Corriere dello Sport 27 Giugno
Stadio, la strada è lunga
di Marco Evangelisti
Se volete farvi un'idea di come potrebbe essere il futuro stadio in giallorosso, giudicarlo, approvarlo, opporvi alla sua costruzione, adesso potete trovare tutti gli argomenti che vi servono al Dipartimento del Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione, nei locali di Roma Capitale a Piazza Giovanni da Verrazzano 7. Stanno ancora completando l'allestimento, il sindaco Ignazio Marino e l'assessore all'urbanistica Giovanni Caudo intendono inaugurare quello spazio-trasparenza (le vetrate che lo circondano sono simboliche) in cui verranno illustrate le iniziative dell'amministrazione.
Intanto c'è già il plastico del progetto. Fondamentalmente lo stesso già mostrato in marzo in Campidoglio, giusto con qualche particolareulteriore nella zona circostante. Più interessanti le cartine sulle pareti, che illustrano in sufficiente dettaglio come dovrebbe essere modificata la viabilità intorno a Tor di Valle per rendere l'impianto una costruzione sensata in un panorama urbano sensato. Soprattutto, vanno consultati i visori che consentono di prendere contatto con l'intero piano di fattibilità. Se la smania del touch screen vi è estranea potete anche sfogliare direttamente i volumoni ingombranti che costituiscono l'incarnazione cartacea del progetto.
Le condizioni. E' su quei faldoni che si sta esercitando la commissione comunale incaricata di valutare entro la fine di agosto il valore pubblico dell'opera. Di cui si sa già molto, dall'ispirazione al Colosseo, alla Curva Sud (rimasta a gradoni separati) distaccata dal resto dello stadio. Finalmente però si toccano con mano, o meglio si leggono con gli occhi, le condizioni necessarie alla realizzazione, compresa la variante al piano regolatore richiesta esplicitamente.
Nel progetto base sono previsti 5.795 metri quadrati di attività commerciali, 2.100 dei quali riservati al megastore della Nike. Ma poi in realtà il totale della superficie che dev'essere occupata da attività commerciali è di 18.000 metri quadrati, e altri 15.200 servono per la ricettività alberghiera. Il ragionamento dei promotori è semplice. Per dare l'ok alla costruzione il Comune ha chiesto 230 milioni di opere pubbliche: svincolo sulla Roma-Fiumicino, ponte sul Tevere, contributo al prolungamento (già previsto) della metro e al rifacimento di strade ferrate. Il costruttore ne ha calcolati 270, di cui 92 di strade, 40 per il ponte, 10 per le ferrovie. Di questa fortuna, sulla base di calcoli complicati e accurati che prevedono un ammortamento dell'opera in vent'anni, la Roma e i suoi finanziatori possono fornire 50 milioni. I rimanenti 220 devono arrivare dallo sfruttamento immobiliare a scopi commerciali dell'area. Non è una bestemmia, visto che il progetto prevede anche 19.600 metri quadrato di verde pubblico e due parchi a tema sportivo dalla massima fruibilità. Tuttavia la realizzazione richiede una modifica del piano regolatore dell'ampiezza di 304.000 metri quadrati e il cambio di destinazione dell'area da ricreativa a centrale di densità medio-alta.
Se si può fare, lo diranno esperti e politici nei prossimi dieci mesi. Noi intanto prendiamo nota del fatto che tra impianto e opere pubbliche la spesa prevista è di 611 milioni (254 per lo stadio vero e proprio). Bella impresa per chiunque. Ma alla Roma sono convinti di farcela.