Citazione di: italicbold il 06 Set 2016, 10:01
Il problema, e quello che scrivi lo dimostra, é che il "je suis charlie" é stato mal compreso da molte persone. Anche da tante persone che in questi giorni hanno voluto spiegare cos'é la satira.
Che é una contraddizione in termini. Come voler spiegare cos'é la musica o cos'é l'arte.
Ci si prova da quando noi homini sapiens abbiamo scoperto di avere il pollice opponibile.
Beato chi c'ha la risposta.
Il "Je suis Charlie" non era un omaggio ai morti di Charlie, per quello ci sono state tante altre manifestazioni, anche dei funerali. Anche se erano dei grandi artisti non meritavano tanto.
Era per qualcosa di molto ma molto più grande.
Era per la libertà di poter esprimere il proprio pensiero. Detto cosi' sembra banale. Eppure non lo é.
Come ho scritto in una delle prime risposte a questo topic, era anche e forse soprattutto per rivendicare il sacrosantissimo diritto a dire stronzate, a disegnare boiate, a scrivere stronzate.
Carissimo IB,
ti ringrazio per la spiegazione, ma io ho capito benissimo cosa significasse la moda (che non è stata moda per tutti, sicuramente per te no, perché ti ritengo ben al di sopra dello zombie di facebook) #jesuischarliehebdo, te lo assicuro.
Però, mi perdonerai, continuo a non trovarla più importante (o non ne capisco l'esplosione) di una rivendicazione all'infanzia (nel caso della già citata raccolta di cacao), di una rivendicazione alla libertà di culto o di qualunque altra rivendicazione fondamentale.
Il punto è che #JSCH è stata esclusivamente una moda, a livello di massa (in italia, all'estero non saprei), esattamente come l'iphone o le crocs: uno status di cui fregiarsi per omologarsi.
Mi spiace, ma non mi interessa questa roba, preferisco essere onesto nel mio egoismo (nell'accezione vera del termine) e manifestare la realtà, cioè che la mia vita è andata avanti senza cambiamenti e senza variazioni, dopo l'attentato a CH.
Come è andata avanti quando ho scoperto che la stragrande maggioranza della componentistica elettronica è fabbricata da
schiavi in asia. Qualcuno per caso ha smesso di usarla? Qualcuno ha lanciato l'hashtag #Wǒshìxiǎolóng ?
OH CAPIAMOCI BENE, sono rimasto sconvolto, sono stato pervaso dall'orrore, come per nizza, come per tutte le stragi, ma non è questo il punto.
Citazione
Daniele Luttazzi ha scritto un pappardellone per dirci che la vignetta era brutta (o altro aggettivo a piacere). Grazziarcazzo, lo si sapeva da soli.
Discutere se la vignetta era bella, brutta, faceva ridere, non faceva ridere, faceva pensare, non faceva pensare, é solo rumore di fondo. La questione non é mai stata quella. Perché é irrisolvibile.
Com'é irrisolvibile il sapere se nella scatoletta "merde d'artiste" di Piero Manzoni ci sia veramente la merda o no. Se la fontana di Duchamp sia veramente arte o no. E' un dibattito di lana caprina.
La questione amara é il sapere, direi quasi il fare la conta di chi ha capito cosa volesse dire "Je suis Charlie" quel gennaio del 2015. A naso non tanti. Sicuramente non Mentana.
Charlie non esiste, non é mai esistito, non era una persona.
Era un giornale.
No, Luttazzi ha scritto il pappardellonee per controbattere alla marea di puttanate apparse in giro a mo di giustificazione di quella vignetta orrenda. Cazzate come il collegamento con la mafia, cazzate come "le intenzioni dell'artista".
No IB, Luttazzi è stato utilissimo, altroché. La vignetta non è brutta, la vignetta è fatta male, la vignetta è una merda a livello tecnico, te l'ha detto uno che ne sa più te.
Mi puoi dire che a te piace, mi puoi dire che a te fa riflettere.
Non puoi dire che non l'ho capita, non mi puoi dire che parla di mafia e di case costruite male, perché queste cose non ci sono. Punta alle vittime, non ai responsabili.Domani faccio una vignetta su Paparelli da bambino, ci scrivo "da grande voglio fare l'astronauta", sullo sfondo un poster di un razzo che decolla. Senza riferimenti al calcio, alla violenza, alle merde.
Poi, quando ti incazzi, ti dico che non l'hai capita.
La satira non è arte moderna, ha dei requisiti e delle "regole" per essere fatta bene.