Secondo me V. sta andando dritto al punto. Noi laziali, non per colpe esclusive nostre, ci stiamo rinchiudendo in un fortino all'interno del quale ci ripetiamo concetti assolutamente condivisibili e granitici ma non efficaci per riequilibrare la situazione in città.
I nostri punti di forza sono meno esportabili e hanno meno appeal rispetto alla propaganda della Morte Nera. Che loro siano il Lato Oscuro della Forza lo sappiamo solamente noi, ma noi usciamo ed entriamo dall'hit parade, loro sono sempre lì dentro, acchiappano consensi, fanno parlare di sé in modo positivo. La loro musica è costantemente in filo diffusione.
Ogni tanto esce pure qualche cosa di negativo ma di là sono tipo Wolverine, con una capacità di rigenerazione importante. Fanno presto a rimettere benzina nel serbatoio dopo una debacle. Noi andiamo a carbone. Perché spesso diamo la precedenza ai nostri dogmi. Siamo statici, loro dinamici e sfruttano al massimo la folla che li trascina, trovandosi in una posizione di forza francamente innegabile.
Essere meno numerosi e travagliati come siamo noi non aiuta. Perché i concetti granitici fuori dal fortino fanno cilecca. Più facile fare la guerra negando i loro slogan che offrendone di nostri. Quindi facciamo la guerra con le loro armi, ma questi spuntano pure dai cespugli e non hanno scrupoli. Non c'è lealtà nella guerra di comunicazione.
Fuori dal fortino noi cosa offriamo? Allo stadio uno spettacolo abbastanza lugubre che non è una grande pubblicità. Uno straniero che va allo stadio a vedere la Lazio, cosa racconta una volta che torna al pub sotto casa a Earl's Court? Le gesta dei campioni? La festosità della curva? Secondo me giusto il volo di Olympia che rimane un'idea di grande impatto. Il resto è zero carbonella e un gran gol di Klose ogni tanto.
Come se ne esce? Innanzitutto con la consapevolezza che non se ne uscirà mai del tutto. E con la consapevolezza che per ottenere ciò che –in questo campo – la riomma possiede dovremo sempre faticare il doppio.
Nel senso che, io posso pure andare in palestra a farmi il c.ulo, ma ci metterò dieci volte tanto per avere il fisico. Hugh Jackman è già bello e pronto e in due settimane ha i muscoli lucidi e scattanti.
Le colpe sono anche della società, perché la strategia di rafforzamento deve passare anche per il confronto con la riomma. Sarà sempre così. Lo dice la storia, inutile fare gli snob. Ecco, a volte siamo un po' snob. Che è un meccanismo di autodifesa; mica è facile condividere spazi ed emozioni con la Morte Nera, sapendo di aver ragione ma senza poterlo dimostrare. Che aspettiamo, la vita eterna?
Per pareggiare i conti noi dovremo sempre vincere il doppio, fare il doppio, fregarli sul momento. Acquistare un giocatore che stanno seguendo loro ad esempio. Perché il romanista diventa meno fidelizzato se viene sconfitto sul suo campo, poiché la sua boriosità gli fa credere che, partendo per primo, arriverà sempre primo.
E poi lo stadio, noi. Ricostruire un ambiente armonioso, fregandosene di chi è il presidente, aiuterebbe a mettere i puntelli a un'identità che stiamo perdendo.
La Lazio non si racconta più in positivo ma in negativo, purtroppo. Soffriamo la presenza della riomma ma invece di controbattere con storie positive ci dedichiamo alla lacerazione interna, La Lazio è quella che ha i tifosi che insultano Lotito e fanno i buu razzisti. Evitare di fare queste due cose potrebbe essere un piccolo passo avanti. Ad esempio, senza che adesso mi dite che sto dando la colpa alla curva. Io vi dico come siamo visti fuori, poi ognuno fa quello che vuole.
È difficilissimo trovarsi sempre a dover ribaltare una situazione. Chi mena pe' primo, mena due volte si dice a Roma. Noi non meniamo mai per primi. E quando potremmo farlo, invece di menare il nemico, risparmiamo sempre un paio di sganassoni per un amico. Loro no. Loro sono compatti, quando si tratta di menare, mangiare, bere, godere. Si prendono tutto. Ed è un atteggiamento più vivo del nostro, che sembriamo quelli che alle feste se ne stanno nell'ombra aspettando che la ragazza carina si accorga di noi, però intanto ruttiamo e ci mettiamo le dita nel naso.
La società dovrebbe fare di più con la comunicazione, affidandosi a volti noti, inattaccabili, cool.
Aiuterebbe anche uno sponsor, ma non per i soldi. Per la pubblicità, il marchio, i colore biancoceleste che gira.
Noi stiamo a casa a misurarci il cazz.o, che è sicuramente più lungo del loro

, ma loro rimorchiano. O almeno ce provano.
Se non ci provi mai, vai sempre in bianco.