Mi tirate dentro per forza e io non c'ho più voglia.
Ma non mi mettete in bocca cose che non ho detto e che manco penso.
A Property, ma 'ndo l'hai letto che il problema è la contestazione, nei miei post?
Io ho sollevato una questione IDENTITARIA, molto più grande, pure de Lotito.
Perché se nell'humus laziale (non nella sparuta minoranza, portiamogli rispetto a chi non manca mai!), dicevo, se nell'humus laziale non solo è accettabile, coerente, giustamente contestualizzato un attacco alle merde attraverso una scimmia negra o una romanistebbrea, ma addirittura qualcuno sotto sotto ce ride, diteme voi in che modo de 'sta cosa posso dà la colpa a Lotito.
In che modo se do una mano a mannallo via, me potrò sentì più vicino a 'sta gente.
Ma che ne sapete se io sono ebreo o no? Se so' negro? Se so' frocio? Se so' zingaro?
Sapete che so' laziale perché ve l'ho detto.
E quando sono divetato della Lazio pensavo che questo fosse, quello che serviva, per sentirsi a casa in Curva Nord. Che poi certo c'erano quelli che la pensavano diversamente ma pazienza, perché [...] io me credevo che fosse un aspetto marginale, che si sopporta pure nella vita, che siccome so' della Lazio io so' comunque uno de loro, uno de Noi.
E invece no.
E non è che mi cacherebbero il cazzo, a me frocio ebreo, zingaro e negro. Magari me ignorerebbero. Ma ribadirebbero che loro, noi, il cuore pulsante della Lazio, siamo quelli lì, siamo fatti in quel modo, per tradizione e distinzione e tutto quel cazzo che ve pare.
E te dicono che è sempre stato così, e te dicono cambia settore. Come se il fatto che sia sempre stato così non fosse parte del problema, come se mannamme via da casa mia, de mì padre, de mì nonno, fosse parte della soluzione.
Io lo sto scrivendo quasi in ogni singolo post, ma rimbalzamo sempre su a società che nun fa', quando per noi laziali froci ebrei zingari e negri, questa è stata l'unica società che forse qualcosa ha provato a fare.
E non basta dire che Lotito se ne deve annà, perché se non sei soluzione sei parte del problema (principio che vale solo per lui, ovvio, mica pe' noantri lazziali).
Non basta criticarlo, magari nel merito e non per pregiudizio, come ho fatto io e hanno fatto tantissimi altri, che se non compra chi ce serve alla prossima lotitopezzodemerda pure per me, grazie.
No, bisogna per forza partecipare alla battaglia di liberazione dal Male, ignorando, a questo punto non so più nemmeno quanto in buona fede, ALTRE cose, ALTRI problemi, che prescindono dal pezzo di merda di cui sopra.
Non è che non siamo d'accordo, è che parliamo lingue diverse, e già che ce stamo a parlà pure di argomenti diversi.
Che io dico che forse c'è un problema nel modo con cui la Lazio viene raccontata (e usata), nel collegamento fra la Nostra e la città, nell'autodefinizione della nostra lazialità, e parecchi me rispondono Lotito.
Che io dico che forse c'è un problema nel come la Lazio viene percepita e la soluzione è sempre quella: Lotito (+ er negozio).
Che io dico che c'è una comunità che non è più in grado di aggregare, che si è data codici troppo ristretti, che si riconosce solo annusandosi lo stesso odore addosso e pure qui, la soluzione è quella: Lotito.
E che se sta cosa te stanca, te logora, te sfinisce, sei meno laziale de quelli che abbozzano comunque, che c'hanno la Lazio dentro e nun je la leva nessuno.
E certo, perché io invece intendevo dì che alla prossima vado a vedè la Ternana.
E certi te dicono che attacchi la Curva, laziale da tastiera, che senza de loro lo stadio era vuoto.
Mortacci vostra, come se la Curva non fossi pure io, mi padre e mi nonno (che poi no, lui andava in Tevere, ma vabbè).
Come se io come laziale non li amassi uno per uno, quelli che fanno li striscioni, che ci lavorano, che cantano, che vanno in trasferta, che non si vergognano di dire "Lazio" sempre e ovunque.
Ma non è che posso annà in Chiesa a dispetto dei santi.
Non me ne posso fa una colpa io, se non so' come loro me vorrebbero ma mi sento laziale uguale.
E se fuori dallo stadio non ce pijo manco un caffè, mi piaceva la zona franca che sotto il bandierone me li faceva sentire uguali a me, e io come loro e tutti diventavamo un Noi, altro che cazzi.
Ma non se può fa' più.
Ne prendo atto.
Perché quello che a qualcuno è sembrato un attacco ai veri laziali, in realtà era una richiesta implorante di pietà, per me (ma io mi credevo pure per parecchi altri) e per l'idea de Lazio che c'ho c'avevo.
Quella Lazio non c'è più.
Sarà colpa de Lotito (che magari se ne va domani).