#liberailaziali

Aperto da Pikkio, 24 Feb 2014, 18:30

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Kalle

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Citazione di: FatDanny il 25 Feb 2014, 11:58
Prima di risponderti: grandissimo Sliver.
I tuoi ultimi post sono da incorniciare uno dopo l'altro per pacatezza e chiarezza nell'argomentare (te la invidio).

Siamo d'accordo Kalle, il dato degli abbonamenti è stato scandaloso.
Tuttavia fammi aggiungere che tenendo conto dei soggetti a cui ti rivolgi, non mi sembra un argomento molto pertinente.

Sia che tu lo dica alla Nord, sia che tu lo dica ai tuoi interlocutori principali qui, stai parlando a quell'altra parte di Laziali che invece l'abbonamento se l'è fatto.
Diciamo che quantomeno stai avanzando una critica largamente condivisa da tutti i partecipanti alla discussione.

Bene, ora che io ho dimostrato che sto a fa il tifoso, posso fare un passetto avanti e pretendere che dall'altra parte ci sia chi fa il Presidente, cosa che finora ha ampiamente dimostrato di non saper fare (o almeno, in quella che è la mia concezione di Presidente)?

c'è un piccolissimo particolare...

CHE ESISTE la possibilità di parlare alla Società nella forma e nella maniera dovuti.

Ed in QUELLA sede la Società è tenuta ad ascoltarti ed a risponderti.

Quello che non capisco è che ogni volta che ne parlo la gente poi non risponde più... Boh..

Esiste un'Assemblea degli Azionisti. Basta andare li. E far mettere tutto a verbale.


Bianchina

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Citazione di: NoSurrender il 25 Feb 2014, 09:31
La sera scorsa, cantando l'inno e mostrando i cartoncini, c'è stata una condivisione, che vi piaccia o no, tra migliaia di persone.

brividi
:ssl
(e io con la partita mi so' pure divertita, pensa un po')

grande Dona, grandissima Laziale.
:luv:

scintilla

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Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 12:03
c'è un piccolissimo particolare...

CHE ESISTE la possibilità di parlare alla Società nella forma e nella maniera dovuti.

Ed in QUELLA sede la Società è tenuta ad ascoltarti ed a risponderti.

Quello che non capisco è che ogni volta che ne parlo la gente poi non risponde più... Boh..

Esiste un'Assemblea degli Azionisti. Basta andare li. E far mettere tutto a verbale.

C'è un altro piccolissimo particolare...
devi essere azionista

iDresda

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* 7.399
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Citazione di: Sliver il 25 Feb 2014, 11:24
Mi sembra che FD ha riposto la questione con estrema lucidità.
Quello che mi sorprende del topic di Pikkio (che ho sempre stimato per lo stile e l'approccio...da 15 anni leggo molto e scrivo poco) è che, mosso da nobili intenzioni, si infila in un tunnel di generalizzazioni con una punta di conformismo fuori tempo massimo.

Generalizzazioni sulla composizione della protesta, sulle motivazioni, sugli attori. L'altra sera in curva nord non mancavano i soliti decerebrati della protesta (del tifo, direi), quelli degli ululati, delle mano a paletta, delle celtiche sulla sciarpa, dei ragazzi di Buda eccetera, quelli che magari in cattiva fede hanno flirtato per scopi [...] con vecchie e nuove dirigenze. Sicuramente c'erano, ma quello non era il "segno" della serata, non era la fotografia rappresentativa del tifo, l'anima della contestazione. C'era un "popolo" (parola insidiosa, megli moltitudine) laziale che, trasversalmente, ha preso coscienza dei limiti "colposi" di questa società e di questo presidente. Evito la lista della spesa, sperando che le ultime performance (leggi 31 gennaio) siano un terreno di giudizio critico condiviso.

Il conformismo invece lo vedo nella costruzione "ideologica" (non ideale) di un concetto di "Lazio" fuori dalla storia, dalla carne, dei sentimenti, delle vicissitudini materiali. La Lazio è libera a prescindere? Io penso di no. Perché ancora oggi paghiamo pegno, nel bene e nel male, di quello che le persone (tifosi, giocatori, dirigenti in carne e ossa) hanno determinato nella vita nella Lazio: le cose bellissime (l'atto di nascita per far giocare a calcio i figli del popolo, lo spirito Olimpico, i felici anni 50, la banda Maestrelli, il rifiuto di giocare contro il Barcellona nell'era franchista, l'orgoglio resistente degli Ottanta e cosi via) e le cose orrende (l'arrocamento identitario davanti la composizione popolare della Roma testaccina, il presidente Brivio "l'ultima raffica di Salò", i fallimenti societari, l'egemonia dei nazisti di fine anni Novanta, le vicende del calcio-scommesse).

Per queste ragioni alcune volte si deve scegliere, con intelligenza e senza appiattimenti forzati, quando in gioco c'è il senso di una appartenenza e di una passione. Abbiamo scelto nel 1986 scendendo in piazza contro De Biase, nel 2000 contro il biscottino già pronto, nel 2005 davanti l'agenzia delle entrate e, riferito più al "nostro" giro, quando da quel Lazio-Livorno abbiamo combattuto dentro e fuori lo stadio contro la deriva razzista. E quanto è stata fondamentale Lazio.net per ricostruire una presa di parola non sfregiata dallo schifo..

Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra. Nella facile vulgata degli anni Ottanta, non c'è stato solo calore e amore assoluto e gratuito, come spesso ripetiamo, o meglio quell'amore è passato anche per contestazioni durissime, scontri e diserzioni veri e proprie. 1982, Lazio-Varese 3-2, tre gol di D'Amico: c'erano 5 mila persone che con le unghie e i denti difendevano la Lazio dalla serie C. Questo cosa dovrebbe spiegare? Che non c'era passione e partecipazione?

Questo per dire che tutti - soprattutto qui dentro - credo siano consapevoli delle contraddizioni di questa situazione, ma siamo giunti a una nuova consapevolezza: questa presidenza, questa gestione, date le possibilità economiche concrete (introiti tv, biglietti, sponsor, patrimonio tecnico) non ha intenzione di investire adeguatamente, frustra ogni ambizione, galleggia in una media da centrocalssifica e, soprattutto, tratta come esseri inferiori il suo più grande patrimonio: la passione, i sentimenti e l'intelligenza di gran parte dei tifosi laziali. L'umiliazione di ascoltare le parole di un padre-padrone degno della peggior tradizione italica, quella della intimità con i corridoi del potere, l'ipocrisia cattolica del predicare bene e razzolare male, la supponenza di chi confonde nozionismo da Settimana enigmistica con la cultura. Io mi vergogno di Lotito, come mi sono vergognato di Chimenti e di (quasi tutto) Chinaglia presidente, come invece ero orgoglioso di Gian Casoni, Calleri e Cragnotti, nonostante i tanti chiaro-scuri. Una vergogna non ha che fare automaticamente con i risultati sportivi, ma da diversi fattori, in primis il rapporto "sentimentale" e di dignità con i tifosi.

Secondo me oggi il quadro di insieme è esemplificato dal quel muro bianco di domenica sera. Questo non significa abbassare le antenne davanti ai rischi che troveremo sulla strada: strumentalizzazioni politiche, di potere, tentativi di rileggitimazione ex post di impiccioni e maneggioni. Mettiamo in campo gli anticorpi allenati in cento anni di cammino controcorrente.

eccellente, grazie

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Bianchina

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* 15.809
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Citazione di: FatDanny il 25 Feb 2014, 10:10
Probabilmente protestavano assieme agli stessi con cui Lotito ha stretto accordi per il terzo tempo.
Non mi sembra che allora ci sia stata sta levata di scudi contro l'operazione di un presidente che si accorda con Loro, i casalesi, i criptoromanisti, i fascisti e i vari epiteti che ne sono seguiti.
Strano, ma allora non gli avete suggerito né la Neuro, né avete chiamato la Questura per fermare chi faceva accordi con i "dispensatori d'odio".
Concedimi che questo pone te e qualche altro fomentato in una lievissima contraddizione, che suggerirebbe più calma e ponderazione rispetto alla chiamata alle armi che state a fa da du giorni.



Io nel post di Pikkio me ce ritrovo eccome, eppure a Lotito non je voglio concede più nulla.
Non c'ho aperto un topic, ma pochi giorni fa ho più o meno espresso lo stesso concetto in un post.
Vorrei solo aggiungere un paio di capoversi a quanto già detto.

Libera i laziali da che? Dagli alibi, perchè io qui ne vedo sempre di più.

L'alibi di Lotito, che serve a svariati tifosi per fare il cazzo che je pare (dal disertare lo stadio, ad insultare i giocatori della Lazio, a trasformare la Nord in un parco giochi della gioventù hitleriana).
L'alibi della Nord che serve a qualcun'altro a non affrontare il problema strutturale di questa gestione societaria, svincolando sempre il discorso sui nazisti, un po' come i piddini che hanno sempre svincolato i discorsi di merito con lo spauracchio di Berlusconi ("facendo così fate vince berlusconiiii" quante volte l'avrò sentito)
L'alibi del parcheggio, del panino freddo, del posto scomodo per non venire allo stadio.
L'alibi del clima di merda per giocare una partita raccapricciante contro l'ultima in classifica.

Siamo alla continua ricerca dell'alibi che giustifica il distacco quando le cose vanno male, quando sarebbe molto più onesto e salutare dire "so' scazzato perchè le cose vanno una merda".

Chi questo distacco non lo vuole operare sembra una voce fuori dal coro:
"ma come, non ce l'hai pure tu il tuo alibi personale? vergogna! fattene uno no?"


Ecco, io invece vorrei vedere i laziali liberati da tutti gli alibi.

Vorrei che la gente mi rispondesse nel merito quando chiedo che Lotito, pur mantenendo la proprietà visto che non c'è un altro acquirente, si dimetta dalla carica di Presidente e da tutti i compiti dirigenziali e li lasci ad altra figura più rappresentativa al posto di dirmi "stai a fa un favore a li fasciiii"

Vorrei che la gente avesse il coraggio delle proprie azione al posto di venirmi a dire che "uh uh uh" è goliardia e che le mani a paletta so' un saluto militare.

Vorrei che la gente me dicesse "io la domenica vojo sta spanzato a rottà sul divano" al posto che parlamme dei parcheggi dell'Olimpico.

Liberi, liberi da tutti gli alibi che inquinano da troppi anni la nostra discussione.

ho finito gli applausi.
pure per Sliver.

porgascogne

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Citazione di: Sliver il 25 Feb 2014, 11:24
Mi sembra che FD ha riposto la questione con estrema lucidità.
Quello che mi sorprende del topic di Pikkio (che ho sempre stimato per lo stile e l'approccio...da 15 anni leggo molto e scrivo poco) è che, mosso da nobili intenzioni, si infila in un tunnel di generalizzazioni con una punta di conformismo fuori tempo massimo.

Generalizzazioni sulla composizione della protesta, sulle motivazioni, sugli attori. L'altra sera in curva nord non mancavano i soliti decerebrati della protesta (del tifo, direi), quelli degli ululati, delle mano a paletta, delle celtiche sulla sciarpa, dei ragazzi di Buda eccetera, quelli che magari in cattiva fede hanno flirtato per scopi [...] con vecchie e nuove dirigenze. Sicuramente c'erano, ma quello non era il "segno" della serata, non era la fotografia rappresentativa del tifo, l'anima della contestazione. C'era un "popolo" (parola insidiosa, megli moltitudine) laziale che, trasversalmente, ha preso coscienza dei limiti "colposi" di questa società e di questo presidente. Evito la lista della spesa, sperando che le ultime performance (leggi 31 gennaio) siano un terreno di giudizio critico condiviso.

Il conformismo invece lo vedo nella costruzione "ideologica" (non ideale) di un concetto di "Lazio" fuori dalla storia, dalla carne, dei sentimenti, delle vicissitudini materiali. La Lazio è libera a prescindere? Io penso di no. Perché ancora oggi paghiamo pegno, nel bene e nel male, di quello che le persone (tifosi, giocatori, dirigenti in carne e ossa) hanno determinato nella vita nella Lazio: le cose bellissime (l'atto di nascita per far giocare a calcio i figli del popolo, lo spirito Olimpico, i felici anni 50, la banda Maestrelli, il rifiuto di giocare contro il Barcellona nell'era franchista, l'orgoglio resistente degli Ottanta e cosi via) e le cose orrende (l'arrocamento identitario davanti la composizione popolare della Roma testaccina, il presidente Brivio "l'ultima raffica di Salò", i fallimenti societari, l'egemonia dei nazisti di fine anni Novanta, le vicende del calcio-scommesse).

Per queste ragioni alcune volte si deve scegliere, con intelligenza e senza appiattimenti forzati, quando in gioco c'è il senso di una appartenenza e di una passione. Abbiamo scelto nel 1986 scendendo in piazza contro De Biase, nel 2000 contro il biscottino già pronto, nel 2005 davanti l'agenzia delle entrate e, riferito più al "nostro" giro, quando da quel Lazio-Livorno abbiamo combattuto dentro e fuori lo stadio contro la deriva razzista. E quanto è stata fondamentale Lazio.net per ricostruire una presa di parola non sfregiata dallo schifo..

Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra. Nella facile vulgata degli anni Ottanta, non c'è stato solo calore e amore assoluto e gratuito, come spesso ripetiamo, o meglio quell'amore è passato anche per contestazioni durissime, scontri e diserzioni veri e proprie. 1982, Lazio-Varese 3-2, tre gol di D'Amico: c'erano 5 mila persone che con le unghie e i denti difendevano la Lazio dalla serie C. Questo cosa dovrebbe spiegare? Che non c'era passione e partecipazione?

Questo per dire che tutti - soprattutto qui dentro - credo siano consapevoli delle contraddizioni di questa situazione, ma siamo giunti a una nuova consapevolezza: questa presidenza, questa gestione, date le possibilità economiche concrete (introiti tv, biglietti, sponsor, patrimonio tecnico) non ha intenzione di investire adeguatamente, frustra ogni ambizione, galleggia in una media da centrocalssifica e, soprattutto, tratta come esseri inferiori il suo più grande patrimonio: la passione, i sentimenti e l'intelligenza di gran parte dei tifosi laziali. L'umiliazione di ascoltare le parole di un padre-padrone degno della peggior tradizione italica, quella della intimità con i corridoi del potere, l'ipocrisia cattolica del predicare bene e razzolare male, la supponenza di chi confonde nozionismo da Settimana enigmistica con la cultura. Io mi vergogno di Lotito, come mi sono vergognato di Chimenti e di (quasi tutto) Chinaglia presidente, come invece ero orgoglioso di Gian Casoni, Calleri e Cragnotti, nonostante i tanti chiaro-scuri. Una vergogna non ha che fare automaticamente con i risultati sportivi, ma da diversi fattori, in primis il rapporto "sentimentale" e di dignità con i tifosi.

Secondo me oggi il quadro di insieme è esemplificato dal quel muro bianco di domenica sera. Questo non significa abbassare le antenne davanti ai rischi che troveremo sulla strada: strumentalizzazioni politiche, di potere, tentativi di rileggitimazione ex post di impiccioni e maneggioni. Mettiamo in campo gli anticorpi allenati in cento anni di cammino controcorrente.

m'era sfuggito, preso com'ero a rispondere alle 10mila domande di kalle  :p

bellissimo post, bravo

porgascogne

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Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 11:40

Bè c'è chi ragiona con quest'ottica. Che se la Lazio fallisse non sarebbe un problema..

Ti chiedo vuoi lo squadrone in barba ai bilanci (i tifosi del bilancio li hai citati tu), oppure vuoi una società quadrata che produca reddito sufficente per creare una squadra più forte?

te devo pure risponde, ka'?
dai fa er serio, ce staia  coiona' a tutti, su


Kim Gordon

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Citazione di: Sliver il 25 Feb 2014, 11:24


Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra.



grande silver, bellissimo post.

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carib

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* 30.521
Registrato
Citazione di: FatDanny il 25 Feb 2014, 11:58


Bene, ora che io ho dimostrato che sto a fa il tifoso, posso fare un passetto avanti e pretendere che dall'altra parte ci sia chi fa il Presidente, cosa che finora ha ampiamente dimostrato di non saper fare (o almeno, in quella che è la mia concezione di Presidente)?
Ma su questo, di grazia, chi non è d'accordo?
(A parte il "finora" che probabilmente t'è sfuggito di tastiera)

porgascogne

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Registrato
Citazione di: carib il 25 Feb 2014, 12:21
Ma su questo, di grazia, chi non è d'accordo?

vabbene, sua emine', ma che cazzo vogliamo fare affinchè quel finora si trasformi in finalmente?
aspettiamo lo spirto santo?

Kalle

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* 22.024
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Citazione di: scintilla il 25 Feb 2014, 12:07
C'è un altro piccolissimo particolare...
devi essere azionista

Qui ne trovi a bizzeffe. E credo che basti anche solo un'azione per partecipare.

Sliver

*
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* 1.048
Registrato
Citazione di: Kim Gordon il 25 Feb 2014, 12:17
grande silver, bellissimo post.

Siccome l'equivoco è diffuso, rettifico: Sliver non Silver  ;)

"Mom and dad went to a show
They dropped me off at Grandpa Joe's
I kicked and screamed, said please don't go
Grandma take me home (..)"

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Kalle

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* 22.024
Registrato
Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 12:15
te devo pure risponde, ka'?
dai fa er serio, ce staia  coiona' a tutti, su

Tu invece prendendo per il culo i 'tifosi del bilancio' che fai?

Chiedo scusa a chi si è sentito cojonato. Non era mia intenzione.

gesulio

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* 19.411
Registrato
Citazione di: Sliver il 25 Feb 2014, 11:24
Mi sembra che FD ha riposto la questione con estrema lucidità.
Quello che mi sorprende del topic di Pikkio (che ho sempre stimato per lo stile e l'approccio...da 15 anni leggo molto e scrivo poco) è che, mosso da nobili intenzioni, si infila in un tunnel di generalizzazioni con una punta di conformismo fuori tempo massimo.

Generalizzazioni sulla composizione della protesta, sulle motivazioni, sugli attori. L'altra sera in curva nord non mancavano i soliti decerebrati della protesta (del tifo, direi), quelli degli ululati, delle mano a paletta, delle celtiche sulla sciarpa, dei ragazzi di Buda eccetera, quelli che magari in cattiva fede hanno flirtato per scopi [...] con vecchie e nuove dirigenze. Sicuramente c'erano, ma quello non era il "segno" della serata, non era la fotografia rappresentativa del tifo, l'anima della contestazione. C'era un "popolo" (parola insidiosa, megli moltitudine) laziale che, trasversalmente, ha preso coscienza dei limiti "colposi" di questa società e di questo presidente. Evito la lista della spesa, sperando che le ultime performance (leggi 31 gennaio) siano un terreno di giudizio critico condiviso.

Il conformismo invece lo vedo nella costruzione "ideologica" (non ideale) di un concetto di "Lazio" fuori dalla storia, dalla carne, dei sentimenti, delle vicissitudini materiali. La Lazio è libera a prescindere? Io penso di no. Perché ancora oggi paghiamo pegno, nel bene e nel male, di quello che le persone (tifosi, giocatori, dirigenti in carne e ossa) hanno determinato nella vita nella Lazio: le cose bellissime (l'atto di nascita per far giocare a calcio i figli del popolo, lo spirito Olimpico, i felici anni 50, la banda Maestrelli, il rifiuto di giocare contro il Barcellona nell'era franchista, l'orgoglio resistente degli Ottanta e cosi via) e le cose orrende (l'arrocamento identitario davanti la composizione popolare della Roma testaccina, il presidente Brivio "l'ultima raffica di Salò", i fallimenti societari, l'egemonia dei nazisti di fine anni Novanta, le vicende del calcio-scommesse).

Per queste ragioni alcune volte si deve scegliere, con intelligenza e senza appiattimenti forzati, quando in gioco c'è il senso di una appartenenza e di una passione. Abbiamo scelto nel 1986 scendendo in piazza contro De Biase, nel 2000 contro il biscottino già pronto, nel 2005 davanti l'agenzia delle entrate e, riferito più al "nostro" giro, quando da quel Lazio-Livorno abbiamo combattuto dentro e fuori lo stadio contro la deriva razzista. E quanto è stata fondamentale Lazio.net per ricostruire una presa di parola non sfregiata dallo schifo..

Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra. Nella facile vulgata degli anni Ottanta, non c'è stato solo calore e amore assoluto e gratuito, come spesso ripetiamo, o meglio quell'amore è passato anche per contestazioni durissime, scontri e diserzioni veri e proprie. 1982, Lazio-Varese 3-2, tre gol di D'Amico: c'erano 5 mila persone che con le unghie e i denti difendevano la Lazio dalla serie C. Questo cosa dovrebbe spiegare? Che non c'era passione e partecipazione?

Questo per dire che tutti - soprattutto qui dentro - credo siano consapevoli delle contraddizioni di questa situazione, ma siamo giunti a una nuova consapevolezza: questa presidenza, questa gestione, date le possibilità economiche concrete (introiti tv, biglietti, sponsor, patrimonio tecnico) non ha intenzione di investire adeguatamente, frustra ogni ambizione, galleggia in una media da centrocalssifica e, soprattutto, tratta come esseri inferiori il suo più grande patrimonio: la passione, i sentimenti e l'intelligenza di gran parte dei tifosi laziali. L'umiliazione di ascoltare le parole di un padre-padrone degno della peggior tradizione italica, quella della intimità con i corridoi del potere, l'ipocrisia cattolica del predicare bene e razzolare male, la supponenza di chi confonde nozionismo da Settimana enigmistica con la cultura. Io mi vergogno di Lotito, come mi sono vergognato di Chimenti e di (quasi tutto) Chinaglia presidente, come invece ero orgoglioso di Gian Casoni, Calleri e Cragnotti, nonostante i tanti chiaro-scuri. Una vergogna non ha che fare automaticamente con i risultati sportivi, ma da diversi fattori, in primis il rapporto "sentimentale" e di dignità con i tifosi.

Secondo me oggi il quadro di insieme è esemplificato dal quel muro bianco di domenica sera. Questo non significa abbassare le antenne davanti ai rischi che troveremo sulla strada: strumentalizzazioni politiche, di potere, tentativi di rileggitimazione ex post di impiccioni e maneggioni. Mettiamo in campo gli anticorpi allenati in cento anni di cammino controcorrente.

peccato che de calcio nce capisci granché.
per il resto, più o meno :up:

Bianchina

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OT
Citazione di: PabloHoney il 25 Feb 2014, 11:46
se passasse uno psichiatra qui dentro se ne scapperebbe urlando a mani in aria

mmmmmm..
;)

EOT


porgascogne

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Registrato
Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 12:26
Tu invece prendendo per il culo i 'tifosi del bilancio' che fai?

non li prendo per il culo, cònstato che esistono
ma NON sono tifosi di calcio, non lo sono PIU'

e leggiti il topic di ralphmalph, che spiegava tutto bene

Sliver

*
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* 1.048
Registrato
Citazione di: gesulio il 25 Feb 2014, 12:26
peccato che de calcio nce capisci granché.
per il resto, più o meno :up:

Gesulio, lo sai che su musica e pallone mi affido a te..  :p (+ joy division - garage rock)

Bianchina

*
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* 15.809
Registrato
Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 12:03
c'è un piccolissimo particolare...

CHE ESISTE la possibilità di parlare alla Società nella forma e nella maniera dovuti.

Ed in QUELLA sede la Società è tenuta ad ascoltarti ed a risponderti.

Quello che non capisco è che ogni volta che ne parlo la gente poi non risponde più... Boh..

Esiste un'Assemblea degli Azionisti. Basta andare li. E far mettere tutto a verbale.

:rotfl2:
ma sei serio?

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carib

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Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 12:23
vabbene, sua emine', ma che cazzo vogliamo fare affinchè quel finora si trasformi in finalmente?
aspettiamo lo spirto santo?

Beh io comincerei con il tentare di liberare la Lazio ANCHE dalla banda che lo minaccia di morte e strumentalizza una sacrosanta protesta per estorcergli la NOSTRA Lazio.

Tu (VOI) continua a pregare, se vuoi. Mi pare una soluzione efficace quanto fischiare e/o deridere una giovane maglia biancoceleste che si è appena procurata un rigore e lo ha sbagliato.

porgascogne

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Citazione di: carib il 25 Feb 2014, 12:33
Beh io comincerei con il tentare di liberare la Lazio ANCHE dalla banda che lo minaccia di morte e strumentalizza una sacrosanta protesta per estorcergli la NOSTRA Lazio.

Tu (VOI) continua a pregare, se vuoi. Mi pare una soluzione efficace quanto fischiare e/o deridere una giovane maglia biancoceleste che si è appena procurata un rigore e lo ha sbagliato.

ti risulta che qualcuno di quelli che conosci, anche qui dentro, abbia deriso o fischiato FA?
ma che cazzo stai a di', guarda che mica stai a parla' co' zanzalf o co' 'n altro prete simile, eh

per il resto, ci sono le forze dell'ordine e la magistratura, se credono
altrimenti, annamo in CN a pialli a pizze ma vieni pure tu, lo famo noi 'sto lavacro del sacro stendardo, eh

ma dimme te le cazzate, sniffa meno incenso

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