Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari

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Online mazzok

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Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« il: 28 Ago 2020, 17:51 »
fra poco saremo chiamati a votare per approvare o meno la legge costituzionale che prevede la riduzione di circa un terzo dei parlamentari. Legge che non è passata al voto delle camere.
Visto che c'è un sostanziale silenzio sull'argomento vorrei approfittare di questo spazio per considerazioni e riflessioni sparse oltre a poter inserire contributi rilevanti.
Personalmente il motivo principale della riforma, vale a dire il risparmio economico, convince poco. Sotto quindi a chi ha le idee chiare, sia a favore che contro per postarle qui e farci capire pro e contro delle due scelte.


favorisco un link qualunque per alcune informazioni di base sull'argomento:
https://www.tp24.it/2020/08/23/cittadinanza/quello-che-c-e-da-sapere-sul-referendum-sul-taglio-dei-parlamentari/153371


Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #1 il: 28 Ago 2020, 18:16 »
Il problema non ė e non ė mai stato la quantità ma la qualità dei parlamentari
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #2 il: 28 Ago 2020, 18:17 »
Seguo

Offline zorba

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #3 il: 28 Ago 2020, 18:27 »
Il problema non ė e non ė mai stato la quantità ma la qualità dei parlamentari

Giusta osservazione.
Tutto sta nel vedere se, diminuendo gli aurei scranni disponibili, diventerà maggiore la possibilità di vedere eletti effettivamente i più meritevoli e capaci o, al contrario, il rischio che vengano scelti degli incompetenti e scansafatiche a scapito dei su citati...

 8)
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #4 il: 28 Ago 2020, 18:32 »
in questo momento storico, con certe forze politiche alla rincorsa del Potere, qualsiasi iniziativa volta a depotenziare la centralità del Parlamento deve essere considerata con attenzione prossima al sospetto.

Dopodiché, questa "riforma" mutilata e irrazionale è una roba oscena, che comporterà - allo stato - disastri indicibili e la paralisi costituzionale. Non si potranno formare manco le commissioni parlamentari. E i gruppi paralmentari saranno sotto il ricatto di mascalzoni mentecatti, ancora di più di quanto non lo siano stati nel nostro deprecabile passato storico-politico.
Nessuno ne parla, io sono sbalordito.
Non andate a votare alle politiche, lasciate stare la sindacatura. Ma trovate il tempo per segnare il NO sulla scheda referendaria.

(ovviamente, questo è il mio umilssimo avviso, non vuole essere attività di proselitismo elettorale)

Offline olympia

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #5 il: 28 Ago 2020, 23:50 »
Io voterò si. L' unica mia paura è che ai parlamentari che rimarranno triplicheranno lo stipendio, così stiamo da capo a dodici.  :=))
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #6 il: 29 Ago 2020, 00:01 »
Il problema non ė e non ė mai stato la quantità ma la qualità dei parlamentari

Credo che si possa chiudere qui la discussione.

Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #7 il: 29 Ago 2020, 00:02 »
Io voterò si. L' unica mia paura è che ai parlamentari che rimarranno triplicheranno lo stipendio, così stiamo da capo a dodici.  :=))

Infatti il problema economico qui è il più irrilevante... il problema sono le cose fatte a casaccio con l'unico scopo di attaccarsi la medaglietta di latta in petto per le allodole votanti.

Perfino la cosa piu "ragionevole" se estrapolata da un contesto di riforma "ragionata" può produrre disastri.

Questo sembra proprio il caso...

Offline Gianluko

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #8 il: 29 Ago 2020, 00:24 »
NO tutta la vita.

Offline FatDanny

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #9 il: 29 Ago 2020, 07:35 »
Mi sembra in realtà una riforma scarsamente rilevante, come lo era quella di Renzi, che assunse un significato politico per la folle decisione di politicizzare il quesito da parte del proponente.

Il depotenziamento dell'organo legislativo è già avvenuto da tempo, attraverso le procedure dell'esecutivo, la prassi parlamentare, l'uso del parlamento da parte delle forze politiche.
Come giustamente dice Pablo il problema non è quantitativo.
La riforma proposta è una misura dallo scarso impatto economico e da un'impatto politico, nei fatti, altrettanto misero.

Quello che voglio dire è che la dinamica politica in corso di accentramento del potere non cambierà né che vinca il si, né che vinca il no, perché questa risponde ed è riflesso di dinamiche interne alla società, allo scontro sociale in atto (necessità di esecutivo forte in tempo di crisi, subordinazione alla potenza regionale europea, rapporto non mediato leader-popolo), che non mi sembra possa mutare di segno in base all'esito del referendum.
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #10 il: 29 Ago 2020, 08:19 »
secondo me questa cosa non e' paragonabile alla renzi-boschi. quelli volevano abolire le elezioni per il senato piu' varie altre cosette, e infatti la sollevazione fu enorme. qui parliamo di una cosa minimale su cui fino a poco fa erano tutti d'accordo e che avrebbero potuto farsi anche da soli ma gnaa fanno proprio. senza buttarla in caciara non ci si diverte.
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #11 il: 30 Ago 2020, 10:42 »
secondo me questa cosa non e' paragonabile alla renzi-boschi. quelli volevano abolire le elezioni per il senato piu' varie altre cosette, e infatti la sollevazione fu enorme. qui parliamo di una cosa minimale su cui fino a poco fa erano tutti d'accordo e che avrebbero potuto farsi anche da soli ma gnaa fanno proprio. senza buttarla in caciara non ci si diverte.

Guarda, nessuna caciara e la modifica non è minimale proprio per nulla.

Per definizione, tra l’altro. Una modifica alla costituzione non può esserlo, mai.

E la riforma Renzi-Boschi, discutibile nel merito  come qualsiasi altra, aveva almeno il requisito minimo della razionalità. Se proprio vogliamo dirlo, era molto meglio di questa schifezza qui.

Minimizzare l’importanza della riforma proposta alla volontà  popolare è l’ennesima, rilevante, conferma di quale sia il modello politico dei populismi dei giorni nostri. 5 stelle in primis.

Offline Omar65

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #12 il: 30 Ago 2020, 13:08 »
Trovo che tagliare gli strumenti di rappresentanza ai cittadini sia sempre cosa grave.

Riforma che non porta a nessun risparmio sostanziale e che serve solo alle pagliacciate  dei 5 stelle e di Mario Giordano con i palloncini e i forbicioni.

Il problema non ė e non ė mai stato la quantità ma la qualità dei parlamentari

Ecco. Se l'italiano continua a votare Paperino e Pippo stiamo sempre là.

Offline king

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #13 il: 30 Ago 2020, 16:47 »
Senza dubbio la qualita' conta piu' della quantita': forse dovremmo chiederci, indipendentemente dallo schieramento politico, come mai la politica sembra non attirare il meglio del Paese.

Se siamo d'accordo che molti rappresentanti politici siano di bassa qualita', e' cio' dovuto ad un generale imbarbarimento della popolazione italiana (e dunque questo e' il meglio che passa il convento) o in Italia ci sarebbe di molto meglio, ma se ne stanno alla larga dalla politica (e perche' non provano a migliorare le cose allora)?
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #14 il: 30 Ago 2020, 17:14 »
Mi sembra in realtà una riforma scarsamente rilevante, come lo era quella di Renzi, che assunse un significato politico per la folle decisione di politicizzare il quesito da parte del proponente.

Il depotenziamento dell'organo legislativo è già avvenuto da tempo, attraverso le procedure dell'esecutivo, la prassi parlamentare, l'uso del parlamento da parte delle forze politiche.
Come giustamente dice Pablo il problema non è quantitativo.
La riforma proposta è una misura dallo scarso impatto economico e da un'impatto politico, nei fatti, altrettanto misero.

Quello che voglio dire è che la dinamica politica in corso di accentramento del potere non cambierà né che vinca il si, né che vinca il no, perché questa risponde ed è riflesso di dinamiche interne alla società, allo scontro sociale in atto (necessità di esecutivo forte in tempo di crisi, subordinazione alla potenza regionale europea, rapporto non mediato leader-popolo), che non mi sembra possa mutare di segno in base all'esito del referendum.

Condivido il ragionamento complessivo ma una eventuale vittoria del NO non potrebbe essere uno strumento da utilizzare per invertire la dinamica? Un granello, mica penso chissà che potere avrebbe, ma  meglio della ulteriore spinta nella direzione corrente che si avrebbe con la vittoria del SI

Offline carib

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #15 il: 30 Ago 2020, 21:50 »
Quoto ING e il saggio Omar65

MisterFaro no perché mi pare un po' moscio

Mi limito a dire che secondo me stiamo scontando ora i 20 anni di violenze sferrate dal berlusconismo al senso civico, al senso critico, alla cultura, ai diritti civili, ai diritti umani, alla fiducia nel futuro di tutti noi. Il nostro tessuto sociale è sfaldato, spero non irrimediabilmente (ognitanto qualche segnale positivo si coglie, e la vittoria del NO lo sarebbe senz'altro), ma i grillini, salvini, renzi, meloni la mummia di zingaretti sono il prodotto "naturale" dello sfacelo qualunquista realizzato da quel papp0ne impotente e dal manipolo di nani e ballerine di cui si è circondato per anni.

Per il resto tutto bene  :beer:

Offline LaFonte

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #16 il: 31 Ago 2020, 00:07 »
Senza dubbio la qualita' conta piu' della quantita': forse dovremmo chiederci, indipendentemente dallo schieramento politico, come mai la politica sembra non attirare il meglio del Paese.

Non credo che sia la politica a non attirare i migliori. Casomai è il contrario: è la politica ad affossare i migliori.
L'ho visto nel piccolo del mio paesello, ogni partito e movimento finisce sempre col candidare yes men.
Più uno è preparato, più sa il fatto suo, più ragiona con la sua testa, più è pericoloso per i suoi compagni di partito e viene accantonato. E' un potenziale concorrente che può soffiarti la sedia!!! E' uno che potrebbe dire di no a un lucroso affare a filo illegalità perchè è troppo onesto!! E' uno che se c'è da fare il salto della quaglia per fregare qualcuno, magari non si presta!!
Quindi, vedo andare in consiglio regionale (o a Roma o a Bruxelles) persone a dir poco imbarazzanti, mentre persone più preparate ed esperte, che sono state sindaci e assessori per lustri non vengono neppure candidate. E parlo del PD, che è il partito con più scelta tra i quadri. Figuratevi gli altri.
Per non parlare dei giochetti delle tessere con cui si blocca la strada a suon di promesse di favori "dopo". No, non sono i giovani migliori a non volerne sapere, sono gli intrallazzoni a tenerli fuori.
Come in tutti i settori del potere italiano, dall'università alla dirigenza pubblica ecc.

Offline FatDanny

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #17 il: 31 Ago 2020, 07:45 »
Condivido il ragionamento complessivo ma una eventuale vittoria del NO non potrebbe essere uno strumento da utilizzare per invertire la dinamica? Un granello, mica penso chissà che potere avrebbe, ma  meglio della ulteriore spinta nella direzione corrente che si avrebbe con la vittoria del SI

ti rispondo con un'altra domanda anche se non si dovrebbe: il NO alla riforma Renzi ha fermato il processo? Non mi pare, manco di una virgola.
Perché un passaggio per invertire una dinamica, anche di un granello, deve insistere sulle cause che la generano. Concentrarsi sulle beghe di palazzo rischia di occultare le dinamiche sociali che le generano.
la difesa della costituzione rischia così di tradursi in cretinismo parlamentare (cit.)
(citazione utilizzata in un passaggio storico in cui il parlamento lo stavano proprio abolendo, in Francia con Napoleone III).

Il berlusconismo c'entra fino a un certo punto, uno spostamento dal legislativo all'esecutivo si sta avendo un po' ovunque e anche a prescindere dagli assetti costituzionali, così come il rapporto immediato leader-popolo (generico popolo, occultando gli interessi delle parti).

La "difesa della Costituzione" e della rappresentanza rischia di trasformarsi in feticcio, quando in realtà chi la agita è spesso semplicemente appartenente a partiti piccoli che rischiano di non avere più ruolo nelle elezioni e senza di queste non saprebbero che fare.
Ma i quali nella realtà politica concreta anche con le elezioni e una piccola rappresentanza in parlamento non possono fare ugualmente nulla. Proprio perché schiacciati dalla dinamica reale di portata ben più ampia.
Il problema è si di qualità, ma non di qualità umana. O meglio la qualità umana è rappresentazione di quello che i processi storici producono. Oggi il parlamento è un organo certificatore e di governance, di scelte semi-obbligate da alcune dinamiche sociali di fondo (proletarizzazione ceto medio e sua reazione politica, sottoproletarizzazione del mondo del lavoro, produttività strutturalmente in calo, imperialismo economico delle principali nazioni - Germania, Cina, Usa, Russia).
Altrimenti non ci spiegheremmo come mai Sanchez alza un muro più alto di quello di Trump.
O come mai dopo anni a dire di non poter spendere oggi si varano misure da migliaia di miliardi di euro che però andranno in forma minimale in welfare, a prescindere dalla composizione parlamentare.

In che modo il NO fermerebbe questo passaggio in continuità con l'esistente? Nessuna.
Occorre capire come agire efficacemente sulle cause che producono questa continuità. E non è il parlamento il luogo. Come non lo era nel 1800 (e infatti non è stato certo lì che si sono aperte le contraddizioni che hanno poi fermato Napoleone III o altri progetti autoritari).

EDIT: specifico che se andrò a votare, cosa che ancora non ho deciso, voterò NO. Ma senza alcuna velleità politica, tanto pe rompercazzo.
Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #18 il: 31 Ago 2020, 14:35 »
Io condivido in toto il ragionamento di FD ma voterò SI, per ragioni di invidia sociale.

Offline genesis

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Re:Referendum del 20 e 21 settembre - riduzione parlamentari
« Risposta #19 il: 01 Set 2020, 10:05 »
Ci sono validi motivi per votare sia SI che NO.
Per ragioni contingenti propendo per il SI: saranno costretti a fare una nuova legge elettorale, la legislatura durerà fino al 2023, ad ottobre c'è il processo di Catania.

E poi c'è tutto il mondo politico e giornalistico che ha avuto come riferimento Marcello Dell'Utri che voterà NO.
Anche Repubblica, giornale ormai riferimento del del centrodestra moderato, si è orientato per il NO.
Buone ragioni per votare SI.
 

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