Il passo di San Paolo, nella sua interezza, esprime ben altro.
"[21]Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
[22]Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; [23]il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. [24]E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
[25]E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, [26]per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, [27]al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata. [28]Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. [29]Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, [30]poiché siamo membra del suo corpo. [31]Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. [32]Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! [33]Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito. "
Questo, in un contesto classico, in cui le mogli erano serve, era un ENORME passo avanti. Amarsi l'un l'altro, essere sottomessi vicendevolmente, era un passo decisivo. Ricordo che in Grecia antica la donna era del tutto ind-egna dell'amore del marito, che le vere relazioni sentimentali erano tra gli adulti e i ragazzini.
Invece San Paolo pone i coniugi in pari dignità (essere sottomessi "gli uni agli altri"), ne differenzia i ruoli. Tenendo conto del contesto del tempo dire che un marito deve "DARE SE STESSO" come Cristo per la Chiesa (Cristo è MORTO per la Chiesa) era una rivoluzione.