Citazione di: Zanzalf il 22 Set 2015, 17:27
Però Danny a volte ti riferisci al capitalismo come sistema e a volte a certi suoi protagonisti.
E cosa ci sarebbe di sbagliato?
Il capitalismo è un sistema complessivo che si organizza sulla base degli interessi e le necessità dei suoi protagonisti.
Dirò di più rispetto a ieri: non solo il benessere generale è attribuibile più alle forze antagoniste al capitale che al capitale stesso, ma la stessa meccanizzazione della manifattura, quindi il progresso tecnico e tecnologico, è un processo dovuto al conflitto di classe, in termini di reazione alle resistenze operaie, più che ad un motu proprio di impresa.
Come ben descriveva il dott. Andrew Ure, membro di alcune commissioni del governo inglese in materia d'industria a metà dell'800, la progressiva sostituzione degli operai con delle macchine permette di sostituire la domanda di lavoro qualificata con lavoro generico e di semplice controllo, eseguibile "anche da un fanciullo", presso una macchina che non conosce insubordinazione.
"
la debolezza della natura umana è tale che più l'operaio è abile, più diviene esigente e intrattabile, e di conseguenza meno adatto ad un sistema meccanizzato, al cui insieme le sue bizzarrie possono arrecare un danno considerevole. il grande obiettivo dell'odierno padrone di maniufatture è dunque di combinare la scienza con i suoi capitali in modo da ridurre il compito dei suoi operai all'esercizio della loro vigilanza e della loro prontezza [...] lo scopo costante e la tendenza di ogni perfezionamento nel processo di meccanizzazione è in effetti di fare a meno interamente del lavoro dell'uomo o di diminuirne il prezzo, sostituendo le prestazioni delle donne e dei fanciulli a quelle dell'operaio adulto, o anche il lavoro di operai non altamente qualificato a quello di abili artigiani"
Altro che benessere diffuso, l'accumulazione del capitale è la scienza della produzione della miseria!
Lo affermano e lo praticano i suoi stessi protagonisti.
E', come diceva qualche pagina fa Mister Opale, nella dialettica antagonista tra le due classi che si produce il benessere, non nell'accumulazione del capitale di per sé.
Citazione di: Rorschach il 22 Set 2015, 17:41
Però il FATTO che il rischio d'impresa debba avere una sua remunerazione è la condizione essenziale per il progresso sociale, ferma restando la necessità di un contesto regolamentato che ne gestisca gli estremi e tuteli le fasce deboli.
Senza questo lo stimolo a migliorare producendo VALORE si arresta inevitabilmente, arrivando all'appiattimento / decadenza sociale.
il "rischio d'impresa" vale per chi?
Io sono convinto che per un reds valga eccome. Ma possiamo generalizzare questo concetto nel capitalismo contemporaneo, caratterizzato più che da imprese personali/familiari da Srl e SpA?
Davvero pensiamo che valga il rischio d'impresa per la Fiat? O per Unicredit? o anche solo per la Gentilini?
Sicuramente va remunerata l'idea d'impresa, così come quei lavori che all'interno di un'impresa sono più essenziali di altri.
Sicuramente la libera iniziativa (individuale e collettiva) è essenziale per mantenere uno stimolo al miglioramento (individuale e collettivo).
Ma questi concetti non sono in alcun modo dipendenti dal sistema di accumulazione capitalistico, il quale è semplicemente una forma storica attraverso cui questi concetti si sono dati. Una forma storica, non LA forma storica assoluta (accostamento, quello tra "storico" e "assoluto", che è già di per se un paradosso).