Calma ragazze e ragazzi laziali.
Il nostro 11 titolare, messo su con meno di quello che l'Inter ha speso per il solo Lukaku, è una squadra eccellente che lo scorso anno ha conteso seriamente lo scudetto alla Juventus.
Questo è un capolavoro. Non è solo merito di Tare. Inzaghi ha spesso suggerito nomi giusti (Acerbi e Lazzari su tutti) e la società ha attuato una strategia di consolidamento dei migliori mentre quasi tutta la seria A correva e corre dietro alle plusvalenze e al vortice del calciomercato finanziario.
Quello che abbiamo ottenuto è andato ben oltre fatturato e numero di tifosi, due parametri decisivi per competere (sceicchi a parte). Solo Napoli e Atalanta hanno saputo tenere il nostro passo in termini di competitività, in parte facendo anche meglio ma in parte vincendo meno.
Se Berisha, Durmisi, Vavro e Muriqi fossero stati acquisti indovinati avremmo due scudetti in più. Poteva succedere come è successo che Strakosha, Luis Felipe, Luis Alberto, Milinkovic, Immobile, Correa siano stati pagati 40 milioni in tutto e ne valgano il quadruplo sul campo e sul mercato.
Inzaghi ha saputo trovare un'armonia di gruppo, dare uno spirito e un gioco ad una squadra da motivare e costruire un tassello alla volta. Lo scorso anno siamo stati brillanti e spettacolari e quest'anno il nostro girone di Champions è stato epico.
Tare ha sbagliato acquisti che si sono rivelati decisivi in negativo, infilando di recente una sequenza di 'toppe' evidenti ? Si, come negarlo.
Inzaghi ha perso la capacità di adattamento all'avversario che lo contraddistingueva e non è un fine oratore a fine partita, dando spesso la sensazione di essere meno capace di quello che è ? Direi che ci sono pochi dubbi anche su questo.
Sono entrambi il meglio che potremmo mai permetterci ? Ovviamente no. Ma attenzione a disconoscere i meriti e a dare per scontati i rimpiazzi che migliorano quello che c'è.
Se oggi a molti 'rode' quando usciamo battuti dallo Stadium o non abbiamo la qualificazione Champions in tasca. O non siamo capaci della miglior partita possibile contro gli esacampioni del Bayern Monaco. È perché qualcuno ci ha portati a questo livello, società in primis che ha scelto i suoi dirigenti e i suoi metodi non banali per competere.
Tutto in un clima di Lazialita' e di appartenenza che è la meno scontata delle cose che stiamo vivendo, in un calcio senza anima e con i soldi finti.
Ero all'Olimpico con mio papà, poco prima che morisse, a festeggiare la coppa Italia vinta contro l'Atalanta. Un romano di generazioni ultra ottantenne con le lacrime agli occhi per il primo trofeo vinto dalla sua Lazio a cui assisteva dal vivo.
La gratitudine è merce rara, la sopravvalutazione delle proprie opinioni è la malattia del secolo dei 'social'.
Io però vi invito in questo momento, meno brillante ma certo non tragico, a fare una cosa da Laziali.
Essere diversi, essere grati, criticare con rispetto e stringersi con affetto alla squadra per stupirci e farci raggiungere il miglior piazzamento possibile
Forza Lazio