Il problema è che quando per decenni si è abituati a fare ciò che si vuole, bandiere celtiche, saluti romani, cori razzisti, e magari solo anche salire sulle balaustre anche la minima misura ( e non entro nella scelta di dividere le curve, scelta estrema e secondo me nel merito sbagliata) restrittiva, o normalizzatrice viene accolta come una diminuzione della libertà personale, anche perché storicamente e socialmente lo stadio è stato sempre visto come un contenitore libero, soprattutto nell'espressione, di quella fetta della società che vive il calcio in maniera viscerale, con il solo limite della violenza fisica; infatti in Italia è stata finora sempre così, il limite, l'unico vero limite è stato sempre quello di prevenire scontri e violenze, e soprattutto evitare il contatto tra le tifoserie rivali.
Ma questo non basta più, ce l'impone l'UEFA, i Paesi occidentali si sono organizzati con stadi più moderni e funzionali, che hanno in sé sistema di prevenzione e controllo avanzati ed efficaci, però visto che questi sistemi COSTANO, basti pensare che gli Steward inglesi non sono quelli che abbiamo noi, fanno dei corsi molto specifici, pagati di più e molto più professionali, per non parlare di impianti di videosorveglianza con centrali operative di visione all'interno stesso dello stadio, con personale preposto ad hoc, personale di polizia che fa costantemente, durante l'anno, opera d contatto e intelligence all'interno e con tifoserie e società.
In Italia questo non si vuole fare, e cmq non si può fare, abbiamo stadi non idonei, vecchi, non funzionali, mettere in atto la macchina di prevenzione organizzativa che hanno in Germania o i Inghilterra costerebbe tanto, o cmq viene ritenuta esageratamente dispendiosa dai nostri vertici politici e vertici della Pubblica Sicurezza, non siamo organizzati, né vogliamo farlo, ed ecco che si sceglie la strada che sembra più diretta, comoda ed efficace, il divieto generale ed astratto, le misure coercitive senza soluzione di compromesso, soprattutto per salvare ciò viene mostrato in tv o nei giornali e nel resto del mondo....un derby senza curve, senza tifoserie che si scontrano fuori allo stadio sarà un successo, e verrà sventolato come un successo dal Prefetto ed i suoi adepti, le loro carriere ne beneficeranno, e chi se ne frega se il prodotto calcio ne risentirà, e con esso le economie che vivono su questo, tanto in Italia si vede solo il breve termine, dimostrazione ne è, e lo possiamo verificare ogni qualvolta vengono trasmesse le partite in tv, sky, premium o RAI, che, soprattutto per quel che riguarda l'Olimpico di Roma, le curve (semivuote per la protesta) non vengono più o quasi mai inquadrate, e sarà così anche al derby, perché questa è la direttiva, o l'ordine dato, normalizzazione totale.....e vio dirò di più, più che i vuoti in Curva Nord, fanno più scalpore i vuoti in Curva Sud perché, soprattutto nell'ambiente e tifoseria romanista, non sono per nulla abituati a non vedere e sentire la curva sud, mentre a noi Laziali, per altri noti motivi, siamo già ampiamente abituati alla curva semivuota, silente e scioperante.
I tale ottica lo sciopero ,che poi sciopero non è perché sciopera chi lavora, è inutile, perché è proprio l'obiettivo che si voleva raggiungere, da parte delle Autorità, era questo che volevano, e non si capisce perché invece questi fantomatici e compatti gruppi di tifosi coraggiosi e senza paura non organizzano una marcia di protesta o una manifestazione, magari fuori i palazzi istituzionali, o in citta, in MANIERA, AUTORIZZATA E CON MODALITA' CIVILI, PACIFICHE E LEGITTIME, MA DI PROTESTA, PER L'APPUNTO, CIVILE.