Citazione di: Sliver il 28 Ott 2015, 12:26
Insomma, uno non solo deve auspicare più controlli, ma senza nemmeno avere in cambio un "prodotto" e dei servizi migliori. Anche un raffinato liberale come te, dovrebbe tenere aperta la tensione tra legalità, legittimità, buon senso. Si va e si andava allo stadio anche (per molti, soprattutto) per condividere un modo diverso di vivere la partita, tutte quelle cose che, da lontano o da vicino, ci fanno gonfiare il petto ed emozionarci: torce, cori, scenografie, bandiere, striscioni. Ora è possibile che se chiami un coro o alzi le braccia ti becchi un daspo. Ed è evidente che questa microfisica invasiva del controllo è propedeutica alla nuova frontiera spacciata per soluzione, come l'ipotetico stadio-vergogna di Tor di Valle. Un amico romanista, abbonato, è stato contattato dalla società che sta lanciando una campagna "informativa" sui piani futuri sul fronte fidelizzazione. Ebbene, oltre all'impennata mostruosa dei prezzi, si aggiungerà il costo del diritto di "continuità" pluriennale all'abbonamento. Una spremuta iper-liberista, un'economia del debito settata sulla tua passione e fedeltà. In queste condizioni, si mettono a rischio anche le inossidabili certezze: la voglia di sentirti parte di qualcosa di speciale sugli spalti.
silver, per avere un prodotto migliore devi avere uno stadio diverso che non è questo, ma ciò non toglie che il fatto di non avere uno stadio diverso ti renda immune dal sottostare a regole più stringenti.
ripeto c'erano sempre 3 corsie in autostrada, prima si andava come ti pareva, ora vai a 130km e ti riprende il tutor.
l'autostrada non è cambiata, è sempre la stessa.
vogliamo fare una battaglia per un nuovo stadio, facciamola, ci sto, ma che c'entra il prefetto? non è che il prefetto non possa prendere una decisione legata a maggior controlli solo perchè lo stadio non ti può offrire più servizi. mi pare ovvio questo.
Spero però che non si estremizzi il tutto sempre. Se sei al tuo posto, tifi e canti, indossi la tua maglia, sventoli la tua bandiera e alzi la tua sciarpa durante l'inno della lazio, nessuno ti daspa, non succede proprio niente.
E pensa puoi farlo anche con i tuoi amici, quelli di sempre vicino a te e se magari la lazio segna puoi abbracciare chi ti pare senza che succeda proprio niente. Se vuoi alzare un cartoncino per fare una bellissima scenografia, altrettanto non ti succede niente.
A me pare ci sia tutto.
Se invece vuoi fare altro rispetto a tutto questo, bè non si può fare.
Tutto questo non è sufficiente? O viceversa, tutto costituisce una repressione tale da abbandonare uno stadio?
Quanto alla nuova frontiera, eh si, il calcio sta cambiando ed è sempre più spettacolo, soldi e buone maniere. Non sono certo io a negarlo.
E per fare tutto questo, il cliente migliore non è certo l'ultras, e anche questo mi pare chiaro.
Dopo di che l'ultras che oggi si sente insopportabilmente colpito, può secondo il mio modesto parere, ancora essere padrone del proprio destino, ovvero se essere qualcosa di ugualmente diverso e fondamentale in uno stadio con certe regole, o abbandonare il proprio posto.
Per me è invece una grande occasione per un nuovo inizio, dove l'ultras potrà ugualmente condividere un modo diverso da tutti quanti di vivere la partita, facendo un tifo che nessuno può fare allo stesso modo e mantenendo la propria peculiarità.
E per di più, cosa non trascurabile, il bene primario, ovvero la lazio, ne trarrebbe solo benefici.
Sbaglierò io, forse la faccio troppo semplice.