in uno stato di frizione carsica con il più grande impero (pur se informale) che la storia abbia conosciuto: l'
impero americano.
l'impero americano sta espandendo da decenni la propria zona di influenza in quello che per la russia è il giardino di casa.
la
politica energetica (vedi germania in particolar modo) e l'intensa attività di lobbying (vedi movimento 5 stelle e lega in italia, le pen in francia, schroeder in germania etc, ma anche l'utilizzo delle ong per la promozione della "rivoluzione green") hanno cercato di arginare gli usa in europa, con successi altalenanti.
l'impero americano ha cercato di
attrarre anche l'ucraina nell'orbita di influenza, riuscendoci.
un po' per il soft power che l'america continua ad esercitare, un po' perché gli attori più piccoli preferiscono sempre l'impero più lontano a quello più vicino, dato che la possibilità di intervento militare contrario sono inversamente proporzionali alla distanza (è certamente un'approssimazione).
gli sforzi del
presidente wilson a versailles e successivamente per lo sviluppo del dialogo e del multilateralismo e l'
abbandono della "
politica di potenza" e delle "
zone di influenza" sono stati senza dubbio velleitari, visto che più di 100 anni dopo sia gli usa che la russia, ma anche la cina e altre potenze regionali come la turchia o il brasile, ragionano su questi canoni.
la russia ritiene di non poter perdere influenza sull'ucraina e tantomeno vuole cedere uno dei pochi punti attraverso i quali può essere invasa (qui siamo alla geografia che incontra la politica) e quindi l'ha invasa.
gli usa ne hanno approfittato per far diventare
il baltico un lago nato e, con una tattica che io considero molto spericolata, ha deciso di fare i conti con la russia prima di affrontare la cina: l'obiettivo è dissanguare la russia sul terreno con la più classica delle proxy war, in pieno stile guerra fredda.
senza farla troppo lunga:
non siamo in presenza di uno scontro tra bene e male, tra democrazia e autocrazia, tra libertà e schiavitù.
è una guerra tra un impero che è tale e una potenza regionale con aspirazioni imperiali.
il realismo che invoca DJ è di corto respiro.
se gli usa cederanno pian piano la russia amplierà la propria influenza sull'europa.
quindi io sono contrario ad una politica di appeasement e a una riedizione del mussoliniano "peso determinante" del periodo 1936-38.
va meglio?