Emiri, sceicchi e paperoni vari sono fuori concorso.
Se ti arriva sotto casa uno di questi la tua storia passata mette un punto e, a fronte di investimenti fatti con criterio, diventi un top team.
Guardiamo il Chelsea.
Prima di Abramovich era una delle squadre più antiche di Londra e dell'Inghilterra.
Gli appassionati di calcio inglese la conoscevano, ma gli altri?
Era un po' sul nostro livello con la differenza che non vinceva un campionato da quasi 50 anni!!!
E' arrivato il paperone ed oggi è inequivocabilmente un top team.
Noi sceicchi non ce li abbiamo.
Abbiamo un sultano ma che di suo ci ha messo solo un credito inevaso per comprarsi le azioni e gestisce entrate ed uscite della società, quotata in borsa e quindi "rinforzabile" economicamente solo con due strade:
- sfruttamento di TUTTE le potenzialità economiche;
- aumento di capitale.
Per la prima ipotesi ci vogliono capacità e volontà della proprietà.
Per la seconda basterebbe la volontà (e i soldi).
Una volta quantificato il "potere economico" della società puoi decidere di galleggiare o di investire, una tantum quando le condizioni contingenti lo permettono (vedi un terzo posto e una squadra giovane e bella).
Qui si verificano due cose.
La proprietà NON HA MAI privilegiato la voce entrate nel fatturato Lazio per fare le pulci SEMPRE E SOLO alla voce uscite, imponendosi tetti autocastranti come quello di 2 milioni (più o meno) come tetto massimo di ingaggio dei singoli invece di decidere un tetto massimo globale (meno giocatori ma di livello superiore)... oppure decidere che meno di tot per lo sponsor non lo prendi con il risultato che per 8 anni (OTTO) hai incassato ZERO a fronte di un possibile 15 (minimo).
Ciclicamente ci "tocca" far parte del giro che conta e con la distribuzione attuale dei diritti TV e il livello di questa Serie A i "turni" possono anche essere più ravvicinati.
A maggio scorso è uscito il nostro nome dal bussolotto ma chi doveva rispondere presente si è girato dall'altra parte... noi siamo la Lazio non una strisciata... non vorrei rimpiangere troppo a lungo questa "assenza".