Io credo che molti sottovalutano l'importanza che ricopre il ruolo del capitano di una squadra.
È il punto di riferimento, il connettore dello spogliatoio.
Se il capitano, nella sua testa, pensa di volersene andare tutta la squadra ne risente.
Trovo lapalissiano che molti quì se la prendono coi social network o con la stupidità in sala stampa di un giocatore. È un pò come guardare il dito piuttosto che la Luna.
Non era bastato Auronzo col magone, non erano bastati i post provocatori della famiglia alla prima (ripeto, prima!) partita in panca per scelta tecnica.
Quì c'è un grande problema: il capitano della Lazio si sente poco rispettato e rimpiange la scelta di restare. Con chi ce l'ha? Coi tifosi che lo criticano? Per me nelle sue parole c'è anche una frecciatina a Sarri che lo ha lasciato fuori e che comincia a regalare minuti al Taty, al punto che per la prima volta non parte per la Nazionale, la quale nel frattempo si è già strutturata su altri giocatori.
Per me è chiara una cosa:
Nello spogliatoio della SS Lazio è tempo di risistemare le gerarchie. Chi non è soddisfatto si accomodi in panchina e prepari le valige.
Rispetto per tutti, ma non mi sento, personalmente, grato a nessuno.
Così come noi abbiamo gioito delle reti di Ciro, anche Immobile si è risollevato dopo che le prestazioni in Germania e Spagna lo stavano già inserendo nel cassetto dei fuochi di paglia.
Questa cosa che la Lazio deve essergli riconoscente mentre lui può fare e dire ciò che vuole è stucchevole.
Per me, e chiudo quì il discorso, se davvero è arrivata una offerta da 40 milioni siamo stati dei polli. Noi e lui.