Citazione di: gaizkamendieta il 22 Lug 2015, 14:04
Posso dire senza offenderti che a mio parere sono stronzate w scuse anche poco credibili che valgono per tutte le società in Italia? Si possono nominare le mete che hanno un debito di una quarantina di milioni l anno per un prestito? Si possono nominare società i cui tifosi entrano negli spogliatoi per ricattare? Ma che scrivi?
Non mi offendo.

A proposito delle cazzate, facciamo un po' di conti.
Da questo articolo, dell'ottobre 2013,
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/10/09/news/ss_lazio_ecco_tutti_i_conti_aperti_con_l_agenzia_delle_entrate-68251064/risulta che
Ebbene, come fanno sapere i revisori, al 30 giugno, la squadra romana ha provveduto "al regolare versamento delle rate previste e il debito residuo ammonta a 63 milioni". Inoltre ci sono questioni che possono saltar fuori in modo imprevedibile (per noi tifosi)
E' poi aperto il contenzioso sui due avvisi di accertamento dell'Agenzia dell'entrate notificati alla società calcistica nel 2007 e su cui è chiamata a esprimersi la Cassazione. I revisori dei conti, nella loro relazione, spiegano che "la Ss Lazio, aderendo anche all'impostazione fornita dalla Lega Nazionale, nonostante l'orientamento contrario dell'Agenzia dell'entrate, ritiene di non dovere assoggettare a tassazione ai fini Irap le plusvalenze generate dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori". Perciò, la società, una volta ricevuti gli avvisi di accertamento, ha fatto ricorso, valutando, anche con l'aiuto del parere di un professionista, il rischio di soccombenza soltanto come "possibile". Per questo motivo non è stato effettuato alcun accantonamento a bilancio, "pur non essendo tali sentenze ancora passate in giudicato". Dal primo avviso, emergono imposte ancora da pagare per circa 1,84 milioni, mentre nel secondo si contestano mancate tasse per 1,91 milioni. In entrambi i casi si deve pronunciare la Cassazione, cui l'Agenzia delle entrate ha presentato ricorso dopo che i precedenti gradi di giudizio hanno dato ragione al club presieduto da Lotito.
Non è detto che quegli importi vadano pagati, e la notizia è vecchia, magari hanno già preso una decisione a noi favorevole. Magari ci sono altre contestazioni, chissà.
Insomma, sono passati due anni e la Lazio ha pagto un'altra decina di milioni del debito, che quindi è sceso a
53 milioni.Poi quest'anno c'erano Basta e Mauricio da pagare, e fanno altri 7 milioni. Siamo a 60.
Tu proponi di indebitarsi,
per una volta sola, di una quarantina di milioni.
Farebbero 100 milioni. Praticamente il fatturato di un anno, anche un po' di più. Un po' come l'Italia qualche anno fa, quando aveva un debito pubblico del 100% del PIL.
E tutti a dire che un debito di quelle proporzioni non poteva essere ripagato.
Oltre a questo, è verosimile che parte del debito laziale verrebbe stipulato proprio con la banca che tutti odiamo perché salvatrice dei difettosi. E se anche fosse stipulato con un'altra banca, nulla ci assicura che questa non cederebbe il credito con noi alla banca del demonio. Queste cose succedono, lo fece Cragnotti,
cartolarizzando il credito con le televisioni (quindi sottraendo risorse alle gestioni successive).
Una volta che l'intero debito verso banche fosse nelle mani della banca del demonio, ci terrebbero per le palle per decenni. Hai voglia a sfidarli per l'egemonia cittadina.
Per i tifosi che entrano negli spogliatoi, immagino che ti renda conto che è un po' diverso avere a che fare con un gruppetto di ultras, o ritrovarsi con i Casalesi che cercano di scalare la società tramite prestanome ungheresi o altro.