Vado allo stadio da più di 50 anni, e per una buona parte di questi il posto numerato non esisteva. C'erano la Monte Mario, sì, e la Tevere Numerata, che garantivano un posto (tra l'altro, un posto segnato su una panca di legno, e spesso se ci si stringeva un po' da due posti ne uscivano tre). E non c'erano poi tutti questi problemi. Non faccio neanche ricordi dei bei tempi andati. Allo stadio si insultava, c'erano fasci, mani a palette, si faceva a botte, e gli energumeni di oggi non è che al tempo vedevano l'hockey.
A me, come a molti, ha sempre dato fastidio il concetto di stadio come luogo ove vige un'altra legge rispetto a fuori. Un luogo con le sue regole, e tu che vai allo stadio ti ci devi adattare. Sennò vai in Monte Mario. Che poi anche lì. L'unica volta che mi sono menato era in Monte Mario.
Quando lo stadio è stato dotato di seggiolini da uno, non era per motivazioni di controllo e/o repressione, bensì per garantire miglior visibilità (bah) e sicurezza del posto. Laddove prima chi tardi arriva male alloggia, e allora te ne andavi in curva sui gradini di sotto, dove stavi in piedi e non si vedeva niente, ora avevi la possibilità di arrivare anche più tardi (e questo - specie per un tifoso non più giovane - ti permetteva di non farti magari due ore sotto l'acqua per vedere meglio la partita) e - per quelli che decidevano di abbonarsi - di scegliersi il proprio posto. Con l'abbonamento ad un posto sicuro, ai tempi dei Distinti Ovest, rinnovato anno dopo anno, ho conosciuto tante persone con cui siamo diventati amici, e ho potuto portare mio padre allo stadio fin sulla soglia degli 80 anni. Tra l'altro, con la garanzia che - se un energumeno si fosse seduto al posto mio - i miei vecchi e nuovi amici l'avrebbero avvertito che io stavo per arrivare e, se non avesse voluto sapere di spostarsi al mio arrivo, avrebbero "contribuito" a farlo sloggiare.
Non si può però pensare di utilizzare lo stesso metodo dappertutto. Quel che andava bene da noi, non andava bene in curva. Non perché lì c'è una legge diversa, ma perché in curva si sta in piedi, si canta, si fa gruppo. Se io - uomo onesto e probo - non capendo un cazzo di come funziona uno stadio prendo un biglietto di curva, proprio in mezzo agli ultras, e poi pretendo non solo di sedermi proprio là ma magari che gli altri stiano seduti sennò non vedo bene e (succederà, oh se succederà) mi innervosisco se qualcuno accende una sigaretta (o una canna), ebbene, buon senso mi consiglierebbe di spostarmi altrove o, in alternativa, di starmi zitto.
Il problema, come ben illustrato da FatDanny, è che modalità definite in partenza come strumenti per migliorare la fruibilità dello stadio, e come tali da valutare positivamente, sono utilizzate a scopi repressivi, di individuazione e punizione dei violenti. Quindi, vai con i biglietti nominativi, con l'impossibilità per una persona di acquistarne più di un certo numero, vai con i tornelli, le perquisizioni, ora pure il riconoscimento visivo (anche se fatico a crederlo) e l'obbligo assoluto di occupare il tuo posto, proprio quello e non altro. Da garanzia del posto si è passati al controllo tramite il posto. Se uno dal mio posto tira un selcio ad un poliziotto, ci vado di mezzo io. Anche se sto da un'altra parte.
Gli strumenti repressivi hanno un senso se sono applicati sempre e con giudizio. La repressione a ondate, mi ricordo le perquisizioni corporali a tappeto dopo un episodio (non mi ricordo se era lo striscione per Arkan), durate un paio di partite, e poi basta, è inutile e ingiusta perché colpisce indiscriminatamente la maggior parte della gente che non c'entra niente, che mai farebbe nulla del genere.
Si dice, ok, ma serve a garantire la sicurezza. Spiegatemi allora, sti mezzi tecnologici esistono o no? Se uno tira un bombone è fotografato e lo vengono a prendere oppure ci va di mezzo il proprietario del posto magari sfrattato oppure che se n'era andato da un'altra parte con gli amici? Perché in ambo i casi ci dovrebbe essere una telecamera che filma, ed è francamente ridicolo che la telecamera filma il posto, magari va a ricercare il proprietario, poi non corrisponde al lanciatore, e il lanciatore la sfanga perché no, non è stato proprio possibile identificarlo. Nel 2015? Ma dai...
Penso pure ai costi. Si potrebbe prendere l'impronta del culo, e se per caso a quel posto si siede uno che non ha diritto magari il sedile comincia a scottare o lancia sostanze urticanti...
Ma stiamo scherzando? L'utilizzo di questi metodi è volto a svuotare gli stadi. Il vero problema è che se mi siedo ad un posto il tifoso più vicino è a 20 metri, gli stadi, tra percorsi con filo spinato, tornelli, perquisizioni a go-go, scarpe tolte a gennaio, a me una volta mi volevano togliere il timbro della mia società (COL MIO NOME STAMPATO) perché magari lo potresti lanciare in campo, parcheggi impossibili (e sì che hanno speso i miliardi per i Mondiali del 90), manco una bottiglietta d'acqua mi posso portare sennò pure quella la lanci in campo (ad agosto? Ma che sò scemo? Ah, sì, posso acquistare un bicchiere di minerale al ber per 2 euro)... ma veramente, ma chi me lo fa fare?
E mò magari, con lo stadio vuoto, che finalmente posso cercarmi un posto dove si vede qualcosa dalla parte opposta senza che mi rompano il cazzo i tabelloni pubblicitari luminosi dietro la porta, arriva uno che mi multa perché non occupo il posto mio? Perché a me - uomo onesto e probo - il cazzo magari me lo cagano, ce credo molto un celerino o uno steward che va in mezzo alla Nord a fare multe...
Penso sia una bufala. Ma comunque il fatto che se ne discuta significa che è possibile. E che c'è pure qualcuno che è d'accordo. A me dà fastidio l'idea della discrezionalità. Perché la discrezionalità è potere. Sia di applicare, che di non applicare. Come quando ti fermano i vigili e comunque tu stai in torto (un triangolo, un giubbetto non sotto il sedile, magari uno stop che non funziona) e dipende dalla bontà del vigile se sanzionarti o meno. Arriva un input dall'alto? Tutti a pancia a terra coi cani poliziotto che ti annusano e i mitra spianati. Non arriva? L'hai sfangata, stavolta puoi accenderti una sigaretta perché t'hanno fatto passare l'accendino senza ricorrere ai bastoncini come i boy-scout.
A sto punto, aridateme le panche, aridateme i botteghini sotto lo stadio, aridateme la possibilità di decidere di andare allo stadio pochi minuti prima senza portare con me lo stato di famiglia, aridateme la possibilità di sedermi accanto a chi cazzo mi pare, anche se magari devo andare allo stadio due ore prima. Aridateme il mio stadio. E fatelo riempire. Poi parliamo del riconoscimento ottico e dell'analisi del DNA.