Citazione di: strike il 07 Ago 2013, 09:50
Non è normale che nessun giornale o giornalista, in due anni, ne abbia preso in qualche modo le difese o comunque approfondito.
Ecco, appunto non è normale.
Eppure il compito della libera stampa in libero stato dovrebbe essere quello di raccontare i fatti.
Quali sono i fatti?
Che, anche alla luce obliqua del vaglio processuale sportivo, ispirato al sant'uffizio, i fatti dedotti dall'accusa si sono rivelati inconsistenti.
La pubblica opinione, forse, gradirebbe capire perchè il mostro sbattuto per mesi (con la nostra maglia) in prima pagina, sia stato ritenuto da un collegio di suoi pari innocente, o quasi.
Anche perchè - come diceva quello - domani lo stesso trattamento potrebbe toccare a te, quisque de populo, che godi della caduta dall'alto di color che invidi.
E, invece, cosa fanno le due vestali del quarto potere?
Difendono, oltre ogni evidenza fattuale e processuale, la tesi del loro pifferaio cremonese, sulla quale, dal nulla professionale che erano, hanno costruito un 'personaggio' noto ai colleghi, hanno venduto mille copie di un instant book, hanno messo il piede su un fangoso gradino della loro carriera professionale, rimanendone indelebilmente macchiati e hanno abusato del credito di fiducia che il lettore medio ripone nel quotidiano a cui è affezionato.
Dove sono pubblicate le ragioni della sentenza? Dove le tesi della difesa?
E qui entra in ballo il ruolo del connivente direttore responsabile, non a caso correo, ex art. 57 cp, della diffamazione sistematica perpetrata nei confonti della Lazio e del suo capitano.
Davvero difficile sostenere che i due siano cani sciolti.