Citazione di: FatDanny il 29 Apr 2020, 11:41
in realtà con FD sono vicino su molte scelte politiche ma su campo agricolo siamo come dice italicbolt su posizioni inconciliabili
ovviamente mi rifaccio alle regioni dell'italia centrale, quelle che almeno io conosco meglio
inizio col dire che ho parlato di 25 ettari solo per essere realista ma le aziende dovrebbero avere una estensione da 75 ai 150 ettari di SAU
il limite per queste estensione è dovuto al fatto che in italia un ettaro costa mediamente 30.000 euro per cui queste aziende difficilmente possono esistere
entrambe le attività hanno pregi e difetti
la piccola proprietà contadina ha il merito in queste regioni di averne disegnato il caratteristico paesaggio, di aver mantenuto un legame col mondo agrario, tanti hanno un po' di terra e ne sono legati, una produzione più spesso attenta al consumatore finale
i difetti invece sono mancanza di innovazione, proprietà in mano a chi usa questa terra solo come integrazione ad altro reddito, rischio che questi terreni vengano alla fine usati per affitto, facendo uscire capitali dal mondo agricolo che non verranno reinvestiti in agricoltura, pochi vantaggi economici ma alti rischi nelle stagioni storte di dover coprire i debiti con il proprio reddito (io non credo molto a chi vive su 10 ettari facendo solo questo)
i pregi della media grande azienda sono efficienza (ad esempio per molti motivi il rapporto cavalli motore/ettaro sono più alti nella piccola proprietà), innovazione (un imprenditore entra nelle università, si fa la settimana alla fiera di verona), possibilità di investire, capacità di stare sul mercato
i difetti sono anche tanti, rischio di rovinare il territorio, profitto anche a scapito dei consumatori, anche a causa delle politiche pac che premiano il terreno e non la quantità di produzione, possibilità di impigrirsi (cosa più frequente di quanto si creda) tanto 100 ettari ti fanno guadagnare bene anche se ti impegni al minimo
non facendo politica questo confronto mi interessa il giusto ma se fossi ministro delle politiche agricole punterei alla formazione di aziende agricole più grandi
politica osteggiata sicuramente dai due patronati, ma a voler pensar male...
i patronati da anni sono diventati agenzie di servizi, ovviamente un imprenditore molti di questi servizi ha la capacità di farseli da solo, dalla contabilità alle varie domande, se gli serve un lavoro specialistico non va a coldiretti, va dal libero professionista specializzato sull'argomento
tutto diverso per la piccola proprietà contadina, da sempre legati mano e piedi ai patronati che si fanno pagare anche la richiesta di nafta agricola
scusate l'OT ma ste cose mi divertono troppo