Quando, alla fine di questa lunga guerra di logoramento tra il "gestore" della Lazio e i "gestori" della curva, Lotito non sarà più il presidente della Lazio, non avremo come molti immaginano una nuova curva piena di laziali festanti ed entusiasti finalmente liberi. Questo scenario poteva valere nel breve periodo, uno-cinque anni.
La lunga durata della presidenza attuale cambia le cose. Perché nel frattempo, sempre per seguire questa miope strategia sulle spalle della passione Lazio, intere generazioni di potenziali futuri laziali curvaroli, a meno di una passione trasmessa in casa, saranno stati attratti per sempre in altre curve, con altri colori addosso (sappiamo quali).
Perché andare alla partita, da ragazzi, significa soprattutto andare a cantare in curva, in una curva che ti renda orgoglioso però, e orgogliosamente partecipe.
Vi invito su questo punto a fare caso all'età media dei tifosi bruchidi, e al loro numero, in generale visibili allo stadio dalle tv o anche che girano su internet.
Una curva (chi la guida) che non canta, o che canta altro dalla Lazio, che sceglie di fare scioperi quasi sempre per questioni che non riguardano la squadra e il calcio giocato (bei tempi via allegri, arrivo a dire), una curva il cui gotha invita a non abbonarsi ma a comprare il biglietto (nonsense assoluto), che di fatto non spinge alla protesta partecipata ma all'indifferenza per togliere consenso e risorse all'altro, che cerca di affermarsi astenendosi, allontanandosi, diventando invisibile...è una curva destinata a morire.
"C'è solo la curva nord", hanno cantato ancora ieri sera, ma è stato quasi un lamento, non so se qualcuno ci ha fatto caso, un coretto senza convinzione, senza forza. Senza la forza dei numeri.
La Nord non c'è più. Quella che ne rimane, mezza vuota e senza bandieroni, è silenziosa, triste, inutile.
Nella guerra di logoramento messa in piedi e perseguita da anni ci perdiamo tutti, prima tra tutti la Lazio che ci rimette nel presente la spinta forte del proprio stadio e nel futuro vagonate di nuovi tifosi che le darebbero la forza di crescere. Ci perdono i laziali attuali che devono andare a vedere partite in un clima lugubre e che hanno un motivo in più per guardarsela da casa. Ma più di tutti ci rimette la Curva Nord, perché è destinata a svuotarsi e a ridursi a ritrovo di sezioncella politica, a centro sociale dei delusi, mentre altrove si esplode d'entusiasmo, si guadagnano adesioni, forza e spinta per il futuro.
Siamo nel mezzo di questa china molto triste per quella che è stata per anni una grandissima curva, innamorata e partecipe, china che procede inesorabile e senza sostanziali ripensamenti in chi si fa carico di dirigerla. La cosa mi dispiace molto ma non vedo soluzioni se non quella di una svolta passionale dei laziali che la frequentano (e frequentavano) per tornare ad essere quella che fu.
Tanti auguri curva nord.