Guerra in Medio Oriente

Aperto da anderz, 03 Ago 2016, 19:52

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Warp

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la democrazia ai tempi del colera

mr_steed

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Per il terzo giorno consecutivo l'esercito israeliano apre il fuoco sui civili in attesa di aiuti umanitari al valico di Rafah. Per l'Idf si tratta di persone «sospette»

https://www.open.online/2025/06/03/gaza-spari-centro-distribuzione-aiuti-morti-feriti/

sharp

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oramai quando ammazzano i neonati nelle culle, te dicono che sembravano attivisti di hamas

FatDanny

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https://x.com/stebaraz/status/1930212792969072738

Il figlio di Liliana Segre.
Non serve aggiungere altro se non che difficilmente la mela casca distante dall'albero

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Warp

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Lo Stato terrorista di Israele spara per il terzo giorno consecutivo sui civili in fila per il (poco) cibo che i suoi kapò consegnano. Per l'ennesima volta prima nega, poi incolpa Hamas, poi ammette la carneficina. A Gaza è Marzabotto tutti i giorni. Israele nuovo III Reich

(A. Robecchi)

gae12

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Gente pacifica non solo a Gaza:

https://www.youtube.com/shorts/01IwU1VGdMo :D

Non so se lo avete già visto essendo un vecchio video. La condanna nel parlamento irlandese da parte di un Politico. Un discorso che mi fece emozionare.
https://www.youtube.com/watch?v=H21edCN3Q7c


mr_steed

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Gaza, un anno e mezzo di distruzione vista dai satelliti
Le immagini della Striscia dallo spazio mostrano la distruzione del 90% delle strutture edilizie


https://www.ilsole24ore.com/art/gaza-anno-e-mezzo-distruzione-vista-satelliti-AHLQA64

[...]Il sistema sanitario è stato praticamente cancellato. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il 94% degli ospedali è stato colpito. Il 30 maggio 2025, l'ospedale Al-Awda, l'ultimo operativo nel nord di Gaza, è stato evacuato dopo due settimane di assedio. Colpiti anche il Kamal Adwan a Beit Lahia, il complesso medico Indonesiano a Jabalia e diverse cliniche mobili.[...]

gae12

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Citazione di: mr_steed il 05 Giu 2025, 12:35
Gaza, un anno e mezzo di distruzione vista dai satelliti
Le immagini della Striscia dallo spazio mostrano la distruzione del 90% delle strutture edilizie


https://www.ilsole24ore.com/art/gaza-anno-e-mezzo-distruzione-vista-satelliti-AHLQA64

[...]Il sistema sanitario è stato praticamente cancellato. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il 94% degli ospedali è stato colpito. Il 30 maggio 2025, l'ospedale Al-Awda, l'ultimo operativo nel nord di Gaza, è stato evacuato dopo due settimane di assedio. Colpiti anche il Kamal Adwan a Beit Lahia, il complesso medico Indonesiano a Jabalia e diverse cliniche mobili.[...]

I satelliti in questione sono antis3miti :)


In USA monta la polemica contro AIPAC. Ormai è  palese chi tira i fili della politica a stelle e strisce a colpi di mazzette.

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Lativm88

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No, non bisogna cadere nel tranello di pensare che sia Israele a guidare gli Usa. È il contrario.

Gli usa potrebbero terminare con una telefonata il genocidio semplicemente dicendo "fermi o iron dome smette di andare".

Credere che sia Israele ad avere le carte in mano è un errore che: da un lato assolve gli USa dalla loro colpa storica di quanto sta avvenendo lì e dà adito a delle strampalate idee sugli israeliani che comandano tutto (vedi ebrei) in una pericolosa ricaduta stavolta veramente anti.se.mita.

Lo stato coloniale di Israele era funzionale agli interessi dell'impero britannico prima e dell'impero usa dopo (che ne ha ereditato le funzioni) lì nella regione. Questo fatto salvo il discorso emozionale e parallelo post olocausto che si era deciso di fare pagare agli abitanti autoctoni della regione le colpe delle persecuzioni vecchie di secoli (tra l'altro meno accentuate nel mondo islamico rispetto a quello occidentale) basandosi su un testo sacro solo per alcuni.
Ed eccoci qua.


Sicuramente la lobby israeliana gode di particolare favore perché non è designata come agenzia straniera, ma nel caso gli interessi americani dovessero mai mutare sono abbastanza certo che ci metterebbero poco a sbarazzarsene.

gae12

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Citazione di: Lativm88 il 05 Giu 2025, 15:35
No, non bisogna cadere nel tranello di pensare che sia Israele a guidare gli Usa. È il contrario.

Gli usa potrebbero terminare con una telefonata il genocidio semplicemente dicendo "fermi o iron dome smette di andare".

Credere che sia Israele ad avere le carte in mano è un errore che: da un lato assolve gli USa dalla loro colpa storica di quanto sta avvenendo lì e dà adito a delle strampalate idee sugli israeliani che comandano tutto (vedi ebrei) in una pericolosa ricaduta stavolta veramente anti.se.mita.

Lo stato coloniale di Israele era funzionale agli interessi dell'impero britannico prima e dell'impero usa dopo (che ne ha ereditato le funzioni) lì nella regione. Questo fatto salvo il discorso emozionale e parallelo post olocausto che si era deciso di fare pagare agli abitanti autoctoni della regione le colpe delle persecuzioni vecchie di secoli (tra l'altro meno accentuate nel mondo islamico rispetto a quello occidentale) basandosi su un testo sacro solo per alcuni.
Ed eccoci qua.


Sicuramente la lobby israeliana gode di particolare favore perché non è designata come agenzia straniera, ma nel caso gli interessi americani dovessero mai mutare sono abbastanza certo che ci metterebbero poco a sbarazzarsene.

Se finanziano le campagne elettorali di quasi tutti i membri del congresso dimmi tu chi controlla e chi è il controllato?
https://www.youtube.com/watch?v=74ZA-GdeQP4

Warp

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Gaza e il dispositivo dell'auto-assoluzione nella democrazia dello spettacolo

di Pasquale Liguori

C'è una scena da teatro dell'assurdo che si consumerà il 7 giugno, in pieno centro a Roma. Una manifestazione "per Gaza", a distanza di venti mesi da quel 7 ottobre che ha aperto le porte dell'inferno, e a distanza di oltre cinquantamila morti palestinesi (cifra tragicamente sottostimata). Una manifestazione organizzata dalle principali opposizioni politiche italiane che, in parte significativa e per tutto questo tempo, hanno balbettato, eluso, tergiversato. Una piazza tardiva, ipocrita, disarmata, che puzza di sapone: è il grande lavacro collettivo della coscienza occidentale.

Sia chiaro, ben distinguendo la partecipazione dalla organizzazione: in piazza ci saranno anche donne e uomini genuinamente indignati, che da mesi si battono contro il genocidio in atto. Ma sul palco - ed è qui che si consuma lo scandalo - saliranno soggetti che quel genocidio lo hanno coperto con l'ambiguità, con l'equidistanza, con il silenzio. Soggetti che, in questi mesi, si sono ben guardati dal partecipare alle centinaia di iniziative genuine, radicali che hanno invaso strade, piazze, università. Presidi, assemblee, accampamenti e cortei repressi a suon di denunce e manganelli - quando non apertamente criminalizzati. E non di rado erano proprio loro, quelli che il 7 giugno prenderanno il microfono, a condannare e dissociarsi da quelle lotte.

E allora eccoci qui: la voce a chi ha taciuto, il palco a chi ha rinnegato. Una farsa che si presenta come giustizia, ma è solo il gesto finale di una lunga catena di ipocrisie. Una messa in scena di coscienze riciclate.

Questa manifestazione non denuncia il genocidio: lo metabolizza. Non si oppone alla guerra: la digerisce. È la manifestazione dell'occidentale pulito che finalmente si sente abbastanza sicuro da poter dire "adesso basta", quando tutto è già stato fatto. È il punto d'arrivo di un processo di decantazione del crimine, che trasforma l'orrore in occasione mediatica e moraleggiante, una sorta di penitenza pubblica a costo zero.

Come siamo arrivati a questo punto? La risposta sta nella logica perversa della democrazia liberale in decomposizione, che non si fonda sulla verità, ma sulla simulazione del dibattito. Qui non si prende posizione: si rappresenta la posizione. Non si compie un atto di solidarietà - si firma la comparsa a una funzione liturgica laica che serve solo a ripulire le mani insanguinate del silenzio.

Per mesi, questi stessi partiti - PD, sinistra da salotto - hanno giustificato, assecondato il "diritto all'autodifesa" di Israele. Mai si sono distinti in pratiche politiche eclatanti, efficaci contro il blocco umanitario, le tonnellate di bombe quotidiane, l'uso di armi al fosforo, sulle fosse comuni nei cortili degli ospedali. Adesso, che Gaza è ridotta a polvere, si chiamano le masse al gesto purificatore.

La piattaforma della manifestazione non pronuncia nemmeno la parola genocidio. E tuttavia tra gli invitati c'è Rula Jebreal, autrice di un libro intitolato proprio "Genocidio". Un esercizio di contorsionismo verbale degno di una tragedia beckettiana. Accanto a lei, Gad Lerner, che - va ricordato - ha contribuito alla narrativa infamante degli "stupri di massa" del 7 ottobre: una menzogna mai verificata, ma utile per far passare l'immagine del palestinese infoiato, animalesco, incompatibile con la civiltà: il colonialismo dei corpi riformulato in versione mediatica.

Questa non è una piazza di opposizione. È una piazza di recupero simbolico. Gaza diventa oggi - solo oggi - una leva per costruire opposizione politica interna, per tentare disperatamente di far fronte a un governo fascista contro cui non si è riusciti a produrre alcuna resistenza politica reale. E allora Gaza diventa lo strumento, il paravento, il simulacro. Il lutto altrui viene cooptato per riempire il vuoto di strategia, di visione, di lotta.

Come avrebbe detto Gramsci, "la crisi consiste proprio nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere". Ma qui non nasce nulla. Qui si ricicla. Qui si prende in prestito la morte dell'altro per certificare un'identità che non c'è più. È l'intellettuale organico al vuoto, l'oppositore senza opposizione, che si aggrappa a Gaza per colmare l'irrilevanza.

Foucault ci ha insegnato che il potere non reprime soltanto: produce soggettività, seleziona discorsi, distribuisce visibilità. E questa manifestazione è esattamente ciò: un dispositivo di gestione del dissenso, un contenitore sicuro dove confinare l'indignazione, neutralizzarla, e rispedirla in forma sterilizzata nei circuiti della democrazia-spettacolo.

In questa piazza si celebra il potere dell'autoassoluzione. Non si accusa Israele col suo progetto sionista, si salva l'occidente. Non si dà voce alla resistenza palestinese, la si elude!, per dar sfogo al rimorso. Gaza viene ridotta a sfondo, a cornice, a paesaggio tragico su cui rimettere in scena la commedia dell'impegno civile liberal, europeo. Il lutto non è più un fatto politico, ma una performance morale.

Che dire, infine, di chi ha protestato fin dal primo giorno? Di chi ha parlato di genocidio, apartheid, pulizia etnica, quando ancora non era "accettabile" dirlo? Di chi ha portato in piazza la parola resistenza quando le televisioni parlavano solo di "terrorismo"? Alcuni saranno presenti, forse, tenuti a bada dal vergognoso "servizio d'ordine" predisposto dai leader organizzatori. Una neo-polizia per l'occasione, a tutela e sicurezza del grande spettacolo della riabilitazione occidentale? Altra feature antropologicamente ridicola, socio-politicamente [...] di questo evento, all'indomani del decreto governativo appena divenuto legge e così apparentemente osteggiato dalle stesse "opposizioni".

Eppure, non è solo la viltà ad aver generato questa piazza. È l'astuzia. È l'opportunismo di un ceto politico morente, che per rimanere rilevante prende in ostaggio Gaza. Ma la verità è che Gaza non ha bisogno di queste voci. Gaza non è un trampolino per rientrare in gioco.

Cosa resterà? Nulla. Non una svolta, non una rottura reale. Solo fotografie in posa, dichiarazioni inette, e l'illusione di aver fatto la propria parte.

I libri di storia non riporteranno il 7 giugno di Roma, nemmeno in una nota a piè di pagina. Non lascerà traccia, se non quella di un alito maleodorante, svanito in fretta come tutte le ipocrisie che si compiono in nome del bene ma solo quando è tardi, troppo tardi.

Gaza è e sarà l'accusa vivente contro chi ha taciuto.

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Intanto a Gaza l'esercito dello stato ebraico continua tranquillamente e impunemente a compiere crimini contro l'umanità:



Spari contro la fame: la CNN documenta le uccisioni nei centri aiuti a Gaza
     
di redazione | 5 Giu 2025 | In evidenza, Medioriente

Tra il 27 maggio e il 3 giugno 2025, oltre 100 civili palestinesi sono stati uccisi e centinaia feriti mentre cercavano disperatamente cibo nei centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un'organizzazione sostenuta da Israele e Stati Uniti. Secondo un'inchiesta della CNN, basata su testimonianze, video e analisi forensi, le forze israeliane avrebbero aperto il fuoco sui civili affamati, contraddicendo le dichiarazioni ufficiali che parlavano di "colpi di avvertimento" o di responsabilità di Hamas.

Tra il 27 maggio e il 3 giugno, oltre 100 palestinesi sono stati uccisi e centinaia feriti in diversi episodi simili, in particolare a Gaza City, Deir al-Balah e Rafah. Video geolocalizzati, testimonianze dirette e analisi di esperti indipendenti indicano chiaramente che molti dei colpi mortali sono partiti da torrette militari israeliane o da posizioni in prossimità dei checkpoint.

Uno degli episodi più drammatici si è verificato il 1° giugno a Rafah: almeno 32 persone sono morte mentre aspettavano di ricevere razioni alimentari. Le immagini mostrano corpi a terra, confusione e panico. La CNN ha intervistato testimoni oculari che parlano di colpi improvvisi, esplosi mentre le persone stavano solo aspettando farina e riso. Nessuna prova conferma la presenza di miliziani o armi tra la folla, come affermato invece dall'esercito israeliano.

In un altro caso, il 29 maggio a Deir al-Balah, testimoni raccontano di proiettili sparati direttamente contro i civili che si erano radunati dopo ore di attesa. La CNN ha analizzato i fori dei proiettili e consultato esperti forensi: in base alla traiettoria, i colpi sarebbero stati sparati da torri israeliane di sorveglianza a meno di 300 metri dal luogo della distribuzione.

L'esercito israeliano ha dichiarato che i soldati avrebbero risposto a "minacce" o "disordini" durante le distribuzioni. Tuttavia, l'indagine mostra come le vittime fossero per lo più civili disarmati: anziani, bambini, donne. La stessa GHF non ha fornito spiegazioni plausibili sulla mancata protezione dei beneficiari e ha limitato l'accesso ai luoghi degli incidenti, impedendo verifiche indipendenti.

Il contesto è drammatico. Con oltre 50.000 morti dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023 e il collasso dei servizi umanitari, Gaza è al limite della carestia. Dopo l'espulsione dell'UNRWA e la paralisi delle agenzie ONU, la distribuzione degli aiuti è passata alla GHF, un ente controverso che opera in stretta collaborazione con l'esercito israeliano e contractor armati.

La gestione della GHF ha sollevato numerose critiche. Il sistema si basa su app di tracciamento, accessi filtrati e luoghi di distribuzione isolati, senza garanzie di sicurezza per i civili. Amnesty International e Human Rights Watch parlano di "militarizzazione dell'assistenza" e di violazioni del diritto internazionale umanitario.

Il governo israeliano ha negato ogni responsabilità, affermando che i soldati avrebbero solo "sparato in aria" o risposto a minacce imminenti. Ma secondo le prove raccolte dalla CNN, molti colpi erano diretti, a distanza ravvicinata, e non ci sono elementi concreti che giustifichino un attacco armato. Al contrario, si delinea un modello ripetuto: folle affamate, ammassate in attesa degli aiuti, colpite all'improvviso.

L'inchiesta mette sotto accusa anche il ruolo degli Stati Uniti. Washington continua a fornire sostegno militare e politico a Israele, pur ribadendo il proprio impegno umanitario. In pratica, però, il meccanismo messo in piedi – che affida a Israele il controllo completo degli aiuti – si è rivelato letale. Fonti interne all'amministrazione Trump, citate in forma anonima, ammettono che la situazione è "insostenibile", ma non sembrano imminenti cambi di rotta.

L'ONU ha espresso "profonda preoccupazione" e ha chiesto un'indagine indipendente. Alcuni paesi europei – tra cui Spagna e Irlanda – stanno valutando sanzioni o la sospensione di accordi militari. Ma a oggi, nessun organismo internazionale ha avviato un'azione concreta per proteggere i civili nei centri di aiuto.

Nel frattempo, a Gaza, le famiglie continuano a dover scegliere tra la fame e il rischio di morire sotto i colpi mentre cercano del pane. "Siamo trattati come bersagli – ha detto un sopravvissuto a Rafah – Non è guerra, è sterminio. E il mondo guarda".

https://pagineesteri.it/2025/06/05/medioriente/spari-contro-la-fame-la-cnn-documenta-le-uccisioni-nei-centri-aiuti-a-gaza/

MisterFaro

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Citazione di: Warp il 06 Giu 2025, 11:48
Gaza e il dispositivo dell'auto-assoluzione nella democrazia dello spettacolo

di Pasquale Liguori

C'è una scena da teatro dell'assurdo che si consumerà il 7 giugno, in pieno centro a Roma. Una manifestazione "per Gaza", a distanza di venti mesi da quel 7 ottobre che ha aperto le porte dell'inferno, e a distanza di oltre cinquantamila morti palestinesi (cifra tragicamente sottostimata). Una manifestazione organizzata dalle principali opposizioni politiche italiane che, in parte significativa e per tutto questo tempo, hanno balbettato, eluso, tergiversato. Una piazza tardiva, ipocrita, disarmata, che puzza di sapone: è il grande lavacro collettivo della coscienza occidentale.

...

Leggo
"I partiti di Pd, Avs e M5S, fautori della manifestazione nazionale, intendono chiedere
"la fine del massacro e dei crimini del governo Netanyahu a Gaza"
si legge nel manifesto della mobilitazione"


A parte che due partiti su tre hanno subito avuto posizioni nette di condanna verso lo sterminio dei Palestinesi da parte del governaccio netanyahu, l'invito a non partecipare mi sembra come l'invito a non andare a votare ai referendum perché alcune delle leggi da abrogare furono emanate dal governuccio renzi.

Tafazzismo dannoso ed elitario?

Warp

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Citazione di: MisterFaro il 07 Giu 2025, 10:51
Leggo
"I partiti di Pd, Avs e M5S, fautori della manifestazione nazionale, intendono chiedere
"la fine del massacro e dei crimini del governo Netanyahu a Gaza"
si legge nel manifesto della mobilitazione"


A parte che due partiti su tre hanno subito avuto posizioni nette di condanna verso lo sterminio dei Palestinesi da parte del governaccio netanyahu, l'invito a non partecipare mi sembra come l'invito a non andare a votare ai referendum perché alcune delle leggi da abrogare furono emanate dal governuccio renzi.

Tafazzismo dannoso ed elitario?

fosse stata una manifestazione promossa da 5S e AVS assolutamente no.Sarebbe stata da sostenere senza se e senza ma. MA siccome dentro ci stanno pure quelli che contemporaneamente stanno in piazza con renzi e calenda, che incontrano lobby israeliane a brussel allora andare a fare la comparsa nello spottone-kolossal del pd sulla pelle dei palestinesi anche no.
Oppure uno ci va ma stando ben lontano dai rappresentanti e dalle bandiere di quella accolita (chiamarla partito sarebbe esagerato) di opportunisti e guerrafondai.

mr_steed

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«Nazista, ti facciamo saltare in aria», le minacce su Instagram al presidente della Puglia Emiliano dopo lo stop a Israele.

Due messaggi privati arrivati da un profilo anonimo hanno preso di mira il governatore pugliese. L'ex magistrato ha denunciato in Questura: perché le minacce sono prese molto sul serio


https://www.open.online/2025/06/08/puglia-michele-emikliano-minacce-dopo-stop-israele/


Lativm88

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Un giorno tutti fingeranno di essere stati contrari al genocidio palestinese.

mr_steed

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Israele ferma la Freedom Flotilla con gli aiuti per Gaza: «Lo spettacolo dello "yacht dei selfie" è finito» – Il video

A bordo 12 attivisti propal tra cui Greta Thunberg e l'attore Liam Cunningham. Secondo Francesca Albanese si tratta di un'intercettazione illegale

https://www.open.online/2025/06/09/israele-yacht-madleen-freedom-flotilla-video/

[...] Alle 3,02 ora italiana, la nave è stata «abbordata illegalmente, il suo equipaggio civile disarmato è stato rapito e il suo carico salvavita, tra cui latte in polvere, cibo e forniture mediche, confiscato», si legge in una nota. «Israele non ha l'autorità legale per trattenere i volontari internazionali a bordo della Madleen», ha dichiarato Huwaida Arraf, organizzatrice della Freedom Flotilla. «Questi volontari non sono soggetti alla giurisdizione israeliana e non possono essere criminalizzati per aver fornito aiuti o contestato un blocco illegale: la loro detenzione è arbitraria, illegale e deve cessare immediatamente».

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nestorburma

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piccola reazione della GB contro la feccia nazista che guida israele:



Antonello Guerrera per repubblica.it - Estratti


Linea dura del Regno Unito e di altri Paesi contro Israele, che continua l'offensiva a Gaza. Come comunica il Foreign Office, Londra ha imposto sanzioni ai ministri del governo israeliano Itamar Ben-Gvir (Sicurezza Nazionale) e Bezalel Smotrich (Finanze), "in risposta ai loro ripetuti incitamenti alla violenza contro le comunità palestinesi". Misure decise con Australia, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia (e condannate invece dagli Usa), per «contrastare coloro che inneggiano all'odio» e per chiedere «un'azione immediata contro i coloni estremisti».

Le sanzioni prevedono il divieto di ingresso nel Regno Unito e il congelamento di asset e investimenti sul suolo britannico legati a Ben-Gvir e Smotrich, due esponenti di estrema destra del governo di Benjamin Netanyahu. Entrambi coloni nei territori occupati in Cisgiordania, la loro presenza è cruciale per l'esistenza dell'esecutivo e, come già il premier, sono nel mirino della Corte Penale Internazionale.

Immediata la reazione di Israele. Non quella di Netanyahu, che sarebbe stato informato preventivamente dagli alleati occidentali e che ieri è rimasto in silenzio.
A parlare è stato innanzitutto lo stesso Smotrich. Che, durante l'inaugurazione di una nuova colonia israeliana in Cisgiordania, ha espresso «disgusto» per le sanzioni: "Continueremo a costruire".

Secondo Londra, Ben-Gvir e Smotrich sono responsabili "di aver compiuto, incitato, promosso e/o sostenuto attività che costituiscono una grave violazione del diritto delle persone a non essere sottoposte a trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti, in particolare atti di aggressione e violenza contro palestinesi in Cisgiordania".

Si tratta di una mossa simbolica ma di grande peso specifico da parte di Londra e alleati. Nelle scorse settimane, Smotrich ha fatto campagna contro gli aiuti a Gaza ("non dovrà passare neanche un chicco di grano"), e in passato ha negato l'esistenza dei palestinesi come popolo e invocato la "totale distruzione" della Striscia. Mentre Ben-Gvir ha un lungo curriculum di azioni anti-arabe, ha invocato la cacciata di tutti i palestinesi dalla Striscia ed è pluricondannato per incitamento al razzismo e per il suo sostegno a organizzazioni terroristiche ebraiche come il partito Kach, ora illegale.

Warp

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israele è uno stato criminale retto da una banda di corrotti assassini fanatici religiosi tutto il resto sionismo e antisionismo semitismo e antisemitismo sono solo bucchini ai cammelli.

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