Biafra, i social era per dire che i tuoi discorsi non sono originali, già letti e ascoltati, sono, appunto, l'altra faccia della medaglia, quindi se siamo programmati noi potremmo alla stessa maniera dire che siete programmati voi dal dio scemology. il senso era questo.
povero/ricco lo posso anche sottoscrivere, anche io vari post fa ho parlato di accettazione, se un nero ce la fa ho detto entra a far parte del club e magari non gli si rompono più le palle. ma, appunto è una concessione, quindi sbagliata: noi non dobbiamo concedere niente, loro non devono dimostrare nulla. se un pezzo di merda è bianco rimane un pezzo di merda. un pezzo di merda nero rimane un pezzo di merda nero. e questo non va bene. la società adesso è invece strutturata così. eh sì, ancora. altro che watussi. ma non mi ripeto, cose già dette pagine indietro.
sul divano da casa... beh che dire, ribaltabile (del resto è un divano ehm) anche questo. chi si indigna contro chi si incazza, non ne può più, saccheggia o butta giù statue o vernicia statue di pedofili dovrebbe alzarsi anche egli dal divano, fare un respiro profondo, e cercare di comprendere perchè altri individui stanno facendo un qualcosa che lui non farebbe mai. si chiama empatia. a me non sta succedendo quello che succede a te da sempre, ma provo lo stesso a immedesimarmi e soprattutto a non scandalizzarmi.
e, soprattutto, ogni volta che succede qualcosa di imprevisto, di forte o fuori dagli schemi non pensare subito, in automatico, che i soggetti in questione siano strumenti, pagati da qualche apparato di sistema, dalla sinistra finta, da sette di nuovi ordini mondiali, se no, ogni volta, ogni volta che c'è una greta, una carola rakete, un regeni, giovani che scendono in piazza, uno mediamente pulito, si butta al mare tutto perché tanto sono pose, sono radical chic, sono cose parioline. anche questo mi sembra un metodo visto e rivisto.