Calcioscommesse, Valori: "Palazzi sbaglia Su Mauri e Lazio si può giudicare"
Genoa e Lecce sì, Lazio no. Milanetto, Ferrario, Rosati e Benassi sì, Mauri no. Perché il processo su Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011 deve essere riaperto solo a metà visto che la prova-novità* chiesta dall'articolo 39, l'interrogatorio di Ilievski a Cremona, è riempita quasi del tutto da accuse all'ex capitano biancoceleste? La risposta «istituzionale» prevalente è: la decisione di Palazzi è tecnicamente ineccepibile, Mauri e la Lazio sono andati al Tnas, era un arbitrato e non un giudizio, la procura federale non può impugnare. Ma l'evidente disparità di trattamento c'è. L'avvocato Guido Valori, uno dei più grandi esperti di diritto sportivo, ritiene che invece gli spazi per una riapertura totale, ci siano. Ma quando si applica l'articolo 39? «Esperiti tutti i gradi di giudizio, o scaduti tutti i termini per le parti, quando sopravviene una prova che può essere determinante per un cambio di giudizio. Una possibilità che il nuovo codice di giustizia sportiva ha ampliato leggermente, per favorire gli incolpati, non per danneggiarli. Una sentenza penale di proscioglimento, per esempio, è sempre una ragione di possibile revocazione». Possibile? «Il giudizio di Appello prima verifica l'ammissibilità, poi giudica nel merito. E secondo la filosofia del nuovo codice, giustizia ordinaria e giustizia sportiva non solo si possono, ma quasi si devono incontrare. La finalità è sempre l'accertamento della verità: aspetti fondamentali che modificano un giudizio, non possono non essere presi in considerazione». Palazzi, però, deciso: al Tnas c'è stato un arbitrato, non un giudizio, niente impugnazione. «Ma la forma arbitrale in quel caso era più un obbligo che una scelta. Il Tnas era un terzo grado di fatto. Senza contare che si pronunciò solo sull'omessa denuncia, l'illecito era caduto in primo e in secondo grado». Quindi è tuttora impugnabile? «Rappresenta una delle possibilità e rientra nei poteri del procuratore federale. E in ogni caso, in base al nuovo codice di giustizia sportiva, in quelli della procura generale del Coni».
*Ilievski non porta nessuna prova, quello che riferisce è lo stesso della famosa intervista fatta in latitanza, e quell'intervista era già negli atti. Ignoranza o malafede?
Senza dubbio alcuno è malafede quella di chi adesso si accanisce contro Mauri ed ha dimenticato qualche anno fa le intercettazioni di Facchetti e Pradè.